Versamento pleurico e amianto

Il versamento pleurico e amianto sono i temi che affronteremo in questa pagina. Il versamento pleurico è una patologia che colpisce i polmoni, gli organi responsabili della respirazione. La patologia si manifesta con l’accumulo di liquido tra le membrane dei polmoni. Tra le cause responsabili della malattia c’è anche l’amianto, un potente cancerogeno per la salute umana.

In particolare, l’Osservatorio Vittime del dovere – APS, assiste e tutela le vittime del dovere, ovvero coloro che subiscono un qualsiasi pregiudizio alla salute. Sono definite vittime del dovere tutte quelle persone che svolgono attività che vanno oltre l’impiego pubblico. Tra queste, le Forze dell’Ordine, i Militari e coloro che offrono la propria vita per il bene della collettività.

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Indice dei contenuti
Versamento pleurico: patologia del polmone
Foglietti pleurici, liquido pleurico e cavità toracica
Versamento pleurico causato dall’esposizione ai cancerogeni
Sintomi che preannunciano il versamento pleurico
Come diagnosticare il versamento pleurico
Assistenza legale e medica gratuita

Versamento pleurico: patologia del polmone

Il versamento pleurico è una patologia che interessa i polmoni, gli organi responsabili della respirazione. Questa patologia può svilupparsi a causa di polmoniti o di scompenso cardiaco. In questo caso, il versamento pleurico si dice di origine primaria. Contrariamente, quando il versamento pleurico si verifica come conseguenza di un tumore polmonare o extrapolmonare, la patologia è di origine secondaria.

I polmoni si caratterizzano per una complessa anatomia. Sono rappresentati da un albero respiratorio, caratterizzato da bronchi, bronchioli e alveoli. Questa struttura è protetta da un sistema di membrane che permette i movimenti della respirazione, ovvero quelli di espansione e riduzione delle camere polmonari. I sottilissimi involucri del polmone sono costituiti da due foglietti, chiamati rispettivamente pleura viscerale e pleura parietale.

Foglietti pleurici, liquido pleurico e cavità toracica

I foglietti pleurici che costituiscono la membrana del polmone sono costituiti da tessuto connettivo e mesotelico. Queste membrane avvolgono e sostengono i polmoni, separando l’albero respiratorio da tutti gli altri organi del corpo. In particolare, la pleura parietale è la membrana che ricopre e separa indipendentemente ciascun polmone.

La pleura viscerale, invece, è la membrana che aderisce alla superficie polmonare e forma la tonaca sierosa dei polmoni. Questi due foglietti sono in continuità l’uno con l’altro e non entrano mai in contatto tra loro. Sono separati da uno spazio virtuale, chiamata cavità pleurica, la cui funzione è quella di contenere il liquido pleurico. Il liquido lubrificante permette ai foglietti pleurici di scivolare l’uno sull’altro, senza causare fenomeni di attrito tra le membrane. In questo modo è consentito ai polmoni di espandersi all’interno della cavità toracica.

Formazione e riassorbimento del liquido pleurico

Il meccanismo di formazione e riassorbimento del liquido pleurico dipende dallo stato di salute delle membrane del polmone. Queste membrane sono irrorate da una ricca rete di vasi sanguigni che apportano nutrimento e ossigeno ai polmoni. La circolazione dei vasi sanguigni crea una pressione negativa a livello della camera pleurica. Questa pressione permette ad alcune sostanza di lasciare il circolo sanguigno e riversarsi a livello della cavità. Tra queste, il plasma, alcune proteine e gli zuccheri.

Per questo motivo, il liquido pleurico ha una composizione simile al sangue. In condizioni normali, la regolazione del plasma e le sue componenti sono regolate dai foglietti pleurici e dalla pressione dai vasi. Inoltre, tutte le componenti del liquido pleurico, ovvero le proteine, gli enzimi e gli zuccheri, conferiscono una colorazione gialla citrina al fluido.

Le cause che provocano l’accumulo di liquido pleurico

La patologia da versamento pleurico, è una patologia che si verifica a causa dell’accumulo di liquido all’interno della cavità pleurica. Le cause sono diverse e possono compromettere irreversibilmente la salute delle persone.

Quando la patologia si manifesta a seguito di polmoniti o scompensi cardiaci, l’accumulo di liquido è dovuto a malattie occasionali, facilmente gestibili e curabili tramite un protocollo di cura specifici. Diversamente, quando il versamento pleurico insorge per patologie maggiormente invalidanti, i protocolli di cura sono combinati. Patologie come la cirrosi epatica, l’insufficienza renale, la pancreatite acuta ed un gran numero di tumori, possono provocare l’accumulo di liquido.

Anche l’esposizione professionale ad alcuni cancerogeni provoca l’abnorme formazione di liquido. Tra questi vi sono l’amianto, le onde ionizzanti, il gas radon e uranio impoverito. In questo caso, è opportuno ricostruire l’anamnesi lavorativa della persona per valutare anche una possibile contaminazione per agenti cancerogeni nel nucleo familiare.

Versamento pleurico causato dall’esposizione ai cancerogeni

Gli ambienti maggiormente contaminati da cancerogeni sono quelli lavorativi. In particolar modo, le persone che prestano attività lavorativa nei cantieri navali, edili e industriali, nei comparti militari, nelle forze armate, etc. Questi ambienti, se non controllati e dotati di sistemi di sicurezza e protezione per il personale, rappresentano una minaccia per la salute umana. Infatti, tra le malattie professionali denunciate all’INAIL, nell’ultimo anno, vi sono le malattie asbesto correlate e numerosissime forme di tumore.

La nocività delle sostanze cancerogene è costantemente monitorata dalla IARC, l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro. In particolare, nell’ultima Monografia, è stata confermata la nocività dell’amianto e di altre numerosissime sostanze.

Amianto killer e versamento pleurico

Le polveri e fibre di amianto sono estremamente nocive per l’uomo. Infatti, le fibre di amianto sono volatili e quando aereodisperse possono essere sia inalate che ingerite. Nell’organismo provocando lunghi ed insistenti processi di infiammazione al mesotelio, la membrana che ricopre la maggior parte degli organi addominali. Quando l’infiammazione persiste nel tempo, è responsabile della formazione di tumori.

Per questo, quando le fibre superano le barriere fisiche e chimiche dell’uomo, si insediano a livello del corpo umano. Più precisamente, le fibre raggiungono le membrane degli organi e causano il mesotelioma, un tumore aggressivo e spesso silenzioso. In base all’organo colpito, si possono distinguersi diverse forme di tumore: il mesotelioma pleurico, il mesotelioma peritoneale, il mesotelioma del pericardio ed il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo. Tali patologie sono tutte responsabili dell’insorgenza del versamento pleurico.

Altri ancerogeni che provocano l’accumulo di liquido pleurico

Analogamente alle fibre killer, anche sostanze come le radiazioni ionizzanti, il gas radon e l’uranio impoverito causano l’accumulo di liquido pleurico. Questo fenomeno si verifica quando le neoplasie giungono in uno stadio avanzato. Infatti, i tumori che sviluppano metastasi possono compromettere l’integrità delle membrane dei polmoni. In particolare, le cellule migrano nella cavità pleurica dei polmoni e diventano invisibili al sistema immunitario.

Tale condizione si verifica anche in caso di tumori del sangue, come linfomi, mielomi e leucemie. Queste patologie sono tutte strettamente ricollegabili all’esposizione ambientale di cancerogeni professionali, precedentemente menzionati.

Sintomi che preannunciano il versamento pleurico

I sintomi da versamento pleurico dipendono dall’origine della malattia. Quando la patologia si sviluppa a causa di polmoniti o scompensi cardiaci, i sintomi sono quelli del respiro affannoso e del dolore toracico. Questi campanelli di allarme sono dovuti alla pressione del liquido che si accumula nel polmone. I movimenti di inspirazione ed espirazione diventano limitati e gli organi circostanti addossati gli uni sugli altri. Anche il dolore toracico preannuncia l’accumulo di liquido. Esso viene avvertito quando si fanno respiri profondi o si tossisce.

Tuttavia, quando il versamento pleurico è di origine secondaria, spesso la patologia è asintomatica. Infatti, i sintomi dovuti al versamento pleurico sono strettamente collegati alla patologia che ne provoca la formazione. I pazienti ai quali viene diagnosticato il versamento pleurico riscontrano:

  • febbre;
  • dolore toracico;
  • modificazione del colore della pelle;
  • anemia;
  • difficoltà respiratoria;
  • aumento della frequenza respiratoria.

Come diagnosticare la patologia da versamento pleurico

Grazie ad alcuni strumenti diagnostici è possibile verificare l’eccesso di liquido a livello dei polmoni. Per la diagnosi è necessario che il volume di liquido sia maggiore di almeno tre volte il volume presente in condizioni normali. Gli strumenti diagnostici idonei alla diagnosi di versamento pleurico sono sostanzialmente due:

  • la radiografia standard: una tecnica diagnostica che permette la ricostruzione dell’immagine bidimensionali del polmone. É il primo strumento a cui si ricorre per la diagnosi. Serve a determinare non solo la presenza di un eccesso di liquido, ma anche per valutare lo stato generale delle strutture polmonari;
  • TAC addominale: una tecnica diagnostica che permette di confermare la presenza di liquido, grazie alla ricostruzione dell’immagine tridimensionale. Questo strumento permette un’analisi maggiormente dettagliata della patologia e viene eseguita in caso di sospetta neoplasia in corso. Tale pratica viene effettuata utilizzando un liquido di contrasto che, oltre a rivelare la presenza di liquido, permette di individuare anche focolai di cellule cancerogene.

Toracentesi per determinare la natura del liquido

La diagnosi di un versamento pleurico richiede approfondimenti clinici per poter valutare la presenza di cellule neoplastiche o per chiarire la natura del liquido pleurico. La toracentesi è una pratica medica che permette l’asportazione di volumi variabili di liquido pleurico tra le membrane. Tale pratica mette in atto non solo per la rimozione del liquido in eccesso, ma anche per l’esame chimico, fisico e biochimico del liquido pleurico. L’esame rappresenta un metodo rapido e mini-invasivo per ottenere una diagnosi sulle cause che ne provocano la formazione.

La prima cosa da valutare non appena prelevato un campione di liquido pleurico è la sua colorazione. Con la toracentesi è possibile verificare la presenza di tracce di sangue nel liquido. Questo permette di diagnosticare tempestivamente un infarto, un’embolia polmonare o infiammazioni della pleura. In queste condizioni, la colorazione del liquido è tendente al rosso.

In presenza di infezioni batteriche o virali, o nel caso in cui siano presenti neoplasie a livello della pleura, la colorazione del liquido diventa lattiginosa. Anche nel caso in cui vi sia una rottura del dotto toracico, la colorazione del liquido è lattiginosa. Questo si verifica poiché nel liquido si riversano delle sostanze chiamate chilomicroni, formate da particelle proteiche racchiuse in goccioline di grasso.

Come guarire dal versamento pleurico

I sintomi generati dall’accumulo di liquido pleurico nella cavità polmonare possono essere facilmente controllati e gestiti se di origine primaria. In questo caso, i protocolli di cura prevedono la somministrazione di diuretici e cortisonici, o di farmaci antibiotici nel caso in cui sia in atto una infezione batterica. In tali condizioni, le aspettative di vita del paziente non sono compromesse, salvo peggioramenti o aggravamenti della patologia e della salute in generale. Tuttavia, l’accumulo di liquido pleurico può richiedere anche la prescrizione di una terapia di supporto, come l’ossigenoterapia. Questo protocollo di supporto si rende necessario nel caso in cui si verifica la compressione dei polmoni e insufficienza respiratoria.

Quando, invece, la formazione del liquido pleurico è frequente e ricorrente, allora si ricorre al posizionamento stabile di un sondino fisso di drenaggio. Il sondino permette di eliminare l’eccesso di liquido ogni qual volta si riformi. Nel caso in cui la persona è affetta da tumore, le aspettative di vita si riducono a 24 mesi. In presenza di patologie gravi, le aspettative di vita possono essere anche di 3 o 6 mesi.

Assistenza e tutela legale e medica

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, in collaborazione con il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, tutela e assiste le vittime del dovere affinchè possano vedersi riconosciuti i propri diritti. Un team di avvocati e medici legali fornisce assistenza legale e medica gratuita non solo alle vittime primarie, ma anche ai loro familiari. Per ricevere l’assistenza gratuita, chiamaci al numero verde (800 034 294), oppure compila il form per essere ricontattato.

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