Consulenza Legale gratuita per le vittime del dovere

L’Osservatorio Vittime del Dovere è un’associazione promossa dalle vittime del dovere. Associazioni vittime del dovere fa parte dell’ONA APS. L’Osservatorio si occupa di fornire assistenza legale e medica per tutti i cittadini cui è stata riconosciuta la qualità di vittima del dovere. Si tratta di quei lavoratori che hanno contratto le cosiddette malattie professionali sul posto di lavoro, possibilmente perché esposti ad amianto o altre sostanze patogene.

La consulenza legale e medica è completamente gratuita e consente a tutti coloro che ne hanno bisogno di ottenere l’indennità INAIL, il prepensionamento e il risarcimento dei danni nel caso di patologie asbesto correlate e in tutte quelle patologie derivate dalla prossimità con sostanze potenzialmente cancerogene.

Grazie all’assistenza di ONA è possibile richiedere:

  • rendita INAIL, nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%, e indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%;
  • Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali;
  • benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione;
  • pensionamento immediato, nel caso in cui con i benefici amianto non ci siano comunque i presupposti per la maturazione del diritto a pensione;
  • risarcimento danni.

Il ruolo della consulenza legale delle VDD

L’associazione è presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni che, insieme al suo pool legale, si impegna ogni giorno nell’offrire assistenza legale gratis a tutti i lavoratori vittime del lavoro. Unitamente a questo, Bonanni e il suo team di occupano anche di fornire un servizio di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, in collaborazione con il pool di medici volontari facenti parte dell’associazione.

Per entrare in contatto con noi e richiedere l’assistenza medico legale gratuita, sarà sufficiente contattare il numero telefonico presente qui sotto:

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Dopo averli contattati, seguirà una consulenza preliminare, che sarà propedeutica all’avviamento delle pratiche vere e proprie, relative alla richiesta di indennità, prepensionamento, pensionamento immediato, risarcimento danni, unitamente a tutti quei benefici contributivi cui hanno diritto le vittime del dovere.

Lo scopo, nonché auspicio, per l’associazione e per il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, è quello di aprire un dialogo con le istituzioni, per coniugare la bonifica con l’ammodernamento e la messa a norma di tutte le infrastrutture. Per farlo sarebbe necessario utilizzare i fondi europei, la leva fiscale, risolvendo così il conflitto di interessi con l’INAIL, in quanto sia ente accettatore che pagatore.

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria

L’associazione ONA Onlus ha a cuore, prima di tutto, la tutela della salute dell’individuo. Per questo motivo, si occupa principalmente di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Di cosa si tratta e che differenze ci sono?

Prevenzione primaria

La prevenzione primaria consiste nella messa in sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso bonifica o rimozione dell’amianto (o di altre sostanze cancerogene). Solo così è possibile evitare l’esposizione alle tossicità: solo così è possibile evitare che le persone si ammalino.

Prevenzione secondaria

Con la prevenzione secondaria si cerca di individuare la patologia poco prima che si manifesti e diventi, così, più grave del previsto. Nel caso in cui si ha la certezza che una persona abbia lavorato a contatto con amianto e affini, è possibile – anche in assenza di sintomi – fare qualche controllo preventivo, così da valutare se il rischio è potenziale o reale e correre, quindi, ai ripari.

Prevenzione terziaria: consulenza legale

Una volta riscontrata la malattia, la forma di prevenzione terziaria mira ad auspicare per il paziente una vita più idonea e più “sana”, proprio in virtù e nel rispetto della propria malattia. Un esempio può essere quello della dieta per un diabetico o per una persona affetta da grave obesità. Un regime alimentare adeguato certamente non debella la patologia, ma sicuramente rafforza il sistema immunitario di chi la ospita.

Malattie asbesto correlate e altre sostanze patogene

L’amianto è una delle sostanze più pericolose presenti in natura, nonché una delle cause maggiori di malattia professionale per i dipendenti pubblici e privati italiani. Si è fatto largo uso di amianto almeno fino agli anni Novanta, periodo in cui ci si è accorti della sua pericolosità (L. 257/92). Fino ad allora, però, la sostanza patogena ha avuto modo di sedimentarsi all’interno dei polmoni di chi ha lavorato a stretto contatto con lei, provocando danni a lungo termine spesso irreparabili. Le malattie asbesto correlate sono molto pericolose, in molti casi portano a un tumore del polmone e a volte perfino alla morte, se non ci si accorge in tempo della patologia in corso.

L’amianto, però, non è l’unica sostanza patogena di cui aver “paura”. Insieme a lei anche il gas radon e l’uranio impoverito, per esempio, utilizzati spesso anche in ambito militare.

Tra le malattie asbesto correlate riscontriamo: neoplasie del sistema respiratorio e gastro intestinale, carcinoma polmonare, tumore della laringe, tumore delle ovaie.

Definizione di malattia professionale e consulenza legale

Secondo INAIL, la malattia professionale è una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo). Si tratta di una patologia, con una causa diretta ed efficiente (cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente), contratta nell’esercizio e/o insorta a causa delle lavorazioni rischiose.

Perché una malattia sia definita “professionale” devono esistere i seguenti reguisiti:

  • la malattia deve essere causata dall’esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro (quantificazione danno biologico INAIL), come il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute;
  • il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo, quindi la causa deve essere lenta.

Chi contrae una malattia professionale presente nella lista I dell’INAIL, può ottenere un riconoscimento immediato della sua qualità di vittima del dovere, unitamente all’indennità INAIL.

Se la malattia è presente nelle liste II e III, invece, è necessario dimostrare la loro eziologia professionale (a carico del lavoratore).

Patologie della lista I dell’INAIL

Le patologie presenti nella lista I dell’INAIL sono le seguenti:

  • Asbestosi – malattia respiratoria cronica causata dalle fibre di amianto. Ha un decorso progressivo, complicazioni cardiache ed evolve in tumore del polmone o mesotelioma pleurico;
  • Placche pleuriche e ispessimenti pleurici – lesioni della pleura, la membrana che riveste il polmone, non sempre pericolose ma da tenere ugualmente sotto controllo;
  • Tumore del polmone – neoplasia polmonare;
  • Tumore della laringe – neoplasia che si sviluppa alla gola, all’altezza della laringe;
  • Mesotelioma – tumore maligno provocato dall’esposizione ad amianto.
  • Cancro delle ovaie – carcinoma ovarico, neoplasia che si sviluppa a livello delle ovaie.

Patologie della lista II e III dell’INAIL

Nella Lista II sono comprese le malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è considerata di limitata probabilità. In questo caso, la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni economiche (rendita e/o indennizzo INAIL amianto, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16% – malattia professionale INAIL punteggio). Fanno parte della Lista II il tumore alla faringe, il cancro gastrointestinale, il cancro del colon retto.

La Lista III comprende solo il tumore all’esofago.

Malattia professionale tabellata e non tabellata

L’INAIL fa una distinzione tra malattia professionale tabellata e malattia professionale non tabellata, a seconda che la patologia sia presente nelle tabelle pubbliche.

La malattia tabellata non ha bisogno di eziologia professionale: in questo caso il lavoratore ottiene il riconoscimento di malattia professionale semplicemente per aver presentato una denuncia all’Ente entro i termini prestabiliti.

La malattia non tabellata, invece, richiede al lavoratore di utilizzare un sistema misto per dimostrare l’origine professionale della malattia.

Consulenza legale: certificazioni utili

I medici volontari dell’ONA Onlus rilasciano una prima certificazione utile al rilascio della certificazione di esposizione ad amianto sulla base dell’articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992 e all’indennizzo da parte dell’INAIL. Con questa certificazione è possibile ottenere dall’Inps la rivalutazione dell’intero periodo lavorativo in esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5, utile per maturare il diritto a pensione anticipata o per rivalutare le relative prestazioni pensionistiche eventualmente in godimento. Queste certificazioni sono fondamentali anche per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti dal lavoratore e, in caso di decesso, per la loro liquidazione in favore degli eredi. Permettono anche di accedere al Fondo Vittime Amianto, una prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL (prestazione riconosciuta anche alle vittime ambientali).

Risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali

Le vittime del dovere che hanno contratto una malattia professionale hanno il diritto di ottenere un risarcimento danni sia patrimoniale che non patrimoniale. Il medico legale deve poter riconoscere la patologia e approvare l’ottenimento della rendita INAIL.

Nel caso di decesso, tale risarcimento spetta alla parentela più prossima.

Come afferma la Corte di Cassazione, III Sezione Civile, con la Sentenza no 4033 del 19 febbraio 2013, “il danno biologico (cioè la lesione della salute), quello morale (cioè la sofferenza interiore) e quello dinamico-relazionale (altrimenti definibile esistenziale, e consistente nel peggioramento delle condizioni di vita quotidiane, risarcibile nel caso in cui l’illecito abbia violato diritti fondamentali della persona) costituiscono pregiudizi non patrimoniali ontologicamente diversi e tutti risarcibili”.

La Cassazione SS.UU., con la sentenza no. 15350 del 22 luglio 2015, ribadisce il principio di diritto della risarcibilità di tutti i danni sofferti anche dai famigliari, sia per le “perdite di natura patrimoniale o non patrimoniale che dalla morte possono derivare ai congiunti della vittima, in quanto tali e non in quanto eredi” (sulla base delle norme di cui agli artt. 29, 30 e 31 Cost. – Sentenze n. 8827 ed 8828 del 2003, ribadito da SS.UU., Sentenza 6572/2006 e SS.UU. Sentenza 26972/2008).

Risarcimento danni: calcolo ed entità

Il lavoratore che ha contratto una malattia professionale ha diritto al risarcimento integrale dei danni biologici dell’INAIL.

Tale risarcimento ha un valore monetario corrispondente a un giorno di inabilità assoluta. Nel caso di decesso, il congiunto ha diritto a una liquidazione con un tetto massimo di 331.920,00.

Il risarcimento danni avviene dopo che è stato ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. È possibile richiedere una consulenza legale gratuita con ONA Onlus, che vi informerà dei vostri diritti e dei vostri doveri a riguardo.

Possono ottenere l’indennità INAIL i lavoratori del settore pubblico e privato, ma non i militari (nonostante la maggior parte delle patologie asbesto correlate si riscontrino proprio in ambito militare).

Chi può ottenere le prestazioni INAIL?

Fino al 2011, le prestazioni INAIL erano rivolte esclusivamente ai privati. Con il cambio della normativa, a partire dal 2011, appunto, l’INAIL ha applicato le sue regolamentazioni includendo tutti i lavoratori, eccezion fatta per i militari, i vigili del fuoco, i magistrati, eccetera.

In poche parole, alcune categorie non hanno privatizzato il loro rapporto di lavoro. Per questa ragione, i lavoratori di tali categorie non possono usufruire dei benefici preposti dall’INAIL.

Nel settore scolastico, invece, se privatizzato, si può richiedere il riconoscimento di vittima del dovere. Per ottenere tale status, è necessario controllare che la propria attività rientri tra quelle segnalate dall’art. 1 co. 563, L. 266/05.

Diverso trattamento spetta, invece, ai cosiddetti “equiparati”, che hanno cioè svolto attività particolari e a stretto contatto con sostanze patogene come l’amianto, in particolari condizioni ambientali e operative disagiate.

Come abbiamo più volte sottolineato, tuttavia, la qualità di vittima del dovere non può riferirsi unicamente ai dipendenti privati o pubblici. Ma deve necessariamente essere estesa anche ai dipendenti militari.

Pensionamento immediato e prepensionamento

Se la prova biologica di esposizione sussiste, dopo attente analisi cliniche, è possibile ottenere il prepensionamento, come da ex art. 13 co. L. 257/92, perché diventa necessario e prioritario allontanare il lavoratore dalle fonti di esposizione che lo hanno fatto ammalare.

Il prepensionamento, in questi casi, è possibile anche se non si sono maturati gli anni necessari al pensionamento ordinario. Perché sia possibile richiedere il prepensionamento, è importante che ci sia il riconoscimento INAIL e/o causa di servizio per patologie asbesto correlate e che l’anzianità contributiva sia di almeno 5 anni.

Il pensionamento immediato, invece, viene adottato solo se con l’accredito dei benefici non si matura il diritto alla pensione immediata.

L’art. 13 della Legge 257/1992, per far fronte alla crisi occupazionale legale alla dismissione dell’utilizzo dei minerali di amianto e per offrire indennità ai lavoratori esposti a sostanze patogene, (Cassazione Sez. Lav. 25000/2014), ha riconosciuto alcune indennità contributive per i lavoratori delle miniere (comma 6), le vittime di patologie asbesto correlate (comma 7) e i lavoratori esposti ad amianto ma non ancora ammalati. Tali benefici sono maggiorazioni utili per il prepensionamento e si riferiscono a persone che abbiano lavorato a contatto con queste sostanze per più di 10 anni.

Fondo Vittime Amianto: consulenza legale

Il Fondo Vittime Amianto (FVA) è stato istituito con l’art. 1 commi 241/246 L. 244/2007: si tratta di un’indennità che si aggiunge alla rendita INAIL ed è superiore a quest’ultima del 14,7%.

Il Decreto Milleproroghe ha approvato, inoltre l’aumento a 10.000 euro del contributo una tantum (prima era di 5.600 euro) e sarà rivolto agli ammalati di mesotelioma ambientale. La copertura del fondo è di 4 milioni di euro e spetterà a tutti coloro che abbiano contratto la patologia a partire dal 2015.