Bonifica amianto: tecniche, normativa vigente e incentivi

Cos’è la bonifica amianto? Qual è la procedura per bonificare un sito contaminato da asbesto e qual è la normativa vigente in Italia? In questa guida rispondiamo a tutte queste domande e scopriamo anche come ottenere la consulenza tecnica essenziale per fare fronte alla bonifica, scegliere la tecnica più adatta e ottenere le certificazioni necessarie.

INDICE DEI CONTENUTI

Bonifica amianto o asbesto

Amianto e asbesto sono sinonimi che identificano un insieme di minerali asbestiformi (minerali di amianto). L’asbesto significato rimanda alla caratteristica capacità di sfaldarsi in fibre longitudinali via via più sottili e chiamate fibrille. Una volta ingerite o inalate, provocano gravi danni alla salute: infiammazioni e cancro. Tra queste il mesotelioma è una delle più gravi e ad esito quasi sempre infausto e può essere causato esclusivamente dall’esposizione alle fibre di amianto.

Sulle monografie dello IARC è possibile approfondire la relazione tra patologie asbesto correlate e minerali di amianto.

L’unico modo per evitare il rischio di contrarre una malattia asbesto correlata è quello di evitare l’esposizione ai minerali di asbesto. Come?Attraverso la bonifica amianto.

Esistono 3 tecniche di bonifica amianto previste dalla normativa vigente, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi. L’ONA raccomanda la rimozione e lo smaltimento in discarica, ovvero la bonifica tradizionale dei siti contaminati, come unica tecnica in grado di ridurre a zero il rischio di ammalarsi. A seconda dello stato dei materiali di amianto e di altre caratteristiche degli edifici da bonificare può essere opportuno scegliere un’altra tecnica, come vedremo in seguito nel dettaglio.

bonifica amianto

Amianto bonifica: significato

Bonificare un sito dall’amianto significa rendere un sito nuovamente salubre. Con le bonifiche da amianto si previene il rischio di inalare o ingerire le fibre killer. Questo rischio sussiste anche con l’amianto compatto, cioè il cemento-amianto, chiamato anche Eternit dal nome della omonima multinazionale di proprietà della famiglia Schmidheiny.

Questa famiglia ha contribuito a costituire la c.d. lobby dell’amianto, e alla produzione di questi manufatti, molti dei quali ancora presenti nel nostro territorio.

La Corte di Cassazione, IV Sez. Penale, n. 45935/2019 ha affermato che, specialmente per quanto riguarda l’insorgenza di mesotelioma e altre malattie tumorali, anche le esposizioni a basse dosi sono dannose e rischiose.

La bonifica amianto in Italia

La Legge 257 del 1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer) ha vietato l’estrazione, la produzione e la commercializzazione dell’asbesto in Italia, senza l’obbligo di bonificare i siti dall’amianto compatto e dalle lastre di Eternit. Riguardo amianto bonifica legge ha previsto l’obbligo solo per l’amianto friabile (che si sbriciola con la sola pressione delle dita), prevedendo solo in seguito dei protocolli di manutenzione per l’amianto in forma compatta, ovvero inserito in una matrice cementizia.

I materiali di cemento-amianto prevedono infatti l’inserimento delle fibre di amianto in una matrice compatta, che conferisce al materiale la resistenza tipica dell’amianto e la duttilità tipica del cemento. L’Eternit e gli altri materiali di cemento-amianto sono stati ampiamente utilizzati in Italia nel settore dell’edilizia.

L’Italia è stato tra i maggiori produttori ed utilizzatori di minerali di asbesto. Nel nostro paese ci sono ancora 40milioni di tonnellate di materiale contenenti amianto. Nel 2021, si stimano, come per il 2020, almeno 7mila decessi per malattie asbesto correlate. Con la pandemia COVID-19, che incide sugli stessi organi delle fibre di asbesto, l’impatto delle fibre sulla salute dei lavoratori e cittadini esposti si è moltiplicata. L’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, nella pubblicazione “Il libro bianco delle morti d’amianto in Italia – Ed.2022“, riporta i dati delle esposizioni attuali e l’allarmante numero di edifici scolastici, ospedali e altre strutture pubbliche in cui sono ancora presenti le fibre di amianto. Questa situazione continua a mettere a rischio molte persone.

Approfondisci su: Report Consensus di Helsinki

Tecniche di bonifica amianto

A seconda dello stato dell’amianto, del manufatto e della conformazione del sito in cui è presente l’asbesto e a seconda delle possibilità economiche è possibile valutare qual è la tecnica di bonifica amianto più adatta. Vediamo i possibili trattamento amianto:

Bonifica tradizionale

La bonifica tradizionale è la modalità più costosa. Consiste nel rimuovere (rimozione amianto) e conferire in discarica l’asbesto presente nell’edificio. Rischiosa a livello di esposizione alle fibre killer, specialmente per gli addetti ai lavori durante le operazioni di smantellamento e trasporto. Prevede l’utilizzo di ditte specializzate e iscritte in uno speciale registro e il conferimento dei rifiuti speciali pericolosi con il trasporto tracciato e in una discarica specificatamente adibita. Nonostante i costi elevati e il rischio connesso alle operazioni, si tratta dell’unica tecnica in grado di ridurre il rischio di esposzione a zero. Una volta depositato in discarica l’asbesto non potrà in effetti rappresentare più in alcun modo un danno per la nostra salute.

Incapsulamento

Un’altra tecnica di bonifica consiste nell’incapsulamento, di cui al D.M. 20/08/1999, in relazione al D.M. 06.09.1994. Questa tecnica è prevista e normata per i materiali di amianto compatto. Consiste nell’utilizzo di un liquido aggrappante che va a ricoprire le superfici di materiali contenenti minerali di asbesto impedendo così il rilascio di fibre pericolose per la salute e per l’ambiente.

Questo metodo riduce a zero il rischio di esposizione soltanto provvisoriamente. Il liquido per risanamento delle lastre di Eternit, infatti, con il passare del tempo, perde la sua capacità aggrappante e le fibre possono tornare a disperdersi negli ambienti, con il rischio di essere inalate. Inoltre questa tecnica non riduce il rischio in caso di urti e traumi gravi delle superfici incapsulate. L’incapsulamento prevede però dei vantaggi: i costi sono minori e i rischi connessi alle operazioni sono bassi. Questa tecnica prevede un piano di manutenzione e controllo dell’incapsulamento e la nomina di un responsabile della manutenzione.

Confinamento

Il confinamento consiste nell’installare una barriera di tenuta che separa i materiali di asbesto dalle zone occupate dell’edificio, in modo efficace e sicuro. Tuttavia è più costoso rispetto all’incapsulamento ed è possibile solo laddove la struttura dell’edificio consente di reggere il peso della nuova copertura e delle barriere applicate. In questo caso il rischio di esposizione potrebbe ripresentarsi solo nel caso di eventi traumatici come ad esempio un terremoto. In molti casi il confinamento deve essere preceduto dall’incapsulamento in modo da evitare i rischi di esposizione durante le operazioni e per evitare che le fibre continuino a disperdersi nell’ambiente confinato.

Qual è la normativa per la bonifica amianto?

La legge 257 del 1992 che ha bandito la produzione e commercializzazione dell’asbesto nel nostro Paese non obbliga alla rimozione dell’asbesto. O meglio, ci sono profili di questa legge smaltimento amianto che non sono stati mai applicati. Nel tempo, sono emerse delle criticità, legate anche alla poca chiarezza e alla mancanza di alcuni decreti attuativi, soprattutto inerenti a bonifica amianto normativa. Inoltre, lo spacchettamento delle competenze e le poche risorse, gli alti costi rimozione dell’amianto e l’assenza di fondi pubblici, ha creato una situazione di stallo.

Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni, pioniere nella difesa delle vittime amianto e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto si batte per la bonifiche amianto. La prevenzione primaria è infatti l’unico modo per vincere la lotta all’amianto.

Solo tutelando la natura e l’ambiente, compresi gli ambienti di lavoro è possibile tutelare la salute umana ed applicare correttamente l’art. 32 della Cost. Italiana.

Approfondisci su: Salute e ambiente

Recentemente, il Parlamento europeo si è pronunciato sulla protezione dei lavoratori esposti ad asbesto con la direttiva 2009/148/CE. In più il Senato ha stabilito il termine entro il quale devono essere bonificati dall’amianto i luoghi di lavoro e i locali pubblici. Secondo il Ddl 778 l’intervento di bonifica deve essere attuato, a prescindere dalla concentrazione in sospensione delle fibre e dal periodo di esposizione dei lavoratori, entro il 1 gennaio 2024.

Bonifiche amianto – eternit: il ruolo delle ASL e sanzioni

La normativa amianto obbliga a dare comunicazione agli enti preposti della presenza dei materiali di amianto, di solito fibrocemento cioè Eternit.

Secondo la normativa vigente (D.M. 06/09/1994) è infatti d’obbligo comunicare alle autorità sanitarie (ASL) la presenza del manufatto contenente asbesto friabile o del presunto sito contaminato (l. 27 marzo 1992, n. 257). La sua violazione, ovvero nel caso di omessa comunicazione, è suscettibile di sanzione amministrativa (pecuniaria, oltre i 2.000 euro).

Nel caso in cui l’asbesto presente nell’edificio sia compatto è comunque d’obbligo il sopralluogo tecnico per una valutazione del rischio, secondo la normativa smaltimento amianto.

La presenza di asbesto nell’edificio rappresenta un rischio per la salute in tutti quei casi in cui vi sia la possibilità di danneggiamento anche lieve alla superficie in amianto. La bonifica non è obbligatoria e la manutenzione lo è solo in determinati casi, ma la bonifica è l’unico modo per scongiurare danni gravissimi alla salute.

Ditte autorizzate allo smaltimento

Per le operazioni di bonifica e smaltimento amianto è necessario rivolgersi a una ditta autorizzata allo smaltimento amianto, ovvero avvalersi di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10A o 10 B secondo quanto regolamentato dall’articolo 212 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Soltanto le ditte per la rimozione amianto autorizzate possono infatti svolgere la bonifica amianto in sicurezza e seguire il protocollo affinché l’edificio, l’abitazione o il capannone risultino a rischio zero. Il trasporto in discarica, in particolare, consistendo nel conferimento in discarica di rifiuti speciali pericolosi prevede l’accesso al sistema SISTRI.

Le ditte autorizzate smaltimento amianto predisporranno un apposito Piano di Lavoro (ai sensi dei cc. 2 e 5). I contenuti del piano sono fissati dal predetto art. 256, al comma 4. Importante il disposto del comma 5 dello stesso articolo che recita:
«5. Copia del piano di lavoro è inviata all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori». Qui trovate le linee guida del governo sugli adempimenti dei proprietari e dei responsabili in caso di presenza di amianto.

Costi smaltimento amianto e bonifica

Quanto costa effettuare una bonifica amianto? La bonifica negli edifici privati è un onere che grava esclusivamente sui proprietari (Comune e ASL non sono tenuti infatti ad effettuare sopralluoghi).

A seconda dello stato del manufatto o del sito, delle sue caratteristiche, della sua pericolosità e della tipologia di bonifica possibile i costi variano. Il prezzo può variare dalle 9 alle 30 euro a metro quadro a seconda della tecnica di bonifica prescelta. Inoltre i costi sono influenzati dal tipo di manufatto in asbesto (tegole, coperture, pareti), alla raggiungibilità dello stesso (se l’area di copertura è per esempio pedonabile o richiede speciali imbracature per essere raggiunta), quantità a da tanti altri fattori. I mezzi di trasporto che conferiscono l’asbesto in discarica hanno un costo specifico che resta lo stesso anche se il mezzo non viaggia a pieno carico.

Incentivi per la bonifica

La Legge di bilancio 2020, con proroga fino al dicembre 2021, prevede diversi incentivi per la rimozione dell’amianto.  Gli incentivi per la bonifica amianto consentono a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa di avere un credito d’imposta del 50% per tutti gli interventi di bonifica e smaltimento amianto su edifici presenti nel territorio italiano.

La bonifica dall’amianto può essere abbinata ad un intervento di efficientamento energetico, grazie al quale si potranno installare pannelli fotovoltaici sul tetto, dopo aver rimosso l’asbesto. In questo caso è possibile contare sull’Ecobonus, che prevede detrazioni del 110% per interventi mirati alla riqualificazione energetica (detrazione ai fini IRPEF e IRES per privati e bonifica amianto aziende).

Superbonus 110%

Il superbonus al 110% valido per gli interventi di efficientamento energetico e antisismici, grazie alla proposta presentata dall’ONA, può essere utilizzato anche per le spese relative a rimozione e smaltimento dell’amianto.

Esistono poi incentivi amianto stanziati da Regioni, Comuni e Province.

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