Vittime del dovere

scopri

chi sono

Sono considerati vittime del dovere (sinonimo di vittima) tutti i dipendenti pubblici e appartenenti a Forze Armate e Comparto Sicurezza che hanno contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali è conseguito il decesso, in occasione o a seguito di missioni di ogni natura, impiegati:

  • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

Tra i diversi fattori di rischio:

Per ottenere il riconoscimento di Vittima del Dovere è necessario presentare una documentazione clinica e di servizio completa. 

Sono vittime del dovere coloro che hanno donato la loro vita per gli altri. Non solo i casi più eclatanti legati a vere e proprie calamità, ma anche lo svolgimento del servizio in particolari condizioni.

Infatti, in molti casi, specialmente i dipendenti pubblici, sono stati esposti ad amianto e ad altri cancerogeni.

Per questi motivi, in questi casi, si configurano specifiche condizioni, a fronte delle quali occorre la tutela legale dei diritti.

Osservatorio Vittime del dovere: le tutele

Il sistema di tutela in particolare dei dipendenti pubblici è variegato. Con la L. n. 201/2011, la tutela rispetto al rischio di infortnio e malattia professionale è passato all’INAIL.

Ci sono poi delle eccezioni, costituite da coloro che fanno parte del pubblico impiego non privatizzato. Così in base all’art. 6 della L. 201/2011.

Per questi settori, delle Forze Armate, piuttosto che Polizia di Stato, Corpo forestale, Polizia Penitenziaria, Guardia di finanza e Vigili del fuoco, si applica il precedente ordinamento. Quindi, occorre chiedere il riconoscimento della causa di servizio.

In questo modo, si ha diritto anche all’equo indennizzo. Poi successivamente può essere richiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Le vittime del dovere e i soggetti equiparati

Sono soggetti equiparati a vittime del dovere coloro che hanno svolto servizio in condizioni operative diagiate. Ci riferiamo ai casi di esposizione a sostanze cancerogene.

Quella dell’esposizione a sostanze cancerogene è un tema dolente perché il dato epidemiologico, in particolare per le Forze Armate, è sconcertante. Così, infatti, nella relazione finale della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, che disegna un quadro a tinte fosche.

L’avv. Ezio Bonanni fu audito dalla Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati nella sessione del Mercoledì 06 Dicembre 2017 ore 08:30.

Tra gli agenti cancerogeni, debbono essere ricordati oltre all’amianto, a onde ionizzanti e uranio impoverito.

In questi casi, sussistono tutti i presupposti per il riconoscimento dello stato giuridico di vittima del dovere. Le tutele debbono essere accordate anche i superstiti, nel caso di decesso.

Equiparazione a vittime del dovere

Dunque è sempre vero che i dipendenti delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza che riportino delle infermità nello svolgimento di determinate attività (quelle che abbiamo detto più su) hanno diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Nel caso di danno biologico per compimento del servizio in condizioni di rischio, si ha diritto invece alla cosiddetta equiparazione alle vittime del dovere. Sono equiparati alle vittime del dovere tutti coloro che hanno subito un danno biologico per aver svolto il loro servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà.

Si fa riferimento alle particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà (art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006), tra le quali l’esposizione ad amianto, a nanoparticelle per proiettili all’uranio impoverito, a radiazioni ionizzanti ecc…

“c. per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l’esistenza od anche il sopravvenire di circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto”.

Quali sono i destinatari dell’equiparazione?

La Legge 466/1980 identifica tra i destinatari delle tutele di vittime del dovere i magistrati ordinari, militari dell’Arma dei Carabinieri; militari di Corpo di finanza; appartenenti al Corpo delle guardie di pubblica sicurezza; del Corpo degli agenti di custodia; al personale del Corpo forestale dello Stato; personale del Corpo di polizia femminile; personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena; vigili del Fuoco; appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso.

Nell’evoluzione della giurisprudenza, però, le tutele sono state estese a tutte le vittime. Il diritto è riconosciuto a tutti coloro che nell’adempimento di un dovere hanno subito delle infermità, dunque un danno biologico (SS. UU. 22753/2018), compresi i dipendenti pubblici e coloro che non sono dipendenti pubblici, ma hanno svolto un servizio per la PA in esposizione ad amianto e/o ad altri cancerogeni (Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con Sent. n. 22753/2018).

Sono “soggetti equiparati” coloro che, per esposizione ad amianto, oppure ad altri cancerogeni, hanno subito danno biologico da malattia professionale (Cassazione Civile, Sezione lavoro, 4238/2019; Cass., sez. lav., n. 20446/2019). Ciò vale anche per equiparati vittime del dovere.

Causa di servizio e vittime del dovere

I dipendenti pubblici hanno diritto alla cosiddetta causa di servizio, in caso di infermità per motivi di servizio, con liquidazione dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.

Nel caso in cui le infermità siano legate ad esposizione a cancerogeni tra i quali amianto (asbesto), altri cancerogeni (benzene, ipa, etc.), radon, nanoparticelle di uranio impoverito, oppure siano stati sottoposti ad un programma vaccinale, e radiazioni ionizzanti, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive per vittime del dovere equiparazione.

I diritti previdenziali delle vittime del dovere

La vittima del dovere, oppure i suoi familiari in caso di decesso, ha diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi. Hanno inoltre diritto a:

  • una speciale elargizione da € 200.000, oltre rivalutazione monetaria in ipotesi di inidoneità al servizio o di invalidità non inferiore all’80% (negli altri casi, € 2.000 per punto percentuale, oltre rivalutazione monetaria).
  • Assegno vitalizio mensile di € 500,00, a condizione che abbiano una lesione invalidante pari al 25%.
  • Speciale assegno vitalizio di € 1.033,00 mensili a condizione che abbiano una lesione invalidante pari al 25%.
  • Due annualità di pensione per gli aventi diritto alla reversibilità.
  • Esenzione Irpef sulle pensioni.
  • Assunzione per chiamata diretta con precedenza assoluta rispetto a ogni altra categoria (diritto esteso ai figli e/o al coniuge in caso di decesso o di invalidità che non consenta la prosecuzione dell’attività lavorativa).
  • Esenzione dal pagamento del ticket sanitario.
  • Accesso alle Borse di studio.
  • Assistenza psicologica.

In caso di decesso, le prestazioni maturate dalla vittima dvengono erogate ai suoi eredi legittimi. Inoltre, i medesimi essendo anche superstiti, hanno diritto alla costituzione delle relative prestazioni previdenziali.

Vittime del dovere e risarcimento danni

Le vittime del dovere hanno diritto al risarcimento dei:

  • Danni biologici (lesione all’integrità psicofisica).
  • Sofferenza fisica e morale (danni morali).
  • Danni esistenziali (per il peggioramento qualità della vita).
  • Pregiudizio patrimoniale della vittima del dovere.
  • Danno emergente.
  • Danno per lucro cessante.

La salute è il diritto più importante (art. 32 della Costituzione), la cui lesione determina gravi pregiudizi anche nell’esercizio degli altri diritti della vittima e dei suoi familiari, e in molti casi, il decesso, che ha ulteriori più gravi ripercussioni, sia nei periodi appena antecedenti il trapasso, sia per il proseguo nei confronti dei familiari.

L’art. 2087 c.c. e tutte le altre norme di tutela della salute e dell’incolumità psicofisica, trovano applicazione anche in favore di coloro che sono dipendenti pubblici e privati delle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica Militare, Carabinieri) e del comparto sicurezza, del Ministero dell’Interno (Polizia di Stato e Vigili del Fuoco) e del Ministero dell’economia e delle finanze (Guardia di Finanza) e del Ministero della Giustizia (Polizia Penitenziaria), come risulta da Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 3615/2016.

Vittime del dovere e la tutela dei superstiti

In molti casi, le infermità provocano il decesso della vittima. Per tali motivi si pone il problema della tutela dei superstiti. Rispetto a questa condizione, anche quella degli orfani vittime del dovere.

Infatti, in molti casi, quando l’orfano non è più nel carico fiscale, l’amministrazione nega il diritto previdenziale. Questa necessaria tutela degli orfani è una delle finalità dell’Osservatorio Vittime Del Dovere.

Infatti, l’art. 6, comma 1, n. 2 della L. 466/1980 identifica tra i superstiti, solo i figli nel carico fiscale, unitamente al coniuge. In sua assenza gli orfani hanno sempre la tutela.

Questo sistema è stato definitivamente superato dal legislatore, per quanto riguarda le vittime del terrorismo. Invece, per quanto riguarda le vittime del dovere, in assenza di una disposizione espressa, spesso si richiama la vecchia normativa.

I diritti dei figli non a carico fiscale

In molte occasioni, l’avv. Ezio Bonanni è riuscito ad ottenere la tutela degli orfani, anche se non a carico fiscale del defunto. Il principio è quello specifico della necessaria non discriminazione delle vittime del dovere.

Questo è stato ribadito dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della sua audizione presso la I Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica.

L’Avvocato Bonanni sostiene che l’art.6 della L.466/1980 non è applicabile, perché si fa riferimento alla sola speciale elargizione. Ciò è ribadito anche dalla Corte di Appello di Genova, in funzione di Magistratura del lavoro, n. 575/2019.

In più SS.UU. 22753/2018, su cui spesso si basano i Ministeri come quello della Difesa per rigettare le domande, risulta infondato. Infatti in esso si fa riferimento solo a fratelli e sorelle non a carico.

Recentemente, riguardo il problema dell’estensione dei benefici riservati al congiunto superstite di vittima del dovere qualora egli non si trovi più a carico del familiare deceduto, si è pronunciata anche la Corte di Cassazione in Civile Ord. Sez. 6 N. 15224 del 2021. Tuttavia ha precisato di non aver ancora assunto una posizione in merito alla questione.

Come ottenere il risarcimento dei danni

Per ottenere tali risarcimenti, le vittime del dovere, possono intraprendere diverse azioni:

  • costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell’Interno, o dell’Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, al risarcimento dei danni da reato (lesioni colpose in caso di patologia; omicidio colposo in caso di decesso);
  • esercitare l’azione civile presso il TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza;
  • esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile, per i profili di responsabilità extracontrattuale e civile da reato.

I militari hanno il doppio binario: TAR per la responsabilità contrattuale e Giudice civile per la responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014 in precedenza SS.UU. 3183/2012).

Rischio amianto e vittime del dovere

Le vittime del dovere hanno diritto a ottenere i relativi benefici e prestazioni previdenziali in caso di patologia asbesto correlata causata dall’attività di servizio o dallo svolgimento di missioni. Le principali malattie causate dall’amianto, che quindi vanno risarcite, sono:


L’esposizione ad amianto, tra i dipendenti pubblici, in particolare quelli della difesa e del comparto sicurezza, è stata sempre molto elevata, anche dopo l’introduzione del divieto di cui alla L. 257/92.

L’asbesto è stato utilizzato in tutti i sistemi d’arma, nelle installazioni e perfino nelle unità navali, negli aeromobili e negli elicotteri, e quindi ne sono stati esposti i dipendenti del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza).

Sono stati registrati 530 mesoteliomi solo tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare.

Assistenza legale gratuita per le vittime del dovere

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha costituito il dipartimento delle vittime del dovere, per ottenere il riconoscimento dei diritti di coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri, e per coloro che per esposizione ad amianto ed altri veleni si sono ammalati.

Per ottenere una prima consulenza telefonica gratuita basta chiamare il numero verde che trovate qui sotto. Otterrete tutte le informazioni per ottenere l’assistenza legale gratuita.

Vittime del dovere: assistenza legale gratuita

Approfondimenti

R.G.B.

Varius natoque penatibus et magnis dis parturient montes. Varius natoque penatibus et magnis dis parturient montes.

Say, Cheese

Varius natoque penatibus et magnis dis parturient montes. Varius natoque penatibus et magnis dis parturient montes.

Divi Builder

Varius natoque penatibus et magnis dis parturient montes. Varius natoque penatibus et magnis dis parturient montes.

{

Tuteliamo le vittime del dovere

– ezio bonanni

Schedule an Event

events@divisophia.com

Contact Agent

publishing@divisophia.com

Contact Author

author@divisophia.com