Assistenza gratuita vittime amianto

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Assistenza gratuita

    Assistenza gratuita e tutela della salute

    Tutelare è un’espressione importante e significa prevenire, ovvero, evitare i danni da amianto.

    Come è noto, tutte le fibre di amianto recano danno alla salute dell’uomo, provocando infiammazioni, neoplasie e altre patologie, anche in assenza di sintomi.

    Per questi motivi è necessario evitare ogni tipo di esposizione amianto, anche quelle a bassi soglie.

    La sorveglianza sanitaria gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro le patologie asbesto correlate.

    Difatti, attraverso la sorveglianza sanitaria è possibile diagnosticare in tempi precoci le eventuali malattie amianto.

    In effetti, una diagnosi precoce delle malattie asbesto correlate, determina anche la tempestività e l’efficacia di terapie e trattamenti.

    L’importanza della prevenzione primaria

    La prevenzione primaria, ovvero evitare le esposizioni a cancerogeni, diventa l’unico strumento di reale tutela della salute e del benessere dell’uomo.

    È questo il concetto fondamentale sulle quali si fondano le tesi della nostra associazione.

    Inoltre, la necessità di evitare l’esposizione a tutti i cancerogeni, è autorevolmente riportata anche nei più alti consessi scientifici (Comments on the 2014 helsinki consensus report on asbestos).

    Malattie amianto: ricerca, terapia e cura

    La ricerca scientifica è il primo banco di prova per tutelare la salute propria e dei nostri cari ed è tra le finalità dell’OVD – Osservatorio Vittime del Dovere.

    Infatti, l’associazione, oltre a raccomandare di evitare l’esposizione alle fibre di amianto ed altri cancerogeni, chiede a gran voce di investire più tempo e maggiori risorse alla ricerca scientifica.

    Questo perché le malattie amianto sono ben lontane dall’aver trovato una vera e propria cura.

    Nel complesso, le malattie amianto si distinguono in infiammatorie e cancerogene. Inoltre, com’è noto, grazie all’impegno dei nostri medici volontari, siamo riusciti ad ottenere notevoli risultati in termini di diagnosi, prevenzione e cura delle malattie asbesto correlate.

    Non solo quelli di patologie tumorali, come il mesotelioma, ma anche per quanto riguarda il trattamento e la cura di altre neoplasie.

    Mesotelioma: l’unico fattore di insorgenza è la fibra killer

    Coloro che sono stati già esposti alle fibre dei minerali di asbesto, corrono il rischio di contrarre prima di tutto il mesotelioma, e poi tumore al polmone, tumore alla laringe oppure il cancro alle ovaie.

    Placche pleuriche e ispessimento pleurico rappresentano il vero e proprio segno biologico dell’avvenuta esposizione al cancerogeno.

    Inoltre, gli ispessimenti pleurici rappresentano la conditio sine qua non per la successiva insorgenza del tumore della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico.

    Il mesotelioma è una neoplasia un po’ particolare, in quanto l’unico agente che ne causa l’insorgenza è proprio l’amianto. Occorre tener conto del fatto che anche esposizioni poco elevate possono determinare l’insorgenza del cosiddetto cancro amianto.

    Mesotelioma pleurico e rischio anche a basse dosi

    A conferma di ciò, l’On.le Angelo Muzio, che nel corso del suo intervento parlamentare – Camera dei deputati nella seduta 12-14 luglio 1993 – in occasione della conversione del D.L. 193/93, ha chiarito:

    «non ha alcun livello di soglia o limite che possa garantire la salute di coloro che sono stati o siano esposti, nel senso che è dannosa una quantità anche minima».

    Ciò è stato confermato anche dallo Iarc, Monographs On The Evaluation Of Carcinogenic Risks To Humans, Volume 14, Asbestos, Summary Of Data Reported And Evaluation, Asbestos, Last Updated: 26 March 1998.

    Malattie asbesto correlate e riconoscimento

    Le malattie asbesto correlate sono le seguenti:

    • mesotelioma
    • asbestosi
    • placche pleuriche
    • ispessimenti pleurici
    • tumore del polmone
    • tumore delle ovaie
    • cancro della laringe

    Queste malattie sono state contestualmente inserite anche nella Lista I dell’INAIL, con riferimento all’esposizione professionale ad asbesto.

    Il loro riconoscimento è facilitato dalla cosiddetta presunzione legale di origine, che inverte l’onere della prova dei comuni a carico dell’ente previdenziale.

    Le altre patologie asbesto correlate

    Le fibre di amianto provocano anche altre patologie. Per queste però, manca la unanimità scientifica, poiché esse sono multifattoriali.

    Per questa ragione alcuni disconoscono la correlazione tra l’insorgenza di esse e la capacità lesiva delle fibre.

    L’INAIL le ha inserite nella Lista II, per le quali non vi è la cosiddetta presunzione legale di origine e cioè la presunzione della loro origine di natura professionale:

    • Tumore della faringe;
    • Cancro dello stomaco;
    • Tumore del colon retto;

    Infine, tra le malattie amianto troviamo anche il tumore dell’esofago per il quale sono minori le evidenze scientifiche e per cui lo stesso INAIL lo inserisce nella Lista III:

    • Tumore dell’esofago.

    Le altre malattie amianto tra cui leucemie, colangiocarcinoma etc..

    Parallelamente vengono riconosciute come da amianto anche una serie di altre patologie, tra cui i diversi tipi di leucemia.

    La leucemia è una malattia multifattoriale e tra i fattori scatenanti vi è anche l’amianto.

    L’asbesto in sinergia con un’errata pratica vaccinale, l’esposizione a nano particelle contenute nei proiettili ad uranio impoverito, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, forma un cocktail mortale di cancerogeni.

    Questo accade soprattutto per i militari impiegati nelle missioni di pace all’estero.

    Assistenza medica e tutela legale gratuita

    L’Osservatorio Vittime del Dovere offre assistenza gratuita a tutti i cittadini e i lavoratori esposti ad amianto ma anche ad altri rischi.

    L’assistenza medica è coordinata dal Dott. Arturo Cianciosi. Mentre, il servizio di assistenza legale è coordinato dall’Avv Ezio Bonanni.

    Benefici contributivi per i lavoratori esposti

    In caso di esposizione ad amianto ultra decennale, ovvero superiore ai 10 anni, a concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, sussiste il diritto ai benefici contributivi amianto.

    I cosiddetti benefici contributivi determinano le maggiorazioni contributive del periodo di esposizione con il coefficiente 1,5, poi ridotto a 1,25, come stabilito dall’art. 13, co.8, L. 257/92.

    Tutti i lavoratori esposti hanno diritto ad accederei ai benefici contributivi. Tuttavia, spesso l’INPS si interpone tra essi e i loro diritti, proprio come chiarito dall’avv. Bonanni nella seguente pubblicazione:

    Inoltre, i benefici spettano soprattutto a coloro che si sono già ammalati a causa dell’esposizione amianto e che sono stati riconosciuti dall’INAIL.

    In quest’ultimo caso, la norma è quella di cui all’art. 13, co.7, L. 257/92, ed il coefficiente è sempre 1,5, che è valido sia per il prepensionamento che per la rivalutazione delle prestazioni pensionistiche in godimento.

    Il prepensionamento e la pensione di invalidità amianto

    È importante ottenere il riconoscimento dell’indennizzo INAIL poiché sussiste il diritto alle maggiorazioni contributive con l’art. 13, co. 7, della L. 257/92.

    In sostanza, moltiplicando il coefficiente 1,5 per il periodo contributivo INPS di riconosciuta esposizione ad amianto, è possibile ottenere l’anticipata maturazione del diritto a pensione e per chi già lo è, nell’adeguare e rivalutare la posizione.

    In questo caso, a prescindere dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva, e con solo 5 anni di contribuzione, di cui 3 negli ultimi 5, si può accedere al trattamento previdenziale della pensione di invalidità INPS amianto.

    Indennizzo INAIL malattia professionale

    I lavoratori che hanno contratto malattia asbesto correlata riconosciuta in una delle liste INAIL, possono chiedere il riconoscimento della malattia professionale.

    Il percorso ha inizio con il rilascio del certificato di malattia professionale attraverso il quale l’INAIL avvia la procedura e decide.

    Nel caso in cui l’INAIL rigetti la richiesta, si agisce con il ricorso amministrativo e poi con il ricorso giudiziario.

    Scrivi la tua richiesta di assistenza gratuita attraverso il formulario per ottenere l’indennizzo INAIL.

    Prestazioni del Fondo Vittime Amianto

    Il Fondo Vittime Amianto (FVA), è stato istituito con l’art. 1 commi 241/246 L. 244/2007, e corrisponde ad una singola prestazione che si va ad aggiungere alla rendita inail.

    In precedenza era stato previsto nella misura del 10%, successivamente, grazie a due decreti del 9 agosto 2018, per gli anni 2016 e 2017, è stata incrementata fino al 14,7% .

    Nel complesso, è stata ampliata anche la platea dei beneficiari. Costituendo questa prestazione anche in favore delle vittime di mesotelioma per esposizione ambientale, con indennizzo una tantum.

    Con l’accoglimento dell’emendamento del Decreto Milleproroghe il fondo vittime amianto passerà dagli attuali 5.600 euro erogati dall’INAIL a 10.000 euro.

    In conclusione, questa prestazione è liquidata agli ammalati di mesotelioma da esposizione ambientale, familiare e ai loro eredi.

    L’indennizzo sarà dovuto a coloro che hanno contratto la patologia per esposizione ambientale ad amianto, quindi, per motivi non legati all’esposizione lavorativa a partire dal 2015. 

    Riconoscimento causa di servizio per i dipendenti pubblici

    Per i lavoratori impiegati nel pubblico impiego non privatizzato, il regime previdenziale in caso di malattia riconducibile all’attività di lavoro, è quello della cosiddetta causa di servizio.

    Questa procedura coinvolge anche un pregiudizio medico legale, che deve essere assunto dalla CMO.

    Con il riconoscimento causa di servizio, sussiste il diritto, prima di tutto, all’equo indennizzo, e poi alla pensione privilegiata.

    Riconoscimento dello status di vittima del dovere

    In caso di riconoscimento di causa di servizio, per lo svolgimento di attività di cui all’art. 1, co. 563, L. 266/05, è possibile ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Inoltre, ci sono casi di equiparazione a vittima del dovere. Questo accade quando l’infermità discende da esposizioni a cancerogeni. Anche in caso di particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006.

    Risarcimento danni: tutela legale per vittime e familiari

    L’Osservatorio Vittime del Dovere offre assistenza gratuita alle vittime ma anche i loro familiari per ottenere il risarcimento danni.

    Per chiedere assistenza gratuita basta scrivere attraverso uno dei formulari presenti nel sito web.

    Un team di esperti risponderà ad ogni singola richiesta con la massima disponibilità e professionalità.

    Oppure visita la pagina: Form Assistenza Gratuita