Microcitoma polmonare: origine della malattia, cure e tutele legali

Il microcitoma polmonare, detto anche tumore del polmone a piccole cellule (SCLC), è un tumore del polmone che ha origine nelle cellule neuroendocrine dei grossi bronchi. È caratterizzato da un’elevata malignità e ha una precoce capacità metastatica: è da considerarsi, infatti, uno dei tumori più pericolosi in assoluto (e con le aspettative di vita più basse).

In quanto tumore maligno, è caratterizzato da cellule anomale che si moltiplicano senza controllo e si diffondono a distanza attraverso i casi sanguigni e linfatici. Più le cellule proliferano, più si organizzano fino a formare la massa tumorale.

Uno dei fattori di rischio maggiori, nella contrazione del microcitoma polmonare, è il fumo di sigaretta. Anzi, pare che il microcitoma polmonare sia quasi esclusivamente contratto da fumatori. Altri fattori di rischio sono le esposizioni a minerali e sostanze cancerogene come amianto, gas radon e sostanze similari.

Cos’è un microcitoma e come si affronta?

Il tumore del polmone di tipo SCLC rappresenta circa il 16% della famiglia dei tumori polmonari.

Il microcitoma, nello specifico, è una tipologia di tumore del polmone caratterizzata da cellule di piccole dimensioni, che somigliano quasi a un acino d’uva.

Le cellule tumorali del microcitoma nascono nei bronchi e sono molto più aggressive delle altre cellule tumorali che si sviluppano nei polmoni, perché si replicano con estrema velocità e sono in grado di sviluppare la massa tumorale in poco tempo, propagandosi ai linfonodi e a tutti gli organi limitrofi (fegato, reni, ma anche ossa e cervello).

La prognosi è molto grave e c’è un alto rischio di recidiva, quindi è probabile che si ripresenti anche se il corpo sembra rispondere bene alle terapie.

Microcitoma: quali sono le cause e i rischi?

Come abbiamo già anticipato, il fumo del tabacco è il più importante fattore di rischio per il microcitoma polmonare: il tabacco, la nicotina, la combustione della sigaretta contengono molte sostanze cancerogene in grado di danneggiare le cellule dell’organismo.

Ci sono però altre cause e concause che possono entrare in gioco, come ad esempio l’esposizione a sostanze come amianto, cromo, arsenico, gas radon, eccetera.

Tutti i fattori sopracitati hanno un effetto sinergico: se ci si espone a più di una sostanza contemporaneamente, infatti, il rischio di contrarre un tumore è molto più alto.

Microcitoma e fumo di sigaretta

Fumare fa male e questo è un dato di fatto. Il fumo della sigaretta, poi, espone i polmoni a un rischio elevatissimo di contrarre tumori come il microcitoma. Il rischio aumenta quanto più a lungo si continua a fumare, ma il fattore di rischio dipende anche dalla quantità di sigarette che si fumano ogni giorno.

Per questo motivo, smettere di fumare – a prescindere dall’età e da quanto si è fumato prima – è la soluzione ideale per scongiurare il rischio di contrarre una patologia più o meno incurabile, anche nel caso in cui la malattia è stata diagnosticata.

Se si smette di fumare dopo aver scoperto la malattia, le possibilità che le terapie facciano effetto aumenteranno sensibilmente.

Altre sostanze cancerogene

Il gas radon è un gas naturale altamente radioattivo che si forma quando si creano delle rotture nella crosta terrestre. Spesso presente nel corso di costruzioni edili, il radon può provocare, se inalato, un microcitoma polmonare.

L’arsenico è un veleno che si po’ trovare nell’acqua potabile, impiegato nel settore industriale e nella produzione di pesticidi per l’agricoltura. Quello nocivo è detto inorganico: si assorbe rapidamente subito dopo l’ingestione e arriva in poco tempo all’apparato gastrointestinale, agli organi limitrofi e riesce ad attraversare perfino la barriera placentare.

L’amianto è un minerale di origine naturale composto da fibre che si sgretolano con facilita per via dell’usura del tempo. Lo sgretolamento fa fuoriuscire delle sostanze tossiche potenzialmente cancerogene per l’uomo.

Sintomi a effetto sinergico

Già nel 1955, nella pubblicazione dal tiolo “A Study of Lung Cancer Mortality in Asbestos Workers: Doll, 1955” Richard Doll dimostrò l’effetto sinergico tra fumo della sigaretta e amianto. La respirazione di amianto da parte di un fumatore amplifica i danni provocati unicamente dal fumo della sigaretta o dalla respirazione di amianto.

Microcitoma e malattia professionale

L’esposizione ad amianto o radon avviene molto spesso sul posto di lavoro (in questi casi si parla, infatti, di esposizioni professionali e malattie professionali, proprio perché accadono in ambiti e contesti lavorativi).

I lavoratori esposti a questi rischi hanno, però, diritto a un’indennità INAIL e a un risarcimento danni, così come a una maggiorazione contributiva (come da ex art. 13 comma 7, Legge 257/92) e al prepensionamento.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto mette a disposizione uno sportello legale in grado di assistere tutti i malati di microcitoma polmonare sul posto di lavoro. Il presidente dell’associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, in collaborazione con il suo team di esperti, garantisce la tutela dei diritti di tutte le vittime del lavoro e ne riconosce la loro qualità e si preoccupa, inoltre, di ottenere per loro il risarcimento danni e tutte le indennità previste.

La prevenzione è sempre la miglior cura, ma ci sono casi in cui prevenire un male è molto difficile: sul posto di lavoro, infatti, consigliamo di prestare molta attenzione e utilizzare, dove possibile, dispositivi di protezione e sicurezza, per ridurre il rischio di inalare gas tossici e mettere a rischio la propria salute.

La Corte di Cassazione, sez. lav., con sentenza n. 644/2005, ha precisato che, in caso di esposizione lavorativa ad amianto, il lavoratore deceduto per tumore del polmone avrà diritto al riconoscimento dell’indennità INAIL e del risarcimento dei danni, che saranno liquidati ai parenti più prossimi.

L’Avv Ezio Bonanni, insieme a ONA, offrono un’assistenza totale e gratuita: per richiedere informazioni, contattare al seguente numero.

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Microcitoma: tutti i sintomi

Il tumore del polmone, così come il microcitoma, è solitamente asintomatico, ma quando raggiunge stadi più avanzati può presentare alcuni sintomi ricorrenti: tosse catarrosa o secca – e cambiamenti di tosse nel corso del tempo; sangue nel catarro; dispnea, mancanza di fiato e fatica a respirare; dolore al torace, che si intensifica con la tosse o con la semplice respirazione; disfagia, difficoltà a deglutire; astenia, debolezza e stanchezza eccessiva.

I sintomi delle metastasi polmonari

Il microcitoma è un tumore maligno e in quanto tale può sviluppare metastasi. Nello specifico, il microcitoma ha un peggioramento piuttosto rapido ed è capace di sviluppare metastasi in pochissimo tempo.

Come riconoscere se si è in presenza di metastasi? Se si riscontrano questi sintomi: tosse, sangue nel catarro, dolore al torace e difficoltà respiratorie. Sintomi come epatomegalia, nausea, poco appetito e ittero sono, invece, il segnale che il tumore si è spostato verso il fegato.

Le cellule tumorali possono provocare anche febbre, dolori articolari diffusi, riduzione dei valori di sodio e incremento del calcio, incremento dei livelli di cortisolo nel sangue con alterazioni metaboliche.

Diagnosi del microcitoma polmonare

Per poter fare una diagnosi accurata, è opportuno effettuare delle visite specializzate. Il primo esame è quello della radiografia del torace, anche se non permette di trovare con esattezza anche eventuali masse di piccole dimensioni nascoste.

La tomografia computerizzata (detta anche TC) è una radiografia toracica molto specifica, che permette di definire ubicazione, dimensioni e rapporti del tumore con le strutture limitrofe. La TC non consente di definire il tipo di tumore, ma si può estendere anche ad altre aree per valutarne l’eventuale diffusione.

La tomografia a emissione di positroni (PET) è una visita di medicina nucleare che consiste nel somministra per via endovenosa una sostanza a base di zucchero legata a una molecola radioattiva. Dal momento che le cellule che si replicano velocemente ricercano lo zucchero, il composto si accumulerà maggiormente in queste aree. In questo modo, è possibile riconoscere precocemente i tumori, le loro dimensioni e localizzazioni all’interno del nostro corpo.

Una volta confermata la presenza del tumore, è opportuno fare una diagnosi anatomopatologica, attraverso un prelievo cito-istologico che avviene tramite:

  • Fibrobronscopia – un tubicino con fibre ottice penetra nel naso o nella bocca e penetra fin verso l’area tumorale per asportarne un tessuto;
  • Agobiopsia polmonare TC guidata o ecoguidata – un ago viene introdotto, in anestesia locale, nella parete toracica;
  • Toracentesi – estrazione di parte del versamento pleurico (se presente) tramite un ago che attraversa la parete toracica.

Una volta prelevato il tessuto, si passa in analisi e si attende il risultato.

Come curare un microcitoma

Tutti i tumori si possono curare, se lo stadio lo consente. A seconda della gravità, però, ci sono terapie più o meno adatte o consigliabili.

La terapia più diffusa, ma anche quella più conosciuta, è certamente la chemioterapia, ma nel caso di microcitoma polmonare si utilizza anche la radioterapia o un trattamento combinato chemio-radioterapico, capace di tenere sotto controllo la malattia ed evitare che si espanda a vista d’occhio.

L’intervento chirurgico in questo caso è sconsigliato, perché il microcitoma genera metastasi con grande velocità e facilità, dunque non avrebbe senso intervenire in un modo così invasivo.

Chemioterapia

Lo scopo della chemioterapia è quello di cercare di ottenere una risposta dalla malattia, bloccandola o facendola regredire, rallentare la crescita tumorale (e quindi prolungare la vita), prevenire la diffusione del tumore, controllare i sintomi legati alla malattia.

Radioterapia

La radioterapia è una terapia che prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti ad alta energia con lo scopo di danneggiare il DNA delle cellule tumorali, arrestandone la crescita. È un trattamento piuttosto efficace nella cura del microcitoma polmonare e ci sono pochi effetti collaterali di cui preoccuparsi davvero.

Al momento della diagnosi, 2/3 dei pazienti ha sviluppato metastasi. L’aspettativa di vita non è altissima e si aggira intorno ai 15-20 mesi e solo il 20-40% sopravvive per più di due anni.

Per questo motivo, la diagnosi precoce della malattia è fondamentale, perché consente di aumentare le aspettative di vita.

Tutele legali e malattie professionali

Come abbiamo accennato in precedenza, il microcitoma si può manifestare anche dopo essere stati a contatto con sostanze cancerogene (amianto, radon, eccetera). L’esposizione a queste sostanze avviene solitamente sul posto di lavoro e nel caso in cui si contragga una malattia si parla, appunto, di malattie professionali. Questo tipo di malattie può e deve essere tutelato legalmente, perché è possibile ottenere indennità, risarcimento danni e giustizia legale in ogni senso possibile.

Il ruolo di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, in collaborazione con il presidente Ezio Bonanni, è fondamentale, a questo scopo: il suo team di legali offre un servizio di tutela e assistenza completamente gratuito, con lo scopo di ottenere una protezione legale a 360°, il riconoscimento della causa di lavoro e della qualità di vittima del dovere e il risarcimento danni con tanto di indennità, aumento in busta paga ed eventuale prepensionamento nei casi più gravi.

Il microcitoma è una patologia asbesto correlata inserita nella Lista I dell’INAIL sulle malattie professionali. La Lista I consente ai lavoratori di ottenere un risarcimento danni e una liquidazione della rendita INAIL, unitamente alla prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto (che costituisce il 14,7% in più della rendita).

Le malattie professionali INAIL della Lista I hanno il diritto a una tutela legale: perché una malattia sia definita professionale è sufficiente che sia riconosciuta la noxa patogena (agente cancerogeno) nell’ambiente lavorativo, così da poter riconoscere al lavoratore il riconoscimento e la rendita INAIL per le malattie professionali (Cassazione, Sezione Lavoro, No. 30438/2018).

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia professionale asbesto correlata. Il diritto è limitato alle vittime di mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi, senza limite di grado invalidante (come da decreto del 18/07/2017).

La procedura di pensionamento immediato può essere adottata solo se non si matura il diritto alla pensione.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, in collaborazione con l’Avv. Ezio Bonanni e il suo team legale, offrono una tutela legale e un’assistenza medica a tutti coloro cui è stata riconosciuta la malattia professionale e la qualità di vittima del lavoro e li assiste nell’ottenimento di indennità e risarcimento danni (per loro o per i loro familiari, in caso di decesso.