Mesotelioma peritoneale: cos’è e diritti delle vittime

Cos’è il mesotelioma peritoneale? Il mesotelioma è un tumore maligno che colpisce le sierose che avvolgono gli organi interni  del corpo umano. Nel caso del mesotelioma peritoneale viene colpita la sieroso che avvolge gli organi addominali e le pareti dell’addome, causando ispessimento peritoneale. Per questo viene chiamato anche mesotelioma addominale.

In questa guida scopriamo nel dettaglio cos’è il mesotelioma peritoneale, come si sviluppa e chi sono le categorie a rischio. Scopriamo anche come richiedere l’assistenza medica e legale gratuita per ottenere lo status di vittima del dovere e i benefici e i risarcimenti previsti dalla legge.

Indice dei contenuti

Assistenza gratuita

     

    Mesotelioma peritoneale: cos’è?

    Il mesotelioma è un tumore maligno che nella maggior parte dei casi ha un esito infausto. Attraverso un approccio terapeutico di tipo multimodale è possibile però riuscire ad ottenere una buona qualità della vita e in certi casi, sebbene rari, anche a guarire.

    Il mesotelioma peritoneale non è l’unico tipo di mesotelioma. Insieme al mesotelio del testicolo e a quello pericardico è il più raro. Il mesotelioma della pleura rappresenta invece l’80% dei mesoteliomi diagnosticati. In tutto il mesotelioma rappresenta circa il 4% dei tumori. 

    In più, a seconda delle caratteristiche delle cellule, si distinguono quattro sottotipi di mesotelioma pleurico:

    • epitelioide;
    • mesotelioma sarcomatoide o fibroso;
    • misto o bifasico;
    • desmoplastico.

    Spesso, in molti casi, la neoplasia peritoneale si diffonde nei tessuti limitrofi. Infiltra la pleura (organo membranoso che riveste i polmoni). mesotelioma metastasi possono svilupparsi anche in tutti gli altri organi.

    Cause del mesotelioma peritoneale

    Non ci sono per mesotelioma peritoneale cause molteplici. Al contrario di altre neoplasie, che hanno numerosi fattori di rischio e che possono essere causate da diverse sostanze cancerogene, che spesso agiscono in sinergia, il mesotelioma ha un’unica causa. Il mesotelioma del peritoneo è sempre causato dall’esposizione all’amianto, anche detto asbesto. Tanto da poter essere considerato un marcatore in grado di rivelare la presenza massiccia di amianto nel posto di lavoro o nell’ambiente (esposizione ambientale).

    Amianto e il mesotelioma peritoneale

    L’amianto è un termine che raggruppa un insieme di minerali tutti accomunati dalla capacità di suddividersi in fibre asbestiformi, i cosiddetti minerali di amianto. Rilasciano fibre sottili e longitudinali, dette fibrille. Esse si disperdono nell’ambiente e sono facilmente inalabili. Una volta inalate o ingerite sono responsabili di gravi processi infiammatori.

    Il peritoneo dove si trova? Nel caso del tumore del peritoneo le fibrille raggiungono la membrana che avvolge gli organi dell’addome attraverso il sistema linfatico, causando questo tipo di mesotelioma da amianto.

    Sul sito ufficiale della OMS sono disponibili tutte le informazioni sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare tutte le tipologie di amianto mesotelioma. L’unica forma di prevenzione mesotelioma efficace è evitare qualsiasi esposizione.

    Amianto e mesotelioma: il parere dello IARC

    Lo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU), nella monografia sull’amianto (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C), ha precisato, a pag. 294, che: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

    Dove si trova e come si utilizza l’amianto?

    L’amianto è stato utilizzato ampiamente utilizzato per quasi due secoli. Il nostro paese ne fu grande produttore. Lo si trovava in oltre 3000 applicazioni, praticamente in tutti i campi dell’industria, dall’edilizia alla cosmesi, passando per il tessile e l’industria dei trasporti.

    Con la L. 257 del 1992, l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’asbesto furono messe al bando. Oggi però l’amianto continua ad essere prodotto ed usato in numerosi paesi all’esterno della Comunità Europea.

    In Italia ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali che contengono la fibra killer, comprese 2.400 scuole e più di 250 ospedali. La legge del 1992 infatti non ha imposto la bonifica dei siti contaminati dall’asbesto, causando un grave ritardo nella bonifica amianto nel nostro paese.

    Sui Quaderni del Ministero della Salute c’è la possibilità di approfondire circa lo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie causate dall’esposizione all’amianto.

    Quali sono le categorie di lavoratori a rischio?

    La più alta incidenza di mesotelioma spetta ai lavoratori del settore edile. Nell’edilizia infatti l’amianto è stato utilizzato in centinaia di applicazioni. In virtù della sua economicità, abbondanza in natura, resistenza agli acidi, indistruttibilità e resistenza al calore ha trovato infatti un impiego massiccio. L’Eternit in particolare, sotto forma di lastre ondulate o piatte per la copertura dei capannoni, ha avuto un grande utilizzo.

    Sono a rischio i lavoratori del settore edile, delle Ferrovie dello Stato, del trasporto marittimo, e delle Forze Armate (in particolare le unità navali della Marina Militare Italiana). La punta dell’iceberg è stata registrata tra coloro che sono stati imbarcati nella nave Vittorio Veneto (VI Rapporto RENAM, e relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018).

    Il mesotelioma pleurico ha tempi di latenza che possono arrivare anche ai 50 anni.

    Per contrarre il mesotelioma sono necessarie alte dosi di amianto e si suppone che le vittime di mesotelioma amianto che abbiano contratto questa malattia lo abbiano fatto per ragioni professionali. Nonostante questo il sistema giuridico attuale permette alcune indennizzazioni e risarcimenti anche a coloro che hanno contratto il mesotelioma per cause ambientali o di esposizione famigliare.

    Quali sono i sintomi del mesotelioma pleurico?

    Il versamento pleurico è di solito il campanello d’allarme per la diagnosi mesotelioma pleurico. I primi sintomi tumore peritoneo, nelle fasi iniziali, sono di natura non specifica, molto simili a quelli di altre malattie che colpiscono l’apparato cardio-respiratorio. Fiato corto (detto “dispnea”), dolore al petto o al dorso e dolore pleurico, tosse persistente e perdita di peso ingiustificata sono i sintomi mesotelioma iniziali più comuni, come per tumore peritoneale sintomi. Di solito tra mesotelioma peritoneale sintomi si manifestano stanchezza e febbre, oltre all’emottisi.

    Nella maggior parte dei casi di mesotelioma sintomi respiratori sono causati da un eccessivo accumulo di liquido nello spazio compreso tra i due foglietti pleurici (versamento pleurico) o dall’ispessimento dei foglietti stessi. Allo stesso modo, in caso di adenocarcinoma peritoneale, le pareti dell’addome sono soggette a ispessimento peritoneo.

    Si verifica, così, la compressione dei polmoni, che non riescono ad espandersi adeguatamente durante la respirazione. Questi problemi costituiscono per mesotelioma sintomi finali o in caso di metastasi peritoneo sintomi. Alcuni pazienti possono addirittura non manifestare alcun disturbo pur presentando la malattia.

    Come si diagnostica il mesotelioma pleurico?

    La diagnosi del mesotelioma pleurico è possibile attraverso una serie di esami. Tutti coloro che sono stati esposti ad amianto e che hanno prestato servizio nelle Forze Armate sono a rischio mesotelioma. La sorveglianza sanitaria in questi casi permette di diagnosticare il mesotelioma precocemente. Per mesotelioma sintomi iniziali della malattia sono infatti aspecifici, come dicevamo più su. Nella maggior parte dei casi non consentono per mesotelioma diagnosi precoce.

    La diagnosi precoce è essenziale per assicurare migliori condizioni di vita e di salute generale delle vittime di mesotelioma. La diagnosi precoce permette anche, in rari casi, di sconfiggere la malattia.

    Esami per la diagnosi del mesotelioma della pleura

    Tra gli esami necessari per diagnosticare il mesotelioma della pleura ci sono:

    • RX torace
    • TAC
    • risonanza magnetica nucleare
    • PET

    L’esecuzione della toracocentesi ha finalità sia diagnostiche che terapeutiche. Attraverso un ago sottile si preleva il liquido pleurico per sottoporlo ad esame istologico. Essa permette anche di rimuovere il liquido pleurico in eccesso migliorando la respirazione e attenuando il dolore toracico.

    Trattamento e cura mesotelioma

    Come dicevamo più in alto, la sorveglianza sanitaria degli esposti ad amianto e la conseguente diagnosi precoce rende meno ardua la cura e migliore la qualità della vita. Tuttavia mesotelioma prognosi rimane quasi sempre infausta.

    Le terapie più efficaci in caso di mesotelioma pleurico sono quelle multimodali. La scelta della terapia e cura varia però sempre in relazione al tipo istologico, allo stadio del tumore e allo stato generale di salute del paziente. Spetta all’equipe medica valutare la migliore cura da seguire. Nei documenti del consenso di Helsinki sono stabiliti i criteri per la diagnosi e lo studio del mesotelioma pleurico di cui i medici devono tenere conto.

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha elaborato un suo protocollo specifico (a cura del Dott. Arturo Cianciosi e del Dott. Vittore Pagan) che consiste in un approccio multimodale alla neoplasia. Con questo approccio sono stati ottenuti significativi risultati nella cura del mesotelioma della pleura. Ci sono stati casi di mesotelioma guarigione o per mesotelioma peritoneale sopravvivenza maggiore.

    Chirurgia: i vari approcci terapeutici

    L’approccio chirurgico prevede pleurectomia totale (asportazione totale della pleura parietale e viscerale) o pneumectomia extrapleurica (asportazione della pleura in blocco con il polmone, il pericardio e il diaframma).

    Di solito il trattamento chirurgico viene effettuato in concomitanza a radioterapia e chemioterapia.

    Il tumore viene considerato resecabile chirurgicamente negli stadi I, II, III. Si tratta di interventi molto invalidanti gravati da alti tassi di mortalità e da complicanze postoperatorie.

    Nei tumori oltre il III stadio e nel caso di mesotelioma pleurico sarcomatoide l’approccio chirurgico è sconsigliato.

    Radioterapia per il mesotelioma pleurico

    La radioterapia consiste nell’utilizzo di radiazioni ionizzanti direzionate. Esse distruggono il DNA delle cellule tumorali e ne impediscono la replicazione. Di solito viene effettuata in trattamento trimodale, dopo la chirurgia e la chemioterapia. Nelle forme avanzate la radioterapia ha il solo scopo palliativo.

    Chemioterapia e le possibili terapie

    La chemioterapia consiste nella somministrazione per infusione endovenosa (EV) di farmaci per ridurre o arrestare la progressione del cancro. Riduce la massa tumorale e favorisce l’approccio chirurgico o, in altri casi, si limita a diminuire tumore al peritoneo sintomi.

    Il trattamento di scelta di “prima linea” si esegue con l’associazione di pemetrexed con sali di platino (cisplatino o carboplatino). L’utilizzo del carboplatino permette una migliore tollerabilità, ed è particolarmente indicato nei pazienti più anziani.

    Questo trattamento consente nella maggioranza dei pazienti una regressione o la stabilizzazione della malattia per un periodo che mediamente è di poco superiore ai 6 mesi, ma che in alcuni casi può essere più prolungato (nel 15-20% dei casi supera l’anno).

    Nei pazienti che hanno avuto una risposta prolungata alla terapia chemioterapica di prima linea si prosegue in seconda linea con pemetrexed.

    Mesotelioma peritoneale: assistenza legale gratuita

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza medica e assistenza legale gratuita alle vittime di esposizioni a sostanze nocive o cancerogene. Pioniera con il suo Presidente, l’Avv Ezio Bonanni, nella difesa delle vittime dell’amianto, permette di percepire gli indennizzi ed usufruire dei benefici previsti dalla legge.

    Chiamando il numero verde 800 034 294 riceverete tutte le informazioni necessarie per una prima consulenza.

    Diritti legali delle vittime di mesotelioma peritoneale

    I pazienti malati di mesotelioma hanno diritto ad una serie di risarcimenti e benefici. L’ONA offre l’assistenza legale gratuita per ottenerli.

    Qui di seguito li elenchiamo tutti:

    • risarcimento dei danni (danni patrimoniali e non patrimoniali;
    • rendita INAIL per i dipendenti privati o di enti pubblici privatizzati nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16% di invalidità;
    • indennizzo INAIL nel caso in cui l’invalidità riconosciuta vada dal 6% al 15%;
    • benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione (art. 13, comma 7, Legge 257/1992);
    • prepensionamento immediato, nel caso in cui anche con i benefici amianto non ci sia la maturazione del diritto a pensione (art. 1 co. 250 L. 232/16);
    • Fondo Vittime Amianto: una prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente è riconosciuto anche a coloro che sono vittime ambientali o di esposizione familiare;
    • riconoscimento della causa di servizio e/o dello status di vittima del dovere;
    • equo indennizzo per causa di servizio.

    Riconoscimento dello status di vittima del dovere

    I lavoratori affetti da mesotelioma asbesto che hanno prestato servizio nelle Forze Armate (Marina, Aeronautica, Esercito, Carabinieri) o nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, etc.) hanno diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere. In questo caso le prestazioni sono equiparate a quelle delle vittime del terrorismo. Consistono in:

    • una speciale elargizione di euro 200.000,00 una tantum (per invalidità non inferiore all’80%);
    • oppure una speciale elargizione di € 2.000 per punto percentuale, oltre rivalutazione monetaria (in caso di invalidità minore dell’80%);
    • un assegno vitalizio di €500, con equiparazione alle vittime del terrorismo;
    • assegno vitalizio di euro 1033,00 mensili;
    • ulteriori prestazioni.

    Assegno vitalizio e speciali elargizione sono esenti IRPEF, soggetti a perequazione annuale e interamente cumulabili con stipendio, equo indennizzo o pensione, anche privilegiata ordinaria.

    La speciale elargizione, in caso di esito infausto della malattia, spetta ai famigliari. Viene suddivisa in questo caso suddivisa in parti uguali se ci sono più familiari superstiti. Ad esempio nel caso di 4 familiari superstiti, la speciale elargizione da € 200.000, andrà spartita in € 50.000 per ognuno.

    Ciascuno di essi avrà invece diritto a percepire gli assegni per intero (€ 500 + 1.033 soggetti a perequazione annuale per un totale, ad oggi, di circa € 1.900 mensili).

    Mesotelioma pleurico nella Marina Militare

    Il tumore della pleura dilaga nel personale civile e militare della Marina Militare Italiana. Coloro che, per esposizione ad asbesto, hanno subito lesioni e/o danni fisici in servizio, hanno diritto, con il riconoscimento della causa di servizio, ad ottenere le prestazioni di vittime del dovere.

    Le prestazioni di vittima del dovere sono quindi dovute anche per coloro che hanno contratto il mesotelioma pleurico, a prescindere dalla sussistenza o meno di un rapporto di lavoro di pubblico impiego (SS. UU. 22753/2018).

    L’ONA ha ottenuto il riconoscimento di vittime del dovere per gli affetti da mesotelioma pleurico imbarcati nelle unità navali della Marina (art. 20 della L. 183 del 2010, per l’equiparazione di questi militari alle c.d. vittime del dovere).