Cardiopatia amianto: cos’è e quali sono i diritti delle vittime

Cos’è la cardiopatia amianto? In questa guida scopriamo cos’è, come si manifesta e quali sono le cause e i trattamenti e cure disponibili. Scopriamo anche quali sono i diritti delle vittime che hanno contratto questa malattia. In caso di cardiopatia causata da esposizione all’amianto la malattia è considerata di origine professionale. Gli esposti ad amianto che hanno contratto una patologia asbesto-correlata hanno diritto ad una serie di benefici e risarcimenti. In questa guida scopriamo anche come ottenere l’assistenza legale gratuita per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge.

Cardiopatie amianto: assistenza legale gratuita

Cardiopatia amianto: cos’è?

La cardiopatia cardiaca o cardiopatia respiratoria racchiude una serie di patologie cardiache, ossia tutte le malattie che colpiscono il cuore, sia di tipo organico che funzionale.

Le cardiopatie congenite sono quelle presenti dalla nascita. Quelle acquisite insorgono invece successivamente. La cardiopatia amianto è una di queste ultime.

Essa insorge in seguito all’esposizione a dosi elevate di amianto. Esse causano dapprima infiammazione, ispessimenti e placche pleuriche e in alcuni casi asbestosi. Queste fibrosi non permettono ai polmoni di dilatarsi come dovrebbero durante la respirazione causando una sorta di ingabbiamento dell’organo. A questa compromessa funzione respiratoria fanno facilmente seguito le cardiopatie.

Cos’è il cuore?

Il cuore è un organo muscolare, centro motore dell’apparato respiratorio. Il cuore è infatti l’organo propulsore del sangue e della linfa. Si trova tra i due polmoni ed è costituito da cellule striate e dalle cellule autoritmiche. Le fibre di amianto, nel caso di asbestosi e anche di placche di ispessimento pleurico, rendono più difficoltosa la funzionalità cardiaca, e provocano in tal modo la cardiopatia polmonare.

Tutte le cardiopatie da amianto

Le malattie e i tumori correlati all’esposizione all’amianto (anche detto asbesto) possono colpire diversi organi del corpo umano. Essi possono generare in molti casi, come complicazione, una patologia cardiaca, patologie cardiocircolatorie e malattie cardiovascolari. Qui di seguito vediamo tutte le cardiopatie legate all’esposizione alle fibre di amianto.

Malattie cardio-vascolari

Tra le malattie cardio-vascolari che possono interessare un soggetto a seguito dell’esposizione ad amianto ricordiamo:

  • aritmie cardiache;
  • ictus;
  • infarto del miocardio;
  • ipertensione;
  • pericardite.

Tumore del cuore

Il cuore può essere aggredito da malattie neoplastiche, tra le quali il tumore del pericardio e il mesotelioma del pericardio. Per quanto riguarda quest’ultimo la causa della malattia è sempre da ricercarsi nell’esposizione a dosi massicce di amianto. Il mesotelioma infatti è una sorta di marcatore, che da solo, evidenzia la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita della vittima. Può essere infatti causato esclusivamente dall’esposizione a dosi massicce di asbesto.

Cancro del pericardio

Il pericardio è la sottile membrana o sacco sieroso che avvolge il cuore. Si divide in due parti: il pericardio fibroso (parte esterna) e il pericardio sieroso (parte interna).

Il pericardio fibroso ha due funzioni: la prima è quella di difesa del cuore dai fattori esterni e la seconda è quella di stabilizzarlo.
Il pericardio sieroso è costituito a sua volta da due foglietti, uno esterno che riveste la superficie interna del pericardio fibroso ed uno interno (epicardio), che aderisce alla superficie del muscolo cardiaco.

Mesotelioma del pericardio

Il mesotelioma pericardico è un tumore maligno cardiaco. Si può manifestare in forma localizzata, multipla o diffusa da processi metastatici.

maggior parte dei mesoteliomi pericardici sono metastatici e la variante localizzata al cuore è raramente diagnosticata in vita. Il mesotelioma è un tumore molto aggressivo da cui solo raramente si guarisce.

Asbestosi

L’asbestosi è associata alle placche pleuriche e agli ispessimenti pleurici. Essa evolve con il tempo in insufficienza respiratoria ingravescente che porta a complicazioni cardiache. Il cuore infatti fa fatica a svolgere la sua funzione per la presenza di fibre di asbesto e infiammazione del polmone e della pleura, rigida e inspessita. Come conseguenza il ventricolo destro del cuore si ingrandisce dando origine ad una cardiopatia dilatatoria. Essa può evolvere in mesotelioma pericardico.

L’asbestosi viene trattata al fine di rallentarne il decorso clinico ed evitare le complicanze.

Assistenza legale gratuita

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, si occupa da decenni della difesa legale degli esposti all’asbesto e ad altri cancerogeni, di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. ONA offre assistenza legale gratuita per l’ottenimento dei benefici previsti dalla legge nonché assistenza medica gratuita.

I diritti delle vittime

Ma quali sono i diritti delle vittime di cardiopatie amianto? Se la cardiopatia è una diretta conseguenza di asbestosi, placche pleuriche o ispessimenti pleurici, la vittima ha diritto a tutti i risarcimenti ed i benefici previsti per le vittime di malattie asbesto-correlate inserite nella lista I dell’INAIL. Per ottenere il riconoscimento di malattia professionale basterà dimostrare la presenza di asbesto nel luogo di lavoro.

In caso di riconoscimento di danni cardiaci provocati da amianto, l’INAIL, sulla base dell’ art. 145 T.U., indennizza l’infermità. Le vittime di cardiopatia da amianto hanno diritto ai benefici contributivi, prepensionamento e aumento ratei, ex art. 13 co. 7 L. 257/92. Le patologie cardiache sono infatti ricomprese tra le complicanze dell’asbestosi e delle altre patologie amianto correlate (circolare INAIL n. 72 del 23 ottobre 1976).

Risarcimento in caso di cardiopatia amianto

Le vittime di cardiopatia, problemi cardiovascolari, asbestosi e altre malattie con complicazioni cardiache (art. 145 T.U. e circolare INAIL N. 72 del 23 ottobre 1976) hanno diritto all’indennizzo INAIL. Esso deve essere calcolato in base al danno biologico complessivo. Deve infatti tenere conto anche dei danni cardiaci.

Le prestazioni assicurative INAIL sono dovute in tutti i casi di silicosi o di asbestosi associate ad altre forme morbose dell’apparato “respiratorio e cardiocircolatorio” (art. 4 della Legge n. 780 del 27/12/1975).

Tutti i benefici previsti

Le vittime di cardiopatie amianto anno diritto a:

  • indennizzo danno biologico (lesione dal 6% al 15%);
  • rendita INAIL (danno biologico dal 16%);
  • accesso al Fondo Vittime Amianto;
  • rendita di reversibilità e risarcimento danni ai famigliari superstiti in caso di decesso della vittima.

Vittime del dovere

Il personale civile e militare che per motivi di missione e/o per stress lavorativo riporta danni cardiaci, cardiopatia vascolare, malattie cardiocircolatorie, aggravamenti e patologie cardiocircolatorie, ha diritto al riconoscimento dello status di Vittima del Dovere.

Letteratura scientifica

Nel 1956, nell’ambito della ricerca sulla pneumoconiosi nei lavoratori portuali (F. Molfino, D. Zannini, Malattie polmonari da polveri nei lavoratori dei porti, Folia Medica), è stato dimostrato che le patologie cardiovascolari associate all’esposizione ad eternit sono delle complicanze dell’asbestosi (G. Odaglia, D. Zannini, Contributo allo studio dell’apparato cardiovascolare nell’asbestosi).

Fin dagli anni ’60 sono state quindi appurate le compromissioni cardiovascolari, respiratorie (cardiopatia organica) e gli evidenti danni cardiaci legati all’asbestosi e direttamente proporzionali alla gravità della fibrosi per riduzione della superficie respirante.

Tuttavia, il legame tra le patologie cardiocircolatorie e le patologie asbesto correlate era emerso già nella letteratura scientifica degli anni ’30 ed è stato reso pubblico dall’Avv. Ezio Bonanni nella pubblicazione “La storia dell’amianto nel mondo del lavoro”.

La più recente letteratura scientifica ha dimostrato che in coloro che hanno una cardiopatia vascolare sono presenti spesso placche pleuriche (Korhola, 2001).

Nella popolazione esposta ad asbesto c’è evidenza di aumentata incidenza di ictus (Harding 2009) e altri danni cardiaci.