Amianto: caratteristiche, proprietà e pericolosità dei suoi minerali

L’amianto, asbesto sinonimo, è una fibra naturale altamente cancerogena, ampiamente utilizzata in ambito industriale soprattutto a cavallo tra gli anni Sessanta e Ottanta. Già si conosceva la sua lesività per la salute. In Italia, l’asbesto, amianto sinonimo, è stato bandito con la L. 257/92.

Il termine amianto (in alcuni casi detto anche asbesto) si riferisce a un gruppo di minerali fibrosi. Questi appartengono alla classe dei silicati: actinolite, amosite, antofillite, crisotilo, crocidolite e tremolite.

Caratteristiche e pericolosità di amianto eternit

Fino al 1992, i materiali che lo contenevano erano quelli in cd. “eternit”. Con questo termine era indicata la miscela in cemento amianto. Al tempo stesso, la multinazionale che li produceva era chiamata con lo stesso nome. Questa denominazione evoca l’eternità.

Robusto, resisente e composto da fibre estremamente sottili, l’amianto si è diffuso così tanto per via della sua indistruttibilità e per il suo costo estremamente conveniente. L’edilizia è il settore che forse ha fatto uso maggiore dell’amianto, poiché la sua fibra risultava molto resistente alle fonti di calore (ed era quindi perfetto per tettoie e coperture di case, aziende e palazzi).

Asbesto amianto è stato utilizzato per quasi 30 anni, senza che nessuno sospettasse della sua pericolosità. La maggior parte delle costruzioni tra gli anni Sessanta e Ottanta contenevano una percentuale variabile di amianto al loro interno: sui muri, nei tetti, sulle superfici interne ed esterne, senza distinzione alcuna.

A seguito di alcune scoperte, ci si è accorti che le fibre di amianto, soprattutto quando si logorano per via dell’usura temporale o causa utilizzo frequente, rilasciano sostanze tossiche che, una volta inalate, possono provocare malattie come il tumore ai polmoni o mesoteliomi gravi.

Le molecole prodotte sono così pericolose da danneggiare sensibilmente il DNA delle cellule, favorendo così la formazione del tumore. Nel caso in cui a danneggiarsi sono le cellule del polmone, c’è il rischio di un tumore ai polmoni; nel caso, invece, di un danneggiamento alla pleura (la membrana che copre i polmoni), può svilupparsi un mesotelioma pleurico.

Pericolosità delle fibre di amianto

La malattia non si manifesta subito: possono, infatti, trascorrere dai 25 ai 50 anni prima che il tumore sia evidente e invalidante.

La questione relativa alla pericolosità dell’amianto riguarda soprattutto la sua friabilità. Col tempo, infatti, l’amianto tende a sgretolarsi e in certe circostanze a rilasciare queste particelle cancerogene che, una volta respirate, possono rivelarsi anche fatali.

Anche se l’amianto è diventato illegale nel 1992, ci sono ancora tantissimi lavoratori esposti quotidianamente ad amianto. Secondo recenti studi condotti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sono circa 125 milioni i lavoratori esposti ad amianto.

Soltanto negli USA la produzione di amianto è diminuita del 99% negli ultimi 30 anni, anche a seguito dei numerosi risarcimenti erogati a favore delle vittime da malattie asbesto correlate. In Italia, invece, solo nel 2019 sono morte più di 6000 persone a causa dell’esposizione ad amianto.

Di queste, circa 1900 persone erano affette da mesotelioma, circa 3800 per tumore ai polmoni. I restanti hanno contratto patologie differenti, quali asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici. La maggior parte delle malattie si riscontrano nel nord Italia, lì dove è alto il tasso di industrializzazione. Il sud, tuttavia, non è da meno: ci sono tantissime aree al sud, anche ambientali, dove l’amianto è un pericolo reale e oggettivo ancora oggi.

È difficile guarire da una patologia asbesto correlata, perché l’amianto è un materiale completamente cancerogeno e se inalato può essere molto, molto pericoloso.

La classificazione dei minerali

Come abbiamo già accennato, i minerali di amianto sono 6.

Il crisotilo è un silicato idrato di magnesio, con fibre di lunghezza variabili, soffici e setose, e un’elevata resistenza meccanica e flessibilità, una buona tenuta agli agenti alcalini e una temperatura di decomposizione che oscilla tra i 400 e i 700°C. Tra tutti, è il tipo di amianto più diffuso in assoluto.

L’actinolite è un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio, si trova nelle rocce scistose-cristalline della catena alpina. Ha una temperatura di decomposizione che oscilla tra i 600 e i 900°C.

La grunerite è un silicato idrato di ferro e magnesio utilizzato prevalentemente come isolante termico. Presenta fibre lunghe e fragili, di flessibilità discreta e una temperatura di decomposizione che oscilla tra i 600 e gli 800°C.

La crocidolite è un silicato idrato di sodio, ferro ferrico, ferro ferroso e magnesio, ha fibre dritte ed è il minerale più resistente agli agenti acidi. Ha una buona flessibilità e una temperatura di decomposizione che oscilla tra i 400 e i 600°C.

La tremolite è un silicato idrato di calcio e magnesio, molto diffuso nelle località alpine (deve, infatti, il suo nome alla Valle Tremola del Massiccio del San Gottardo a Campolongo, nel Canton Ticino). È un minerale fragile, ma assai più resistente al calore: ha, infatti, una temperatura di decomposizione che oscilla tra i 950 e i 1040°C.

L’antofillite è un silicato idrato di magnesio, assai diffuso in Alto Adige, è un minerale fragile, con una temperatura di decomposizione che oscilla tra i 600 e gli 850°C.

Le proprietà dell’amianto

L’amianto è stato diffuso per tutto questo tempo per una serie di ragioni. Prima di tutto, si tratta di un minerale particolarmente economico, ma anche particolarmente resistente (al calore così come agli agenti atmosferici). Il suo potere isolante ha fatto sì che diventasse il materiale fonoassorbente per eccellenza, al punto che scuole, palestre, piscine, mense e ospedali furono ricoperte di amianto tra gli anni Sessanta e Ottanta.

Esistono due tipologie di amianto: quello compatto, cioè legato a matrici resistenti e stabili (l’Eternit, per intenderci) e quello friabile, cioè legato a matrici non compatte (come quello spruzzabile sulle superfici).

Amianto: tutti gli impieghi

I minerali di amianto sono stati impiegati negli ambiti più disparati: per realizzare tegole, pavimenti, tubazioni, canne fumarie, per coibentare edifici, navi, treni, aerei, per fabbricare tute ignifughe per i vigili del fuoco, per fabbricare corde, per filtrare vini.

In ambito edilizio, industriale, commerciale, alimentare, l’amianto ha governato tutti i settori economici della nostra esistenza, e lo ha fatto per oltre 30 anni. È evidente, quindi, che i danni relativi all’uso – e abuso – di amianto ce li porteremo appresso per ancora tanto, tantissimo tempo, specie se si considera che non tutti hanno smesso di produrre e utilizzare amianto negli anni Novanta.

La normativa sull’amianto

Dal 1946 al 1992, in Italia sono state lavorate quasi 4 tonnellate di amianto asbesto. Con la legge 257/1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto) è stata vietata l’estrazione, la lavorazione, la commercializzazione dell’amianto. Ma non è stata resa obbligatoria la bonifica di tutte le aree in cui l’amianto è presente (e, quindi, potenzialmente pericoloso).

L’obbligo alla bonifica non esiste (anche se dovrebbe esserci), ma è obbligatorio comunicare la presenza di amianto o di siti contaminati all’ASL più vicina. Per comunicare la presenza di amianto basterà effettuare una segnalazione, utilizzando il modulo scaricabile. Una volta inviato il modulo, i tecnici preposti a questo tipo di controlli effettueranno un sopralluogo per valutare la percentuale di rischio amianto.

Se si vuole, invece, effettuare una bonifica, è molto importante richiedere la figura di un esperto e affidarsi, quindi, a una ditta di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali.

Smaltimento e bonifica dell’amianto

Dalla legge 257/92 sul divieto di utilizzo e commercializzazione dei minerali di amianto (tutti i minerali, perché si sono rivelati tutti cancerogeni), in Italia le morti per amianto continuano a toccare vette molto preoccupanti. Complice la comparsa della malattia, che non si palesa prima di 25-50 anni, ma complici anche le aziende che non hanno bonificato quando erano tenute a farlo, sono tantissime ancora le persone che in Italia, ogni anno, muoiono per malattie asbesto correlate. Eppure la chiamano fibra killer non a caso – ma a quanto pare non basta.

In cosa consiste la bonifica di cui si parla, quando si tratta di amianto? Stando al dizionario, la bonifica è un complesso di operazioni mirate alla neutralizzazione degli agenti chimici e naturali ritenuti pericolosi e tossici per l’uomo. Tali operazioni riguardano il risanamento di terreni, territori, abitazioni e costruzioni di ogni tipo, con lo scopo preciso di libera un determinato territorio dalla presenza di sostanze tossiche, cancerogene e mortali. Nel caso specifico, per operazioni di bonifica intendiamo sia la rimozione totale dell’amianto, sia l’incapsulamento. Nel primo caso, ci si trova in presenza di amianto ancora intatto, non particolarmente a rischio. Per quanto riguarda il secondo caso, ci si trova davanti a fibre di amianto friabili e pericolosissime, se smantellate.

Ad oggi ci sono ancora più di 40 milioni di tonnellate di minerali derivati dall’amianto, i siti contaminati superano il milione e quelli oggettivamente più gravi e pericolosi sono 50.000. La mappa con le aree a rischio è allarmante: all’interno ci sono più di 2400 scuole, 800 biblioteche, 250 ospedali e circa 300.000 km di tubature per acqua potabile. Il rischio di contrarre malattie asbesto correlate è reale e riguarda tutti noi: per questo motivo è molto importante correre ai ripari, ma anche tutelarsi, dove possibile.

La situazione internazionale

L’amianto è illegale in buona parte del mondo, ma non tutti hanno deciso di adeguarsi alle normative internazionali. Ci sono stati come la Russia, la Cina, il Brasile e il Canada che continuano a produrre e distribuire materiali composti da minerali di amianto. Di recente, anche gli USA hanno autorizzato, dopo il divieto del 1989, l’utilizzo dell’amianto crisotilo come materiale per l’edilizia.

Lo IARC di Lione (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ha confermato, invece, quanto detto in precedenza: tutti i minerali di amianto sono cancerogeni e, pertanto, dovrebbero essere tutti vietati. Ci sono studi che vedono il crisotilo come “innocuo” ma si riferiscono al fatto che le fibre del crisotilo sono facilmente smaltibili dal nostro organismo, a differenza delle altre fibre di amianto. Nel 2017, però, uno studio tedesco ha notato che le fibre di crisolito possono rimanere all’interno dei polmoni per tanto, tantissimo tempo, e rivelarsi quindi potenzialmente pericolose esattamente come le altre.

Ci sono anche diversi studi, finanziati dalle fabbriche che producono amianto crisotilo, che continuano a sostenere l’“innocenza” di questo particolare minerale. Ma è chiaro che ci troviamo di fronte ad analisi poco attendibili e possibilmente soggette a bias cognitivi considerevoli.

Il ruolo di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

Visti i dati allarmanti esposti finora, è facile immaginare quante siano, al giorno d’oggi le vittime del dovere che nel tempo hanno contratto malattie asbesto correlate.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, si occupa di tutelare e difendere i diritti di tutte le vittime dell’amianto (e in Italia, come abbiamo visto, sono veramente tantissime).

I casi sono in aumento, pare, e questo dovrebbe metterci in allarme. Per questo motivo è così importante sollecitare le bonifiche, magari ampliando la ricerca scientifica a riguardo, sia per curare chi è già malato, sia per mettere in guardia chi può contrarre una malattia asbesto correlata in futuro.

L’OMS si è espressa a riguardo e ha sottolineato la gravità di tutte le malattie causate dall’amianto, oltre a promuovere divieti di utilizzo e bonifiche in tutto il mondo. L’ONA, dal canto suo, ha rivolto un appello diretto all’OMS, per far sì che le indicazioni si trasformino in leggi vere e proprie, nel minor tempo possibile.

Assistenza legale gratuita

L’Avv. Ezio Bonanni, in collaborazione con tutti i membri di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, offre un’assistenza legale gratuita che garantisce una tutela per tutte le vittime e per i loro familiari, mettendo a disposizione un team di legali ed esperti, con lo scopo di fare giustizia e ottenere i risarcimenti dovuti alle vittime del dovere.

Consapevoli, però, che un’indennità o un risarcimento economico non potranno mai restituire la salute alla persona che ha contratto la malattia, la battaglia che ONA conduce insieme a Bonanni e a tutto il suo staff riguardano anche, e soprattutto, l’irrigidimento delle leggi riguardanti le bonifiche e la messa a norma di tutti gli stabili costruiti con fibre di amianto.

Oggi, in pieno 2020 e nel cuore di una pandemia sconosciuta quanto preoccupante, tutte le persone affette da malattie asbesto correlate hanno messo a rischio la loro vita. In alcuni casi hanno perso la loro battaglia.

Alcuni studi hanno perfino riscontrato che l’amianto, in sinergia con il fumo di sigaretta, può aumentare i rischi di tumore ai polmoni e al tratto gastrointestinale, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e altre malattie asbesto correlate.

Puoi richiedere l’assistenza legale di ONA compilando questo form:

amianto assistenza gratuita

OMS: la posizione sull’amianto

L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che le fibre di amianto sono la causa di tutte le patologie asbesto correlate, provocano più di 100.000 decessi ed espongono a questo tipo di malattie 125 milioni di lavoratori ogni anno. La stima, possibilmente, è “ottimista”, ma ci dà sicuramente una misura della gravità e ci fa comprendere come mai parliamo spesso di “epidemia amianto”. È fondamentale correre ai ripari, regolamentare le bonifiche e imporre un bando amianto. Solo in questo modo possiamo porre fine a questo problema così annoso e difficile da combattere.

ONA e lo smaltimento dell’amianto

La bonifica dell’amianto, quindi, è l’unica soluzione. L’impegno quotidiano di ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni mira a garantire una tutela legale per tutte le vittime e i superstiti da patologie asbesto correlate, nella speranza di ottenere rimborsi, risarcimenti e indennità, ma anche nella speranza che vengano presi provvedimenti più severi per chi non ha ancora bonificato le proprie aree a rischio amianto.

La lista I dell’INAIL sulle malattie asbesto correlate

L’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, è un ente pubblico non economico italiano cui sono assicurati quasi tutti i lavoratori italiani e assicura le prestazioni sociali di cui all’art. 38 della Costituzione: il mantenimento del reddito dei lavoratori e delle famiglie in caso di infortunio o malattia professionale. Tra le malattie professionali compaiono ovviamente anche tutte le patologie asbesto correlate.

Di seguito, la lista I dell’INAIL: sono inserite al suo interno – e sicuramente indennizzate – le seguenti patologie.

Asbestosi polmonare (I.4.03);

Placche pleuriche (I.4.03);

Mesotelioma peritoneale (I.6.03);

Ispessimenti pleurici (l.4.03);

Mesotelioma pleurico (I.4.03);

Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (I.6.03);

Tumore del polmone (I.4.03);

Tumore della laringe (I.6.03);

Mesotelioma pericardico (I.6.03);

Tumore dell’ovaio (I.6.03).

Sono asbesto correlate anche le patologie inserite nella lista II dell’INAIL (limitata probabilità):

Tumore alla faringe (c10-c13);

Cancro dello stomaco  (c16);

Cancro del colon retto(c18-c20).

I lavoratori che hanno contratto queste patologie, possono ottenere un riconoscimento dall’INAIL con la prova della loro origine occupazionale.

La lista III dell’INAIL comprende unicamente il cancro all’esofago. In questo caso, come nei casi esposti nella lista II, il lavoratore può richiedere e ottenere il riconoscimento della rendita INAIL con la prova del nesso causale (se è riconosciuta la correlazione tra malattia ed esposizione ad amianto sul luogo di lavoro).

Lista delle malattie riconducibili all’amianto:

Tumori:

Tumore al cervello (Robinson et al., 1999; Omura,2006; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);

Tumore alla colecisti (Moran, 1992);

Emolinfopoietici (Robinson et al., 1999; Omura, 2006; Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);

Tumore alla laringe-lingua (Omura, 2006; Manzini et al., 2010);

Tumore alla mammella (Selikoff, 1974; Feigelson et al., 1996; Fear et al., 1996; Robinson et al., 1999; Omura 2006 & 2010);

Cancro al pancreas (Moran, 1992; Kanarek, 1989);

Tumore alla prostata (Moran, 1992; Feigelson et al., 1996; Stellman et al., 1998; Robinson et al., 1999; Koskinen et al., 2003;  Bianchi et al., 2007; Reid et al., 2012);

Tumore al rene (Bianchi et al., 2007);

Cancro alla tiroide (Manzini et al., 2010);

Tumore allo stomaco (Kanarek, 1989; Moran, 1992);

Tumore al testicolo  (Manzini et al., 2010);

Cancro alla vagina-Vulva (Pukkala & Saarni, 1996):;

Tumore alla vescica (Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Manzini et al., 2010; Pavone et al., 2012).

Malattie degenerative:

Miocardiopatia (Omura, 2006; Reid et al., 2012);

Morbo di Alzheimer & autismo (Omura, 2006);  e Sclerosi Laterale Amiotrofica Omura, 2006), al sistema nervoso centrale.

Indennità INAIL per le vittime dell’amianto

I lavoratori che hanno contratto le suddette patologie hanno diritto all’indennizzo INAIL e ai benefici contributivi per l’esposizione ad amianto, come da art. 13 comma 7 legge 257/92. A tal proposito, si riconosce anche il risarcimento dei danni differenziali e in caso di decesso le prestazioni INAIL sono tutte reversibili al coniuge e ai figli minorenni. Se il lavoratore dovesse, quindi, morire a causa di patologie asbesto correlate, i familiari delle vittime potranno beneficiare del risarcimento dei danni subiti.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti i lavoratori vittime del lavoro per ottenere la tutela dei loro diritti.

Indennità e maggiorazioni contributive

Tutti i lavoratori che sono stati esposti, loro malgrado, ad amianto per più di 10 anni e in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, hanno diritto a maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, per ottenere i benefici contributivi moltiplicando il periodo di esposizione con il coefficiente 1,5 (come stabilito dall’art. 13, comma 8, legge 257/1992).

Se il lavoratore ha subito danni biologici minimi, può chiedere un aumento contributivo ai fini di un prepensionamento, anche in assenza del tetto minimo dei 10 anni di esposizione e in concentrazioni inferiori a 100 ff/ll, come stabilito dall’art. 13, comma 7, legge 257/1992.

In prima istanza, l’INPS sosteneva che l’accredito delle maggiorazioni contributive per le esposizioni ad amianto dovevano essere subordinate al riconoscimento di un grado di invalidità pari almeno al 6%. La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza no. 30438/2018, ha accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, eliminando completamente il grado minimo di invalidità.

Amianto e pensioni di inabilità

Dopo una lunga battaglia accorata in nome dei diritti civili, l’ONA è riuscita a ottenere, per tutti i lavoratori affetti da malattie asbesto correlate, un prepensionamento (pensione inabilità amianto) e la modifica del testo normativo di cui all’art. 1, comma 250, legge 232/2016. Chiunque abbia ottenuto dall’INAIL (o da qualsiasi altro ente assicurativo similare) il riconoscimento di malattia professionale asbesto correlata (anche se non indicata in una delle tre liste INAIL) può accedere alla pensione di inabilità amianto (pensione immediata). A tal proposito, l’articolo 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la tutela delle vittime da patologie asbesto correlate con i commi 250-bis e 250-ter all’art. 1 della legge 232/2016.

Per effetto del decreto legge 34 del 2019, convertito in legge 58 del 2019, che ha esteso il diritto alla pensione immediata per tutti quelli che hanno contratto una patologia asbesto correlata, l’INPS ha richiesto che entro il 31.03.2021 i lavoratori in possesso di tale riconoscimento possono richiedere il pensionamento immediato, a prescindere dall’età e dall’anzianità contributiva.

ONA e risarcimenti

I lavoratori che risultano affetti da patologie asbesto correlate o che siano stati esposti ai minerali dell’amianto, hanno diritto al risarcimento dei danni , se quelle patologie si sono sviluppate sul posto di lavoro.

Il presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avv. Ezio Bonanni, coordina il pool di legali che si occupa di offrire tutela e assistenza alle vittime di amianto e ai loro familiari, offrendo loro un’assistenza legale gratuita al 100%.

Amianto e Forze Armate

Nelle unità navali della Marina Militare Italiana, così come nelle basi a terra o negli aeromobili, si è fatto da sempre ampio utilizzo dei minerali dell’amianto. Nel 2015 si sono riscontrati 830 casi di mesotelioma, di cui 570 tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare Italiana, come esposto nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati.

In quello stesso anno, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno reso pubbliche le importazioni dell’amianto dall’India: il 07 giugno del 2015 l’Avv. Bonanni è stato intervistato nel programma televisivo Report. L’On. Luigi Di Maio, allora vice presidente della Camera dei Deputati (oggi vice premier) ha presentato alcune interrogazioni parlamentari, al termine delle quali ha confermato le dichiarazioni dell’Avv. Bonanni sul tema.

I pericoli dell’amianto nei prodotti di uso quotidiano

Che l’amianto sia un minerale pericoloso non è un segreto. La sua pericolosità, però, è capillare, poiché la sua origine naturale espone tutti gli esseri umani a rischi potenziali. Non solo: poiché per anni, in passato, il potere isolante dell’amianto ne ha favorito l’impiego anche in ambito alimentare, è evidente che i rischi aumentano e ci rendono ancora più vulnerabili.

Negli USA, la corte di St. Louis (Missouri) ha condannato la multinazionale Johnson & Johnson al pagamento di 4,7 miliardi di dollari, come risarcimento danni per 22 donne che si sono ammalate di cancro alle ovaie conseguentemente all’utilizzo di prodotti a base di talco che contenevano al loro interno fibre di amianto.