I minerali di amianto: cosa e quali sono?

Minerali di amianto: il termine amianto sinonimo di asbesto, identifica un gruppo di minerali della famiglia dei silicati. I cosiddetti minerali di amianto sono accomunati dalla loro natura fibrosa. A questa caratteristica è connessa la loro comprovata pericolosità per la salute umana.

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    Cosa sono i minerali di amianto?

    I minerali di amianto, come dicevamo più su, sono un gruppo di minerali abbastanza vasto, accomunati dalla natura fibrosa, o asbestiforme. Essi hanno la capacità di suddividersie longitudinalmente in fibre, chiamate anche fibrille. Queste fibrille sono lunghe e flessibili. Diventano via via più sottili, fino a raggiungere il diametro di 0,25 ųm (1300 volte più sottile di un capello umano). 

    Le fibrille del minerale amianto rimangono sospese a lungo negli ambienti e per questa loro natura sono facilmente inalabili, o ingeribili. Impegano anche 24 o 48 ore per raggiungere il suolo.

    Amianto minerale ha avuto un ampio impiego e una capillare diffusione. Sono stati utilizzati in oltre 3000 applicazioni in tutti i campi dell’industria e dell’edilizia, dai trasporti alla cosmesi. Si contano centinaia di applicazioni solo nel campo dell’edilizia.

    Le caratteristiche dei minerali di amianto

    Quali sono le caratteristiche che hanno reso l’amianto così utilizzato? L’amianto è virtualmente indistruttibile. Resiste al fuoco ed al calore (fino a 2000°) ed è inattaccabile da agenti esogeni (come gli acidi). Estremamente flessibile, resiste alla trazione; è fonoassorbente e facilmente friabile, abbondante in natura ed economico.

    Per le sue caratteristiche di fonoassorbenza veniva spruzzato su pareti e soffitti di tutti gli edifici pubblici (comprese scuole, metropolitane e palestre). Uno strato soffice di alcuni centimetri su soffitti e pareti garantiva infatti l’ovattamento dei suoni, una minore intensità dei rumori e una migliore comprensione delle parole non compromesse dagli echi acustici.

    Per le sue capacità termoisolanti è stato utilizzato nelle tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni.

    Se legato a matrici resistenti e stabili, l’amianto è compatto (come nel caso dell’Eternit). Se legato con matrici non compatte è friabile (come nel caso dei materiali spruzzati sui soffitti).

    Quanti tipi di amianto esistono?

    Per i minerali di amianto composizione chimica riconduce al tipo degli inosilicati basici di magnesio a catena doppia cui appartiene il crisotilo.

    Esistono due tipi di minerali di amianto in natura :

    • serpentini 
    • anfiboli

    L’amianto è presente naturalmente in molte parti del globo, dalle Alpi italiane al Canada, passando per la Russia e molti altri luoghi del pianeta. L’amianto si ottiene facilmente dalla roccia madre in seguito a macinazione e arricchimento. In genere in miniere a cielo aperto.

    Per diventare amianto i minerali di partenza devono subire particolari processi idrotermali di bassa pressione e bassa temperatura.

    La struttura delle fibre

    Per essere definito asbestiforme un minerale deve possedere una struttura fibrillare, flessibilità̀ e una particolare resistenza delle singole fibre. I minerali di amianto sono tipicamente formati da singole fibre più lunghe di 5 µm e con rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

    Quindi i minerali asbestiformi sono fibrosi, ma non tutti i minerali fibrosi sono asbestiformi. Tutti gli amianti si presentano in natura in fasci di fibre lunghe, estremamente flessibili e facilmente separabili l’una dall’altra.

    Classificazione dei minerali di amianto secondo la legge

    L’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE), stabilisce che “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

    a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
    b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
    c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
    d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
    e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
    f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6.

    Tra questi solo il crisotilo, detto comunemente “amianto bianco”, appartiene alle serie dei serpentini. Tutti gli altri (l’amosite, la tremolite, l’antofillite, l’actinolite e la crocidolite) appartengono agli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo).

    I minerali di amianto estromessi dal legislatore

    La classificazione del legislatore purtroppo non è in grado di riprodurre la variegata diversità di questi minerali. Ognuno di essi infatti, anche quelli che appartengono allo stesso gruppo, ha asbesto formula chimica differente. I componenti, la cui identificazione richiederebbe una analisi quantistica elementare volta per volta, sono molto eterogenei.

    Esistono molti altri minerali di amianto oltre a quelli classificati e previsti dal legislatore. L’erionite (IARC 2012b) e la fluoro-edenite, per esempio, hanno le stesse caratteristiche fisico-chimiche degli altri minerali di amianto. In quanto tali sono in grado di determinare gli stessi rischi per l’uomo e gli stessi danni per l’ambiente di quelli contemplati dal legislatore.

    L’ONA, associazione ONLUS per la tutela degli esposti all’amianto e ad altri nocivi, ha denunciato l’utilizzo della fluoro-edenite nella città di Biancavilla, ai piedi dell’Etna, senza che ci fosse consapevolezza del rischio. Tra gli abitanti esposti, negli ultimi anni, sono insorti molti casi di mesotelioma. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha denunciato inoltre la necessità di adeguamento della legislazione.

    La mancata classificazione della fluoro-edenite e di altri minerali asbestiformi come minerali di amianto espone infatti a rischio molti cittadini. Li priva inoltre di ogni tutela, preventiva e risarcitoria.

    Quali sono i minerali di amianto?

    Quali sono i più comuni minerali di amianto. Qui di seguito scopriamo le caratteristiche di ognuno dei minerali di asbesto citati dal legislatore.

    Crisotilo

    Il crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) o “amianto bianco-verde-grigio-giallastro”, è un silicato idrato di magnesio. Silicato magnesio formula chimica è 3MgO,2SiO,2H2O- n. CAS 12001-29-5. Appartiene alla serie dei serpentini. Il crisotilo ha fibre di lunghezza variabile, soffici e setose, con elevata resistenza meccanica e flessibilità. Ha una buona tenuta agli agenti alcalini e una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C. Si tratta del tipo di amianto più diffuso.

    Actinolite

    L’actinolite o actinoto (dal greco ακτινωτο = pietra raggiata) o “amianto verde-nero” fa parte della serie degli anfiboli. Ha formula chimica 2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O (n. CAS 77536-66-4) ed è un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio. Componente abbondante delle rocce scistose-cristalline della catena alpina, ha una temperatura di decomposizione tra 620-900°C.

    Grunerite

    L’amosite (dall’acronimo di Asbestos Mines of South Africa) o “amianto bruno-giallo-grigio” o cummingtonite o grunerite, è un silicato idrato di ferro e magnesio. Ha formula chimica 5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O (n. CAS 12172-73-5). Presenta fibre lunghe, diritte e fragili. Le fibre di amosite hanno flessibilità discreta e una particolare stabilità al calore. La temperatura di decomposizione è tra 600-800°C. Utilizzato prevalentemente come isolante termico, fa parte dei minerali di amianto anfiboli come tutti i minerali che trovate in questa lista, escluso il crisotilo.

    Crocidolite

    La crocidolite o “amianto blu” o riebeckite, proviene dalle vicinanze di Griqua Town, nell’Africa australe da cui l’appellativo amianto del Capo. Ha formula chimica Na2O,Fe2O3,3FeO,8SiO2,H2O (n. CAS 12001-28-4) ed è un silicato idrato di sodio, ferro ferrico, ferro ferroso e silicato idrato magnesio. Ha fibre diritte, maggiore resistenza agli agenti acidi rispetto agli altri tipi di anfiboli, buona flessibilità e temperatura di decomposizione tra 400-600°C.

    Tremolite

    La tremolite o “amianto grigio-verde-giallo” è un silicato idrato di calcio e magnesio. Ha formula chimica 2CaO,5MgO,8SiO2,H2O (n. CAS 77536-68-6). Comune in molte località alpine, prende il nome dalla Valle Tremola nel massiccio del S. Gottardo (Campolongo, nel Canton Ticino) nei pressi del quale fu studiato per la prima volta. Fragile, ma con più resistenza al calore rispetto ad altri anfiboli, ha una temperatura di decomposizione tra 950-1040°C.

    Antofillite

    L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano) o “amianto verde-giallo-bianco” è un silicato idrato di magnesio (7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5). Frequente nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia, è fragile, con temperatura di decomposizione tra 600-850°C.

    Utilizzi dell’amianto

    I minerali di amianto, legandosi facilmente con materiali da costruzione (come calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (come gomma e PVC), si è diffuso in maniera rapidissima e ha trovato impiego in moltissime applicazioni.

    Complessivamente i minerali di amianto sono stati impiegati in oltre 3000 applicazioni. Vediamo qui di seguito le principali.

    • Edilizia

    Nell’edilizia i minerali di amianto sono stati largamente impiegati in centinaia di applicazioni. Nelle coperture in cemento-amianto, sotto forma delle classiche lastre ondulate o piane di Eternit. Fu usato per costruire tegole, controsoffitti, coibentazioni del sottotetto, intonaci a spruzzo o in impasti gessosi dati a cazzuola.

    Nei cassoni, nei serbatoi e nelle tubazioni per l’acqua (sia per le acque bianche e meteoriche che per gli scarichi fognari con contaminazione anche dell’acqua potabile.

    Ancora nelle canne fumarie, nei camini e nelle tubazioni di scarico fumi di combustione, nei pannelli, nei divisori e nelle tamponature, nelle pavimentazioni in vinil‐amianto. Negli anni 70 e 80, soprattutto nell’edilizia pubblica, questo genere di pavimentazione era conosciuto come “linoleum” ed aveva un contenuto di amianto variabile dal 3‐4% al 30%, prevalentemente crisotilo).

    • Minerali di amianto nell’industria

    Nell’ambito dell’industria l’amianto veniva utilizzato innanzitutto negli edifici e nelle strutture adibite alla produzione. In particolare nelle coperture in Eternit dei capannoni con lastre ondulate di fibrocemento contenente amianto in una percentuale variabile tra il 12 ed 15% sul peso totale.

    I pannelli di divisione o tamponatura sono spesso materiali compositi dell’amianto, dove oltre al cemento, si possono ritrovare lane minerali, resine organiche, cellulosa.

    I minerali di amianto venivano usati per il trasporto di fluidi industriali (oli, acidi, etc.), in virtù della resistenza a temperatura e a pressione. In questo caso veniva usato un cemento‐amianto con più del 15% di asbesto miscelato.

    Ancora per serbatoi, tank, reattori, refrigeratori, giunti di espansione. Ha avuto grande diffusione nella coibentazione di contenitori a tenuta termica. In questo caso veniva usato amianto friabile, soprattutto amosite.

    • Industria dei trasporti

    I minerali di amianto sono stati ampiamente utilizzati nel settore dei trasporti. In tutti i componenti di navi, treni, aerei ed automobili in cui la resistenza al calore dell’amianto giocava un ruolo fondamentale. Nella costruzione di freni, frizioni, coibentazioni di testate motori, coibentazioni di marmitte, cavi e guarnizioni di tenuta. Negli isolamenti termoacustici di tetti, pareti e pavimenti dei rotabili

    • Industria tessile

    Sin dal XVIII secolo i minerali di amianto sono stati utilizzati sotto forma di fibre nell’intreccio di tessuti a metraggio ignifughi: nastri e corde per isolamenti elettrici e termici, feltri, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti, ghette e stivali. E ancora tute per i vigili del fuoco, guanti ecc…

    Minerali di amianto e i pericoli per la salute

    La pericolosità dei materiali di amianto dipende dalla loro capacità di rilasciare fibre aerodisperse nell’ambiente che possono essere inalate. Quando i minerali si presentano integri infatti non rilasciano le loro fibrille che dunque non possono essere inalate. Basta anche una minima usura nella loro matrice però, per cui lo sfaldamento possa dare origine alle fibrille. Queste provocano amianto danni alla salute.

    Uno dei criteri fondamentali per valutare la pericolosità dei minerali di amianto è dunque rappresentato dalla friabilità. Per questa ragione la legge utilizza l’indice di friabilità per valutare lo stato di pericolosità dei materiali di amianto.

    Per approfondimenti rimandiamo alle monografie dello IARC ed ai Quaderni del Ministero della Salute “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012.

    Friabilità dei materiali di amianto

    Sulla base della Legge 257/92, il Ministero della Salute ha emanato il decreto 06.09.1994, che ha allegato la tabella con la quale sono indicate le linee guida per la valutazione dell’indice di friabilità.

    Si definiscono friabili i materiali in minerali di amianto che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere mediante la semplice pressione delle dita.

    Si definiscono compatti i materiali di amianto duri, senza possibilità di essere ridotti in polvere se non con l’impiego di attrezzi meccanici o attraverso occasionali danneggiamenti o attraverso l’erosione del tempo e degli agenti atmosferici.

    Patologie asbesto-correlate

    Le fibre (o fibrille) dei minerali di amianto rilasciate nell’aria possono essere facilmente inalate. Una volta inalate provocano fenomeni infiammatori: asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici.

    Queste patologie sono inserite nella lista I dell’INAIL e debbono essere sempre riconosciute come malattie professionali, insorte per causa lavorativa. In quanto tali prevedono un indennizzo da parte dell’INAIL (Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro).

    Questi fenomeni infiammatori insorgono infatti in seguito ad esposizione a grandi dosi di amianto prolungate nel tempo. Possono evolvere in cancro delle vie respiratorie. L’asbesto può però causare il cancro anche in altri distretti corporali, non solo presso le vie respiratorie.

    Amianto e cancro

    Lo IARC conferma le capacità cacenrogene dei minerali di amianto:

    “Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001). The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume” (1.1, pag. 219).

    “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum. For cancer of the colorectum, the Working Group was evenly divided as to whether the evidence was strong enough to warrant classification as sufficient. There is sufficient evidence in experimental animals for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite). All forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite) are carcinogenic to humans (Group 1). Talc containing asbestiform fibres is carcino- genic to humans (Group 1)“

    Tumori da asbesto nella lista I dell’INAIL

    Gli esposti che hanno contratto patologie asbesto-correlate per cause lavorative hanno diritto al risarcimento del c.d. danno morale ed esistenziale, ossia quel pregiudizio non patrimoniale e agli indennizzi INAIL.

    Per le patologie amianto inserite nella LISTA I dell’INAIL vi è la presunzione legale di origine. Significa che è sufficiente dimostrare la lesione e il rischio e si ha diritto alla liquidazione dell’indennizzo INAIL.

    Sono inserite nella LISTA I le seguenti neoplasie:

    • mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale del testicolo;
    • tumore al polmone (adenocarcinoma e microcitoma);
    • neoplasia alla laringe;
    • tumore alle ovaie.

    Malattie nelle liste II e III dell’INAIL

    Altri tipi di cancro causati dall’esposizione all’amianto sono inseriti nelle LISTE II e III dell’INAIL.

    Nella lista II ci sono:

    Nella lista III compare solo il tumore dell’esofago.

    In questi casi non c’è la presunzione legale di origine. Quindi vi è l’onere della prova del nesso causale da parte di coloro che hanno contratto queste malattie.

    Tutela legale delle vittime dei minerali di amianto

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto assiste da decenni tutti coloro che si ritengono lesi dalle fibre asbestiformi dei minerali di amianto. Offre un servizio di assistenza legale gratuito per il riconoscimento della malattia professionale e il successivo indennizzo INAIL e per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge.

    Nel caso di lesioni gravi, fino al decesso, i congiunti superstiti hanno diritto al risarcimento del danno iure proprio. Esso non esaurisce i benefici e i risarcimenti previsti dalla legge.