Mesotelioma pleurico: cos’è e i diritti delle vittime

Cos’è il mesotelioma pleurico? Il mesotelioma è un tumore maligno che colpisce le sierose che avvolgono gli organi interni  del corpo umano. Nel caso del tumore pleurico maligno la sierosa ad essere colpita dalla neoplasia è la membrana che avvolge i polmoni: la pleura. Nella pleura tumore viene comunemente chiamato anche mesotelioma polmonare.

In questa guida scopriamo nel dettaglio cos’è il mesotelioma pleurico, come si origina e chi sono le persone a rischio. Scopriamo anche come richiedere l’assistenza medica e legale gratuita per ottenere lo status di vittima del dovere e tutti i benefici previsti dalla legge.

Indice dei contenuti

Assistenza gratuita

    Mesotelioma pleurico: cos’è?

    Il mesotelioma è un tumore maligno che colpisce le sierose che nella maggior parte dei casi ha esito infausto. Attraverso un approccio terapeutico di tipo multimodale è possibile però riuscire ad ottenere una buona qualità della vita e in certi casi, sebbene rari, a sconfiggere il tumore.

    Il mesotelioma pleurico amianto non è l’unico tipo di mesotelioma, ma è il più diffuso. Rappresenta l’80% dei tumori del mesotelio. I tumori del mesotelio del testicolo, il mesotelioma pericardico e quello peritoneale sono in egual misura piuttosto rari.

    Cosa significa tumore della pleura?

    Il mesotelioma della pleura origina dal mesotelio che avvolge i polmoni, ossia la sottile membrana li riveste e protegge. La pleura è costituita da due strati, una che circonda il polmone (pleura viscerale) e l’altra che forma un rivestimento “a sacco” intorno ad esso (pleura parietale) all’interno della cassa toracica. Tra questi due foglietti si raccoglie normalmente una piccola quantità di liquido lubrificante, come un’intercapedine, che consente ai polmoni di espandersi nella gabbia toracica durante i movimenti respiratori.

    Fattori cause del mesotelioma pleurico

    Quali sono per mesotelioma pleurico cause? Al contrario di altre neoplasie che hanno numerosi fattori di rischio e che possono essere causate da diverse sostanze cancerogene, che spesso agiscono in sinergia, il mesotelioma ha un’unica causa. Il mesotelioma maligno pleurico è sempre causato dall’esposizione all’amianto, anche detto asbesto. Tanto che il mesotelioma può essere considerato un marcatore in grado di rivelare, da solo, la presenza massiccia di amianto nel posto di lavoro o nell’ambiente (esposizione ambientale).

    L’amianto è un termine che raggruppa un insieme di minerali tutti accomunati dalla capacità di suddividersi in fibre asbestiformi, i cosiddetti minerali di amianto. Rilasciano fibre sottili e longitudinali, dette fibrille. Esse si disperdono nell’ambiente e sono facilmente inalabili. Una volta inalate o ingerite sono responsabili di gravi processi infiammatori.

    Nel caso di tumori della pleura le fibre di amianto raggiungono la membrana che avvolge i polmoni attraverso le vie respiratorie. Causano placche pleuriche ed ispessimento pleurico.  Queste infiammazioni possono evolvere in neoplasia, dando luogo al mesotelioma pleurico.

    Sul sito ufficiale della OMS sono disponibili tutte le informazioni sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare tutte le tipologie di mesotelioma.

    Amianto e mesotelioma: il parere dello IARC

    Lo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU), nella monografia sull’amianto (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C), ha precisato, a pag. 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

    Altre cause del mesotelioma pleurico

    Ci sono altri fattori di rischio del mesotelioma maligno della pleura, che sono però infinitesimali in termini di incidenza epidemiologica rispetto all’eziologia da esposizione all’amianto.

    • Un virus della scimmia, SV40, utilizzato nelle vaccinazioni antipolio tra il 1955 e il 1963 che da solo non è sufficiente per generare il mesotelioma pleurico;
    • una sostanza radioattiva, il diossido di torio, utilizzata tra gli anni 20 e  fino agli anni 50;
    • le radiazioni a torace e addome, rischio circoscritto si soli operatori ospedalieri.

    Dove si trova e come è stato utilizzato l’amianto?

    L’amianto è stato utilizzato ampiamente utilizzato per quasi due secoli. Il nostro paese ne fu grande produttore. Lo si trovava in oltre 3000 applicazioni, praticamente in tutti i campi dell’industria, dall’edilizia alla cosmesi, passando per il tessile e l’industria dei trasporti.

    Con la L. 257 del 1992, l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’asbesto furono messe al bando. Oggi però l’amianto continua ad essere prodotto ed usato in numerosi paesi all’esterno della Comunità Europea.

    In Italia ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali che contengono la fibra killer, comprese 2.400 scuole e più di 250 ospedali. La legge del 1992 infatti non ha imposto la bonifica dei siti contaminati dall’asbesto, causando un grave ritardo nella bonifica amianto nel nostro paese.

    Sui Quaderni del Ministero della Salute c’è la possibilità di approfondire circa lo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie causate dall’esposizione all’amianto, come tumore pleura amianto.

    Quali sono le categorie di lavoratori a rischio?

    La più alta incidenza di mesotelioma spetta ai lavoratori del settore edile. Nell’edilizia infatti l’amianto è stato utilizzato in centinaia di applicazioni. In virtù della sua economicità, abbondanza in natura, resistenza agli acidi, indistruttibilità e resistenza al calore ha trovato infatti un impiego massiccio. L’Eternit in particolare, sotto forma di lastre ondulate o piatte per la copertura dei capannoni, ha avuto un grande utilizzo.

    Sono a rischio i lavoratori del settore edile, delle Ferrovie dello Stato, del trasporto marittimo, e delle Forze Armate (in particolare le unità navali della Marina Militare Italiana). La punta dell’iceberg è stata registrata tra coloro che sono stati imbarcati nella nave Vittorio Veneto (VI Rapporto RENAM, e relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018).

    Il mesotelioma pleurico ha tempi di latenza che possono arrivare anche ai 50 anni.

    Per contrarre il mesotelioma sono necessarie alte dosi di amianto e si suppone che le vittime dell’esposizione che abbiano contratto questa malattia lo abbiano fatto per ragioni professionali. Nonostante questo il sistema giuridico attuale permette alcune indennizzazioni e risarcimenti anche a coloro che hanno contratto il mesotelioma per cause ambientali o di esposizione famigliare.

    Quali sono i sintomi del mesotelioma pleurico?

    Il versamento pleurico è di solito il campanello d’allarme per la diagnosi del mesotelioma pleurico. I primi sintomi, nelle fasi iniziali, sono di natura non specifica, molto simili a quelli di altre malattie che colpiscono l’apparato cardio-respiratorio. Fiato corto (detto “dispnea”), dolore al petto o al dorso e dolore pleurico, tosse persistente e perdita di peso ingiustificata sono mesotelioma pleurico sintomi iniziali più comuni. Di solito si manifestano stanchezza e febbre, oltre all’emottisi.

    Nella maggior parte dei casi di tumore pleura sintomi respiratori sono causati da un eccessivo accumulo di liquido nello spazio compreso tra i due foglietti pleurici (versamento pleurico) o dall’ispessimento dei foglietti stessi. Si verifica, così, la compressione dei polmoni, che non riescono ad espandersi adeguatamente durante la respirazione. Alcuni pazienti possono addirittura non manifestare alcun disturbo pur presentando la malattia.

    Come si diagnostica il mesotelioma pleurico?

    La diagnosi del mesotelioma pleurico è possibile attraverso una serie di esami. Tutti coloro che sono stati esposti ad amianto e che hanno prestato servizio nelle Forze Armate sono a rischio mesotelioma. La sorveglianza sanitaria in questi casi permette di diagnosticare il mesotelioma precocemente. I sintomi iniziali della malattia sono infatti aspecifici, come dicevamo più su, e nella maggior parte dei casi non consentono una diagnosi precoce.

    La diagnosi precoce è essenziale per assicurare migliori condizioni di vita e di salute generale delle vittime di mesotelioma. La diagnosi precoce permette anche, in rari casi, di sconfiggere la malattia.

    Esami per la diagnosi del mesotelioma della pleura

    Tra gli esami necessari per diagnosticare il cancro alla pleura ci sono:

    • per mesotelioma RX torace
    • per mesotelioma TAC
    • risonanza magnetica nucleare
    • PET

    L’esecuzione della toracocentesi ha finalità sia diagnostiche che terapeutiche. Attraverso un ago sottile si preleva il liquido pleurico per sottoporlo ad esame istologico. Essa permette anche di rimuovere il liquido pleurico in eccesso migliorando la respirazione e attenuando il dolore toracico.

    Trattamento e cura mesotelioma pleurico

    Come dicevamo più in alto, la sorveglianza sanitaria degli esposti ad amianto e la conseguente diagnosi precoce rende meno ardua la cura e migliore la qualità della vita. Tuttavia per il mesotelioma prognosi rimane quasi sempre infausta, soprattutto per quanto riguarda mesotelioma pleurico maligno prognosi.

    Le terapie più efficaci in caso di mesotelioma pleurico sono quelle multimodali. Per mesotelioma terapia e cura variano però sempre in relazione al tipo istologico, allo stadio del tumore e allo stato generale di salute del paziente. Spetta all’equipe medica valutare la migliore cura da seguire. Nei documenti del consenso di Helsinki sono stabiliti i criteri per la diagnosi e lo studio del mesotelioma pleurico di cui i medici devono tenere conto.

    L’ONAOsservatorio Nazionale Amianto ha elaborato un suo protocollo specifico (a cura del Dott. Arturo Cianciosi e del Dott. Vittore Pagan) che consiste in un approccio multimodale alla neoplasia. Con questo approccio sono stati ottenuti significativi risultati nella cura del mesotelioma della pleura. Ci sono stati casi di mesotelioma pleurico guarigione o un prolungamento del periodo di tumore pleura sopravvivenza.

    Chirurgia come trattamento della malattia

    L’approccio chirurgico prevede pleurectomia totale (asportazione totale della pleura parietale e viscerale) o pneumectomia extrapleurica (asportazione della pleura in blocco con il polmone, il pericardio e il diaframma).

    Di solito il trattamento chirurgico viene effettuato in concomitanza a radioterapia e chemioterapia per aumentare le possibilità di tumore pleura guarigione.

    Il tumore viene considerato resecabile chirurgicamente negli stadi I, II, III. Si tratta di interventi molto invalidanti gravati da alti tassi di mortalità e da complicanze postoperatorie. Non si garantisce tumore alla pleura guarigione.

    Nei tumori pleurici oltre il III stadio e nel caso di mesotelioma pleurico sarcomatoide l’approccio chirurgico è sconsigliato e non garantisce tumore alla pleura sopravvivenza.

    Radioterapia per il mesotelioma pleurico

    La radioterapia consiste nell’utilizzo di radiazioni ionizzanti direzionate. Esse distruggono il DNA delle cellule tumorali e ne impediscono la replicazione. Di solito viene effettuata in trattamento trimodale, dopo la chirurgia e la chemioterapia. Nelle forme avanzate la radioterapia ha il solo scopo palliativo.

    Chemioterapia: i diversi trattamenti

    La chemioterapia consiste nella somministrazione per infusione endovenosa (EV) di farmaci per ridurre o arrestare la progressione del cancro, come cancro pleura. Riduce la massa tumorale e favorisce l’approccio chirurgico o, in altri casi, si limita a diminuire i sintomi della malattia.

    Il trattamento di scelta di “prima linea” si esegue con l’associazione di pemetrexed con sali di platino (cisplatino o carboplatino). L’utilizzo del carboplatino permette una migliore tollerabilità, ed è particolarmente indicato nei pazienti più anziani.

    Questo trattamento consente nella maggioranza dei pazienti una regressione o la stabilizzazione della malattia per un periodo che mediamente è di poco superiore ai 6 mesi, ma che in alcuni casi può essere più prolungato (nel 15-20% dei casi supera l’anno).

    Nei pazienti che hanno avuto una risposta prolungata alla terapia chemioterapica di prima linea si prosegue in seconda linea con pemetrexed.

    Come nuova mesotelioma pleurico terapia, un recente studio, “First-line nivolumab plus ipilimumab in unresectable malignant pleural mesothelioma (CheckMate 743): a multicentre, randomised, open-label, phase 3 trial“, ha dimostrato che l’assunzione di Nivolumab e Ipilimumab comporti benefici clinici e migliori le possibilità di mesotelioma pleurico sopravvivenza.

    Mesotelioma pleurico: assistenza legale gratuita

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza medica e assistenza legale gratuita alle vittime di esposizioni a sostanze nocive o cancerogene. Pioniera con il suo Presidente, l’Avv Ezio Bonanni, nella difesa delle vittime dell’amianto, permette di percepire gli indennizzi ed usufruire dei benefici previsti dalla legge.

    Chiamando il numero verde 800 034 294 riceverete tutte le informazioni necessarie per una prima consulenza.

    Diritti legali delle vittime di mesotelioma

    I pazienti malati di mesotelioma hanno diritto ad una serie di risarcimenti e benefici. L’ONA offre l’assistenza legale gratuita per ottenerli.

    Qui di seguito li elenchiamo tutti:

    • risarcimento dei danni (risarcimento mesotelioma danni patrimoniali e non patrimoniali;
    • rendita INAIL per i dipendenti privati o di enti pubblici privatizzati nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16% di invalidità;
    • indennizzo INAIL nel caso in cui l’invalidità riconosciuta vada dal 6% al 15%;
    • benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione (art. 13, comma 7, Legge 257/1992);
    • prepensionamento immediato, nel caso in cui anche con i benefici amianto non ci sia la maturazione del diritto a pensione (art. 1 co. 250 L. 232/16);
    • Fondo Vittime Amianto: una prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente è riconosciuto anche a coloro che sono vittime ambientali o di esposizione familiare;
    • riconoscimento della causa di servizio e/o dello status di vittima del dovere;
    • equo indennizzo per causa di servizio.

    Riconoscimento dello status di vittima del dovere

    I lavoratori affetti da mesotelioma pleurico che hanno prestato servizio nelle Forze Armate (Marina, Aeronautica, Esercito, Carabinieri) o nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, etc.) hanno diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere. In questo caso le prestazioni sono equiparate a quelle delle vittime del terrorismo. Consistono in:

    • una speciale elargizione di euro 200.000,00 una tantum (per invalidità non inferiore all’80%);
    • oppure una speciale elargizione di € 2.000 per punto percentuale, oltre rivalutazione monetaria (in caso di invalidità minore dell’80%);
    • un assegno vitalizio di €500, con equiparazione alle vittime del terrorismo;
    • assegno vitalizio di euro 1033,00 mensili;
    • ulteriori prestazioni.

    Assegno vitalizio e speciali elargizione sono esenti IRPEF, soggetti a perequazione annuale e interamente cumulabili con stipendio, equo indennizzo o pensione, anche privilegiata ordinaria.

    La speciale elargizione, in caso di esito infausto della malattia, spetta ai famigliari. Viene suddivisa in questo caso suddivisa in parti uguali se ci sono più familiari superstiti. Ad esempio nel caso di 4 familiari superstiti, la speciale elargizione da € 200.000, andrà spartita in € 50.000 per ognuno.

    Ciascuno di essi avrà invece diritto a percepire gli assegni per intero (€ 500 + 1.033 soggetti a perequazione annuale per un totale, ad oggi, di circa € 1.900 mensili).

    Mesotelioma pleurico nella Marina Militare

    Il tumore della pleura dilaga nel personale civile e militare della Marina Militare Italiana. Coloro che, per esposizione ad asbesto, hanno subito lesioni e/o danni fisici in servizio, hanno diritto, con il riconoscimento della causa di servizio, ad ottenere le prestazioni di vittime del dovere.

    Le prestazioni di vittima del dovere sono quindi dovute anche per coloro che hanno contratto il mesotelioma pleurico, a prescindere dalla sussistenza o meno di un rapporto di lavoro di pubblico impiego (SS. UU. 22753/2018).

    L’ONA ha ottenuto il riconoscimento di vittime del dovere per gli affetti da mesotelioma pleurico imbarcati nelle unità navali della Marina (art. 20 della L. 183 del 2010, per l’equiparazione di questi militari alle c.d. vittime del dovere).