Forze Armate e Comparto Sicurezza: Esercito Italiano

L’Esercito Italiano (EI) è un organo delle Forze Armate della Repubblica Italiana e che ne costituisce la componente terrestre. Fa parte delle Forze Armate insieme alla Marina Militare, Areonautica Militare e Arma dei Carabinieri.

L’esercito Italiano opera quotidianamente per garantire la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, proteggendo gli interessi nazionali, sia in Italia che all’estero.

In quanto parte delle Forze Armate, l’EI è tutelato legalmente da ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, che si occupa da decenni di garantire assistenza medica e legale gratuita a tutte le vittime di causa di servizio, ossia ai lavoratori che hanno contratto malattie legate alle funzioni della loro professione.

Forze Armate e Esercito Italiano: assistenza legale gratuita

Cos’è l’Esercito Italiano e quali sono le sue funzioni

L’Esercito Italiano prima della nascita della Repubblica Italiana, nel secondo dopoguerra, si chiamava regio esercito. Fino a tempi recenti anche l’Arma dei Carabinieri faceva parte dell’Esercito Italiano. Ha assunto in seguito il rango di Forza Armata.

L’Esercito Italiano si occupa di missioni internazionali e nazionali con lo scopo di garantire la sicurezza del paese e dei suoi cittadini.

Armi, Corpi e specialità

L’Esercito Italiano include 3 corpi e 6 Armi:

  • Corpo di Commissariato dell’Esercito Italiano;
  • Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano;
  • degli Ingegneri dell’Esercito.

Tra le Armi dell’Esercito Italiano ci sono Artiglieria, Fanteria, Cavalleria, Genio, Arma dei Trasporti e Materiali e Arma delle Trasmissioni.

Fattori di rischio per i militari

Come tutti gli organi delle Forze Armate, anche i militari dell’Esercito Italiano si sono trovati, nel corso degli anni, a dover lavorare a stretto contatto con sostanze cancerogene e nocive, altamente pericolose per la salute. Le leggi italiane si siano espresse in modo inequivocabile, vietando utilizzo di sostanze cancerogene e limitando il contatto per questioni lavorative. Nonostante questo le Forze Armate hanno continuato a operare liberamente in aree potenzialmente pericolose e in condizioni lavorative al limite della legalità.

A causa di questa prossimità pericolosa con sostanze patogene e cancerogene, moltissimi militari nel corso degli anni hanno contratto malattie asbesto correlate (derivate cioè dal contatto diretto con amianto) e altre patologie connesse all’inalazione di sostanze chimiche e gas. Tra questi spiccano come fattori di rischio l’uranio impoverito e il gas radon.

Gas Radon

Il gas radon è una sostanza naturale altamente cancerogena. Esso è naturalmente presente nel sottosuolo in determinati territori. I militari della base NATO del Monte Veda, sui Colli Euganei, esposti a gas radon hanno contratto tumore al polmone e altre gravi neoplasie nello svolgimento delle loro funzioni lavorative.

Uranio impoverito

L’uranio è un elemento presente in natura. L’uranio impoverito è costituito dagli scarti dell’arrcchimento dell’uranio. Come tutti i metalli pesanti è tossico e tende ad accumularsi nel nostro organismo. Quando l’uranio impoverito utilizzato nella costruzione di determinati proiettili utilizzati dalle Forze Armate brucia, si polverizza e sprigionamoltissime particelle che si disperdono nell’ambiente.
Tra i militari italiani esposti perché privi di adeguate protezioni, oggi sono 369 i deceduti e 7.500 i malati.

Radiazioni ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti sono onde corte e ad alta frequenza. Esse hanno la capacità di interagire con la struttura della materia e rimuovere gli elettroni da un atomo conferendogli così una carica elettrica. Allo stesso modo sono in grado di modificare il DNA delle nostre cellule danneggiandole. Le cellule che si riproducono con un DNA danneggiato possono dare origine ad un tumore. Le radiazioni ionizzanti sono utilizzate in diversi ambiti, dalla medicina nucleare all’industria. I militari dell’Esercito Italiano sono soggetti a rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti, emesse dalle armi nucleari e dai proiettili all’iranio impoverito.

Vaccini

I vaccini sono stati somministrati in modo improprio al personale delle Forze Armate italiane causando gravi problemi di salute alle vittime. La Commissione di Inchiesta sull’uranio impoverito ha concluso che in molti casi la quantità di vaccino ha superato le dosi consentite e che non fossero effettuate le normali analisi pre-vaccinali.

Una profilassi vaccinale scorretta può provocare rischi potenzialmente irreversibili nel corpo umano: immunodepressione, iper-immunizzazione, autoimmunità, ipersensibilità e predisposizione corporea all’insorgenza di tumori.

Amianto

L’amianto è stato ampiamente utilizzato soprattutto per i freni, per i contenitori dei cibi caldi, per la saldatura di parti metalliche, per le guarnizioni nei mezzi di trasporto usati dall’Esercito Italiano.

Grazie alle sue caratteristiche termoisolanti l’amianto (anche detto asbesto) è stato usato in ogni componente a contatto con il calore: tubazioni, pannelli, guarnizioni, strisce isolanti e insonorizzazione.

Assistenza legale gratuita agli esposti dell’Esercito Italiano

Il presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avv. Ezio Bonanni, si occupa da anni con il suo team di legale di ottenere per le vittime di esposizione a sostanze cancerogene indennità e risarcimento danni, come previsto dalla legge.

I dipendenti dell’Esercito Italiano che abbiano contratto una malattia nell’esercizio delle loro funzioni possono contattare l?ONA per una prima consulenza telefonica e per ottenere l’assistenza legale gratuita.

I diritti delle vittime

Chiunque abbia subito danni più o meno gravi o permanenti alla propria salute ha diritto al risarcimento danni e al riconoscimento della causa di servizio e della qualità di vittima del dovere. In quanto vittime del dovere, nelle condizioni di cui all’art. 1 co. 563 e 564 della L. 266 del 2005, possono ottenere:

  • Speciale elargizione.
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992.
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente.
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita.
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni.
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli.
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale.
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari.
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato.
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici.

Le vittime del dovere nelle Forze Armate

Secondo i dati ufficiali del Ministero della Difesa, dal 1993 al 2012 sono stati registrati 405 casi di malattie asbesto correlate, di cui 211 decessi (45 in Aeronautica Militare, 50 nell’Arma dei Carabinieri, 39 nell’Esercito Italiano e 77 nella Marinna Militare).

Il V Rapporto Mesoteliomi del ReNaM che l’INAIL ha pubblicato nel dicembre 2015, invece, riporta 621 casi di mesotelioma solo nel settore della Difesa.

L’art. 1, comma 562, della l. 266/05 prevede l’estensione dei benefici previsti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata a tutte le vittime del dovere, individuate ai sensi dell’art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466.

Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere, è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era presente amianto”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il dipartimento di tutela legale per le vittime dell’amianto facenti parte dell’Esercito Italiano, costituito da uno staff di legali coordinato dal presidente di ONA, l’Avv. Ezio Bonanni.