Eternit: cos’è e danni alla salute

Cos’è l’Eternit e come si riconosce? Quanto è dannoso per la salute e come si procede alla bonifica? In questa guida scopriamo tutto quello che c’è da sapere sull’Eternit, anche chiamato amianto-cemento. Scopriamo perché è pericoloso e quali malattie provoca. Facciamo anche una panoramica della storia della multinazionale Eternit e del processo che la coinvolge.

Eternit: cos’è?

Eternit è il nome della multinazionale produttrice del più noto tra i materiali di cemento-amianto. In essi, nella matrice compatta di cemento, sono inserite fibre di amianto (per una percentuale di circa il 15% tra crisotilo e in minima parte crocidolite e amosite).

L’azienda della famiglia Schmidheiny, Eternit, fu la prima a commercializzare i materiali in cemento amianto. Ebbero un successo commerciale straordinario, tanto che il nome Eternit è spesso utilizzato come sinonimo di cemento-amianto o fibrocemento.

Le caratteristiche del cemento-amianto

Quali sono le caratteristiche del cemento-amianto che hanno resto l’Eternit un prodotto commerciale di così grande successo? Il nome Eternit viene dal latino aeternitas, che significa eternità. Il nome evoca l’indistruttibilità che le fibre di asbesto, inserite nella malta, conferiscono ai materiali in cemento-amianto, o fibrocemento.

Alla versatilità del cemento, di forme e colori, si aggiunge l’indistruttibilità dell’amianto. Quest’ultimo è un materiale che ha proprietà di resistenza al calore e alla trazione e all’attacco di agenti esogeni. Inoltre è altamente reperibile in natura ed economico.

Ne consegue che i prodotti in cemento-amianto sono prodotti resistenti, leggeri, economici e versatili.

Breve storia dell’Eternit

Ma andiamo con ordine e facciamo una panoramica sulla storia dell’Eternit inteso come materiale e come azienda produttrice. Il primo materiale in fibrocemento della storia fu brevettato da Ludwig Hatschek e registrato con il nome di Eternit. Alois Steinmann ne acquistò la licenza e nel 1903 aprì in Svizzera la ditta Schweizerische Eternitwerke AG. Tra le proposte commerciali, già di successo in questi primi anni di esistenza del fibrocemento, c’erano le lastre piane e i tubi per la costruzione degli acquedotti. In Italia furono ampiamente utilizzati e ancora oggi molte delle condutture in cui passa l’acqua potabile sono in cemento-amianto.

Le lastre ondulate in fibrocemento fecero la loro comparsa sul mercato negli anni 30. In breve divennero il prodotto più noto e venduto dell’azienda. Ancora oggi si vedono purtroppo a copertura di capannoni e pergole con la loro tipica forma ad ondine. Si riconoscono facilmente, non solo per la forma, ma anche per il colore. Nella matrice della malta sono infatti riconoscibili ad occhio nudo i ciuffetti delle fibre di amianto.

Dal 1935 il cemento amianto venne prodotto anche dalla Fibronit a Bari e poi anche a Napoli Bagnoli. Nel ’55 nacque Eternit Siciliana, affiancando gli stabilimenti di Casale Monferrato, Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari, già presenti sul territorio italiano.

Dove fu utilizzato l’Eternit?

Il successo commerciale di Eternit, come detto più su, fu planetario. Le lastre piane ed ondulate ed i tubi in fibrocemento furono venduti in tutto il mondo. In Italia se ne fece ampissimo uso e il nostro paese fu uno dei più grandi produttori.

I prodotti di cemento-amianto furono utilizzati in particolare nell’edilizia, nelle industrie e a copertura di tetti e capannoni, in edifici pubblici e privati.

La legge del 1992 e la messa la bando dell’amianto

La pericolosità dell’amianto per la salute era nota già a partire dagli inizi del secolo, seppure non provata scientificamente. Dalla prova scientifica della pericolosità delle fibre di amianto c’è voluto comunque qualche decennio perché i minerali di amianto fossero messi al bando.

In Italia una serie di accordi internazionali stipulati con le tre zone occidentali di occupazione in Germania (DPR 15 gennaio 1950 n.827), con il Brasile (DPR 15 novembre 1950 n. 1177), il Pakistan (DPR 5 febbraio 1952 n. 725), l’Argentina (L. 31 luglio 1956 n. 1123) e l’Afghanistan (L. 3 dicembre 1962 n. 1767) per esportare i manufatti in amianto prodotti in Italia, non hanno contribuito ad attuare con sollecitudine le raccomandazioni degli Igienisti.

Con la legge italiana del 1992 vennero finalmente vietate estrazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto in Italia. Fino ad esaurimento scorte l’amianto continuò ad essere venduto ed utilizzato anche durante tutto il corso del 1994.

I vari stabilimenti di cemento amianto italiani, costretti a chiudere, si lasciarono alle spalle fabbriche e ambienti totalmente privi di bonifica.

ONA TV: Amianto emergenza ambientale sanitaria ONA TV: Amianto emergenza ambientale sanitaria

L’Eternit oggi in Italia

La legge del 92 che ha vietato l’uso dell’amianto nel nostro paese non ha obbligato ad una repentina bonifica.

Il risultato è che oggi in Italia sono presenti ancora più di un milione di siti con amianto e materiali contenenti amianto, tra cui Eternit. Sono milioni le tonnellate (circa 40) di amianto ancora da rimuovere, diffuse in più di un milione di siti e micro siti italiani. Tra di essi sono presenti abitazioni ed edifici pubblici, scuole, palestre ed ospedali.

Pericolosità dell’Eternit

L’OMS nsul suo sito ufficiale ha pubblicato materiali sulla pericolosità dell’Eternit e dei minerali di amianto:

“All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Nel testo è evidente come ogni tipo di amianto sia da considerasi cancerogeno. Ricordiamo che il crisotilo è presente nell’Eternit e in tutti i materiali in fibrocemento nella misura, almeno, del 15% insieme ad altri tipi di asbesto in più piccole quantità.

Perché l’Eternit è pericoloso?

La pericolosità dei materiali di amianto risiede nella natura asbestiforme. Tutti i minerali che fanno parte del gruppo dei minerali asbestiormi hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili. Esse si disperdono facilmente nell’ambiente e risultano così di facile inalazione. Una volta inalate, causano gravi infiammazioni che possono evolvere in cancro e mesotelioma, attraverso il meccanismo della cancerogenesi.

Il meccanismo di infiammazione e cancerogenesi da fibre di amianto è descritto da Linton, van Zandwijk, Reid, Clarke, Cao, Kao (Inflammation in malignant mesothelioma – friend or foe?. Ann Cardiothorac Surg. 2012;1(4):516–522).

Nella cancerogenesi i minerali di amianto agiscono anche in sinergia con altri cancerogeni presenti nell’ambiente.

Il rischio anche a basse dosi

La Corte di Cassazione, IV Sez. Penale, n. 45935/2019, ha chiarito che l’infiammazione è il terreno fertile per la degenerazione neoplastica. Specialmente per quanto riguarda l’insorgenza del mesotelioma e di altre malattie tumorali, anche le esposizioni a basse dosi sono dannose e rischiose.

Nell’Eternit le fibre di amianto sono contenute all’interno di una matrice compatta. Basta però una rottura, anche infinitesimale, perché le fibre killer possano essere rilasciate nell’ambiente, causando gravi malattie.

Oltre che ai normali effetti del decorso del tempo e degli agenti atmosferici, le aero dispersioni possono essere causate dalle attività manutentive dell’Eternit, che oltre ai danni alla salute, costituiscono un rischio di natura ambientale.

L’ONA e il suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, raccomandano di evitare ogni forma di esposizione. La prevenzione primaria infatti è da considerarsi l’unica forma di prevenzione che riduce a zero il rischio di ammalarsi.

Approfondisci su: Report Consensus di Helsinki

Quali malattie provoca l’Eternit?

Una volta inalate le fibre di amianto, così come già detto e come approfondito nelle monografie dello IARC, provocano gravissime patologie. Tra le malattie asbesto correlate ci sono infiammazioni gravi del sistema respiratorio (quali asbestosiplacche pleuricheispessimenti pleurici) che possono evolvere in tumore del polmone e della laringe, ma anche della faringe e della trachea e altri tipi di tumore. Fra questi ricordiamo il cancro delle ovaie, dell’esofago e del colon-retto.

Le malattie amianto possono essere molto aggressive e la più aggressiva e ad esito spesso infausto è il mesotelioma (ne esistono diversi tipi: peritonealepleurico, il più diffuso, della tunica vaginale del testicolo e pericardico).

Per approfondimenti >> VI Rapporto RENAM sui mesoteliomi e i risultati della Commissione d’Inchiesta uranio impoverito e amianto e altri rischi.

Le malattie professionali amianto

Le malattie causate dall’esposizione all’Eternit ed in generale all’amianto possono essere risarcite se riconosciute come malattie professionali. Per agevolare il riconoscimento l’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro) ha stilato 3 liste di malattie lavorative collegate agli agenti eziologici. In queste liste l’amianto è identificato come la causa di alcune neoplasie con assoluta certezza scientifica (tra queste tutti i tipi di mesoteliomi).

Le malattie contenute in questa prima lista (Lista I dell’INAIL) devono essere riconosciute come malattie professionali e indennizzate. Le altre, come i tumori della faringe, dello stomaco, del colon retto si trovano nella Lista II, mentre nella lista III c’è solo il tumore dell’esofago. Queste ultime possono essere riconosciute come malattie professionali causate dall’esposizione lavorativa all’amianto, ma l’onere della prova è a carico del lavoratore.

Indennizzo INAIL, prepensionamento e benefici amianto

Per ottenere il riconoscimento di malattia professionale è necessario affidarsi a medici esperti, che sono in grado di inoltrare il modello 5ss, e così attivare la procedura amministrativa di riconoscimento. A seconda del grado invalidante riconosciuto, e quindi a seconda del danno biologico subito, si avrà diritto all’indennizzo INAIL o ad una vera e propria rendita mensile.

Per evitare ulteriori esposizioni è previsto il prepensionamento immediato amianto e i benefici contributivi amianto per raggiungimento della pensione o rivalutazione della situazione contributiva.

Approfondisci su: Assistenza gratuita alle vittime dell’amianto

Risarcimento danni amianto

Oltre all’indennizzo INAIL e ai benefici previdenziali previsti dalla legge tutte le vittime di malattia professionale causata da Eternit o, in generale, amianto hanno diritto al risarcimento integrale dei danni, dei danni patrimoniali (da lucro cessante e emergente) e non patrimoniali (danno biologicomoraleesistenziale).

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si occupa dell’assistenza medica e legale degli esposti all’Eternit e ad altri cancerogeni per il risarcimento di tutti i danni.

La multinazionale Eternit e il processo Eternit

La multinazionale Eternit ha avuto in Italia 5 stabilimenti (Rubiera – Reggio Emilia, Cavagnolo – Torino, Napoli – Bagnoli e Siracusa).

Il primo processo Eternit si è svolto nel 2009. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sono stati in prima fila per chiedere giustizia per le vittime dell’Eternit. I procedimenti penali, dopo l’assoluzione per prescrizione del magnate svizzero Stephan Schmidheiny (Cass. I Sez. Pen. Sent. n. 7941/2015), proseguono con il processo Eternit Bis.

A Torino l’imputato è stato condannato e l’avv. Ezio Bonanni è stato protagonista anche in questo caso difendendo gli eredi Testore.

Gli altri procedimenti Eternit Bis sono in corso negli altri Tribunali, tra cui Napoli.

Ora l’Eternit ha cambiato ragione sociale in Etex, ma si continua a morire di mesotelioma e di altre malattie asbesto correlate nelle città di Casale Monferrato come a Napoli, Rubiera, Cavagnolo e Siracusa.