Forze Armate e Comparto Sicurezza: Polizia di Stato

Polizia di Stato fa parte del Comparto Sicurezza composto da Polizia di Stato, Locale, Penitenziaria, Provinciale, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Guardie Particolari Giurate. È direttamente dipendente dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. Costituisce autorità nazionale di pubblica sicurezza e vigila sul mantenimento dell’ordine pubblico.

In quanto parte del Comparto Sicurezza, anche i poliziotti sono venuti a contatto, nel corso degli anni, con sostanze definite patogene e altamente cancerogene.

Per questa ragione, l’Associazione Osservatorio Vittime del Dovere in collaborazione con il team legale guidato dal suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, ha istituito un dipartimento che si occupa di assistenza medica e legale gratuita per tutte le vittime del dovere facenti parte della Polizia.

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I compiti della Polizia di Stato

I compiti principali della Polizia di Stato riguardano la tutela dell’ordine pubblico, la sicurezza pubblica e il coordinamento delle Forze di Polizia.

Il loro ruolo è stato fondamentale nell’assistere i cittadini in una situazione di emergenza come quella del Covid-19.

Fattori di rischio a cui sono esposti i poliziotti

Chi fa parte della Polizia di Stato corre il rischio di essere esposto a diversi agenti cancerogeni. Nello svolgimento dei propri compiti, si può incorrere in pericoli alla salute dovuti all’esposizione a gas radonradiazioni ionizzanti e, soprattutto, amianto.

Infatti, come dimostra l’ultima monografia IARC, inalare o ingerire le fibre di asbesto provoca gravi fenomeni infiammatori, che possono sfociare in patologie asbesto correlate.

Per evitare ogni rischio è importante, per l’ONA e il suo presidente, effettuare la bonifica dei siti contaminati. Solo attraverso la prevenzione primaria si elimina del tutto il pericolo di esposizione.

Ma in Italia sono ancora molti i siti contaminati, come denuncia l’Avv. Ezio Bonanni nella sua pubblicazione “Il Libro Bianco delle Morti Bianche in Italia – 2021”.

Infine la Commissione di Inchiesta sull’uranio impoverito, oltre a denunciare i danni provocati da uranio impoverito, ha dichiarato il pericolo anche della profilassi vaccinale a cui sono sottoposti i membri delle Forze Armate e del Comparto di Sicurezza.

Quando la quantità di vaccino supera le dosi previste si corrono gravi rischi per la propria salute:

  • immunodepressione;
  • iper-immunizzazione;
  • autoimmunità;
  • ipersensibilità;
  • predisposizione corporea all’insorgenza di tumori.

Tutela legale gratuita

Polizia di stato
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    Le vittime del dovere nella Polizia di Stato

    ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha predisposto, all’interno del suo organico, un dipartimento specializzato nella tutela di tutti i poliziotti esposti a sostanze cancerogene. Oltre alla prevenzione primaria, è importante la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria) e la tutela indennitaria e/o con benefici contributivi (prevenzione terziaria).

    A tutti i lavoratori deve essere riconosciuta la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere. Attraverso questi riconoscimenti è possibile ottenere l’equo indennizzo e la pensione privilegiata.

    Riconoscimento INAIL e rivalutazione pensionistica

    Le patologie riconosciute da INAIL legate all’amianto, e per cui si presume l’origine professionale, sono: mesotelioma, tumore al polmone, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici.

    Tutte le altre patologie, anche tumorali, devono essere dimostrate dal lavoratore che le ha contratte, soprattutto per ciò che riguarda la concausa lavorativa.

    Ai lavoratori spetta una rivalutazione del periodo contributivo. Il coefficiente 1.5 è utile a maturare il diritto a pensione e rivalutare la prestazione pensionistica.

    Nel caso in cui la patologia non è manifesta, il lavoratore può comunque aspirare a una rivalutazione contributiva. Ma è comunque necessario dimostrare l’esposizione per almeno 10 anni e a una concentrazione superiore alle 100 ff/l (a condizione che abbia depositato all’INAIL la domanda entro il 15 Giugno 2005, come confermato dalla legge 326 del 2003).

    Diritto delle vittime al risarcimento danni

    Unitamente al riconoscimento dell’indennità, la vittima ha diritto anche al risarcimento danni. Questo comprende sia i danni non patrimoniali (danno biologicomorale ed esistenziale) sia i danni patrimoniali.

    Per il calcolo del risarcimento, occorre utilizzare il criterio delle Tabelle del Tribunale di Milano.

    In caso di decesso, le somme debbono essere erogate agli eredi. Questi ultimi hanno diritto al risarcimento anche dei danni iure proprio.

    Polizia di Stato e assistenza legale

    L’Osservatorio Vittime del Dovere, insieme all’ONA, rende il servizio di consulenza legale gratuita.

    Chiedi la tua consulenza legale all’Associazione delle vittime.