Tutela e assistenza per Forze Armate e Comparto Sicurezza

Cosa sono le Forze Armate? Prendiamo in prestito la definizione presente sul sito dell’enciclopedia Treccani.

Le Forze Armate sono “Il complesso delle persone, dei mezzi e delle strutture organizzative di cui ogni Stato dispone per il perseguimento dei compiti militari. In Italia le Forze armate dipendono dal ministero della Difesa e sono costituite da: Esercito, Marina militare, Aeronautica militare e Arma dei carabinieri, corpo elevato al rango di Forze armate nel 2000 (d.lgs. n. 297/2000, art. 2). Non rientrano fra le Forze armate propriamente dette i seguenti corpi dello Stato: Polizia (v. Forze di polizia) e Vigili del fuoco, Guardia di finanza e agenti di custodia.

Le Forze Armate e i Corpi dello Stato sono utili a garantire la democrazia e l’incolumità di tutti i cittadini. Il personale, sia civile che militare, impegnato nella sicurezza dello Stato, si espone a numerosi rischi ogni giorno: attacchi terroristici, calamità naturali, situazioni di emergenza, missioni all’estero, esposizioni a sostanze cancerogene (uranio, radon, amianto, eccetera). Il pericolo quotidiano nelle forze dell’ordine li ha resi vulnerabili e perennemente sull’attenti, in alcuni casi subendo danni irreversibili alla salute che invece fanno parte del Comparto Sicurezza.

Quali sono le Forze Armate?

Fanno parte delle Forze Armate italiane:

Quali sono gli appartenenti al Comparto Sicurezza?

Il Comparto Sicurezza è composto da Polizia di Stato, Polizia Locale, Polizia Penitenziaria, Polizia Provinciale, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Guardie Particolari Giurate.

Tanto le Forze Armate quanto il Comparto Sicurezza sono Corpi dello Stato posti a presidio della legalità e dell’incolumità di tutti i cittadini e delle istituzioni democratiche.

Il contesto legislativo nel quale operano

La Costituzione, che all’art. 11 sancisce il ripudio della guerra, prevede che l’ordinamento delle Forze armate sia informato allo spirito democratico della Repubblica (art. 52, co. 2); ne affida il comando al presidente della Repubblica (art. 87, co. 9); stabilisce i principi fondamentali sulla giurisdizione militare (art. 103, co. 3) e assegna allo Stato la legislazione esclusiva in materia di difesa e di Forze armate (art. 117, c. 2, lett. d).

Nel rispetto di tali principi, la l. n. 331/2000 assegna alle Forze armate la funzione prioritaria della difesa dello Stato, nonché quella di operare, in conformità al diritto internazionale, al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, di concorrere alla salvaguardia delle istituzioni e di svolgere compiti specifici in circostanze di pubblica calamità o in casi di straordinaria necessità o urgenza (art. 1).

La stessa legge, poi, stabilisce che le Forze armate siano organizzate su base obbligatoria e su base professionale, dettando disposizioni per disciplinare la graduale sostituzione dei militari in servizio obbligatorio di leva – ai quali si può ancora ricorrere solo in caso di stato di guerra o di grave crisi internazionale – con personale professionale su base volontaria (art. 2, 3). Tale trasformazione è stata definita dal d. legisl. 215/2001 che ha sospeso le chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1° gennaio 2005 (art. 7).

Organizzazione delle Forze Armate

L’assetto organizzativo delle Forze armate risalente al 1965 è stato riformato alla fine degli anni 1990, secondo un modello basato su un assetto interforze con un vertice unitario, il ministro della Difesa, massimo organo gerarchico e disciplinare (l. n. 25/1997, art. 1) da cui dipende il capo di Stato maggiore della Difesa, responsabile, in base alle direttive impartite dal ministro, della pianificazione, predisposizione e impiego delle Forze armate (l. n. 25/1997, art. 3). Ogni Forza armata è poi affidata al comando di un capo di Stato maggiore, che è gerarchicamente sottordinato al capo di Stato maggiore della Difesa ed è componente del Comitato dei capi di Stato maggiore delle Forze armate (l. n. 25/1997, art. 4, 6). La riforma ha comportato anche una razionalizzazione dell’apparato con la soppressione dei comandi regionali militari (d.lgs. n. 464/1997, art. 2), la costituzione dell’Istituto superiore di Stato maggiore interforze con il compito di perfezionare la formazione professionale degli ufficiali delle Forze armate (d.lgs. n. 464/1997, art. 3) e l’ampliamento delle Forze armate alla componente femminile (l. n. 380/1999 e d.lgs. n. 24/2000).”.

Malattie professionali nelle Forze Armate e Comparto Sicurezza

Nel corso della loro vita lavorativa, moltissimi militari hanno messo a rischio la loro salute perché sono entrati in contatto con sostanze cancerogene come amianto, gas radon e uranio impoverito. Alcuni di loro sono stati più fortunati di altri. Alcuni infatti hanno contratto patologie più o meno gravi e sono riusciti a salvarsi, mentre altri hanno perso la vita.

Per fortuna, i familiari hanno avviato le indagini per far luce sull’accaduto e i risultati fanno impallidire ancora oggi: tutte le malattie contratte dai militari durante il servizio sono malattie professionali ed è cioè possibile dimostrarne la concausa lavorativa (provare, cioè, che la malattia è stata contratta sul posto di lavoro).

Nelle Forze Armate ci sono diversi casi di malattie professionali e tra di questi malattie asbesto correlate o legate a inalazioni da gas radon o uranio impoverito.

Per richiedere assistenza legale gratuita comporre il seguente numero:

Forze Armate e Comparto Sicurezza: assistenza legale gratuita
Forze Armate e Comparto Sicurezza: assistenza legale gratuita

Le malattie asbesto correlate di origine professionale di cui possono essere vittima i lavoratori del Comparto Sicurezza e Forze Armate sono:

  • Asbestosi polmonare;
  • Placche pleuriche e Ispessimenti pleurici;
  • Mesotelioma (pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale del testicolo) ;
  • Tumore del polmone;
  • Cancro della laringe
  • Neoplasia delle ovaie.

Sono possibili anche altre malattie quali il cancro della faringe, allo stomaco, al colon-retto e all’esofago. 

Quali sono le categorie a rischio?

A Ottobre 2018, l’INAIL ha rilasciato i dati del VI Rapporto Mesoteliomi, registrando 830 casi di mesotelioma tra i militari. Il rischio di contrarre malattie asbesto correlate è dovuto anche alla diffusione, in ambito militare, di guanti e coperte in amianto in dotazione durante la carica delle armi e l’uso di armamenti su mezzi mobili.

Le categorie più a rischio, tra i militari, sono gli addetti alla manutenzione meccanica degli autoveicoli e tutto il personale a bordo di navi.

Le categorie più a rischio, tra i civili, sono i macchinisti navali, i marinai di coperta, i meccanici artigianali, i riparatori e manutentori di autovetture, installatori e riparatori di elettrodomestici.

Sostanze nocive a cui sono esposti 

Il personale civile e militare delle Forze Armate e Comparto Sicurezza sono esposti a diversi agenti patogeni, tra cui:

  • amianto;
  • tricloroetilene, tetracloroetilene ad altri agenti clorurati;
  • fumi di scarico di motori endotermici funzionanti a gasolio e a benzine;
  • campi elettromagnetici: apparecchiature di telecomunicazione, radar, sistemi di mira, motori elettrici, correnti elettriche sempre e comunque presenti e attive in mezzi corazzati, blindati, ruotati
  • radiazioni ionizzanti e da uranio impoverito almeno presente in siti contaminati da eventi bellici all’estero;
  • piombo e suoi composti organici ed inorganici;
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA);
  • idrocarburi aromatici non policiclici;
  • benzene;
  • fibre artificiali isolanti (fibre di vetro, di roccia, di ceramica, ecc);
  • torio, utilizzato nei missili presso i poligoni, tra i quali quello di Salto di Quirra (Nuoro).

La tutela dei diritti nelle Forze Armate e Comparto Sicurezza

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto,in collaborazione con il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, e il suo team legale, offre un servizio di assistenza gratuita, sia legale che medica, per tutte le vittime del dovere riconoscendogli la causa di servizio e/o lo status di vittime del dovere. Essi hanno il diritto a ottenere indennità e risarcimento danni, come previsto dalla legge.

L’assistenza medica e legale gratuita si estende anche ai familiari delle vittime (soprattutto in caso di decesso), sia per ottenere un risarcimento danni e un’indennità, sia per:

  • costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero (datore di lavoro) al risarcimento dei danni (lesioni colpose in caso di patologia; omicidio colposo in caso di decesso);
  • esercitare l’azione civile con azione presso il TAR (responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza);
  • esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma per la condanna del Ministero (responsabilità extracontrattuale e civile da reato).

La Commissione Parlamentare di Inchiesta della Camera dei Deputati ha confermato il rischio del personale civile e militare nel contrarre patologie correlate ad amianto e altre sostanze ritenute cancerogene.

Nel 2017, l’Avv. Ezio Bonanni è stato ascoltato dalla Commissione Parlamentare. In quella occasione ha denunciato i potenziali rischi di tutti i dipendenti delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, sia civili che militari, nel contrarre malattie asbesto correlate o legate al contatto con altre sostanze cancerogene.