Forze Armate e Comparto Sicurezza: Esercito Italiano

Esercito Italiano (EI) è un organo delle Forze Armate della Repubblica Italiana, nella sua componente terrestre. Con la Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, ne costituisce le Forze Armate.

L’Esercito Italiano opera quotidianamente per garantire la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, proteggendo gli interessi nazionali, sia in Italia che all’estero.

In quanto parte dell’Italia Forze Armate, l’EI è tutelato legalmente da ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, che si occupa da decenni di garantire assistenza medica e legale gratuita a tutte le vittime di causa di servizio, ossia ai lavoratori che hanno contratto malattie legate alle funzioni della loro professione.

Indice dei contenuti

Cos’è l’Esercito Italiano e quali sono le sue funzioni

L’Esercito, già Regio Esercito, con l’entrata in vigore della Costituzione Italiana, ha assunto un ruolo di tutela delle istituzioni e della pace. Fino a pochi anni fa, anche l’Arma dei Carabinieri faceva parte dell’Esercito Italiano. In seguito, invece, l’Arma dei Carabinieri ha assunto il ruolo di forza armata autonoma.

Nel corso dei decenni, l’Arma Esercito Italiano ha assunto un ruolo sempre più importante nello scacchiere istituzionale della Repubblica Italiana. Tanto è vero che nel corso di questa pandemia, Covid-19, l’Esercito Italiano ha fornito dimostrazione della sua efficienza.

Il Gen. Francesco Paolo Figliuolo, del Genio Militare, ha organizzato la campagna vaccinale dopo l’insediamento del governo Draghi. Proprio la poderosa iniziativa del Gen. Figliuolo ha permesso di dare forza alla campagna vaccinale.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito è il Gen. Pietro Serino. Questa Forza Armata è la spina dorsale del nostro scacchiere difensivo. Quindi, l’Esercito Italiano è una istituzione democratica. Sono altresì, molto importanti le missioni che gli uomini dell’Esercito eseguono in Italia e all’estero.

Nel corso delle missioni internazionali e nazionali, l’Esercito Italiano garantisce la sicurezza del paese e dei cittadini.

Esercito italiano Armi, Corpi e specialità

L’Esercito Italiano include 3 corpi e 6 Armi:

  • Corpo di Commissariato dell’Esercito Italiano;
  • Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano;
  • degli Ingegneri dell’Esercito.

Tra le Armi dell’Esercito Italiano ci sono Artiglieria, Fanteria, Cavalleria, Genio, Arma dei Trasporti e Materiali e Arma delle Trasmissioni.

Esercito Italiano: fattori di rischio e tutela della salute

L’Esercito Italiano, per svolgere le sue funzioni istituzionali, ha impiegato ed impiega sistemi d’arma e strutture, alcune delle quali in amianto. Oltre alle polveri e le fibre di amianto militari sono esposti ad altri agenti di rischio, quelli legati all’utilizzo di altre sostanze cancerogene. Tra queste, i metalli pesanti, gli elementi radioattivi, e anche delle pratiche, come quelle vaccinali.

Quello dei vaccini, con additivi tra i quali metalli pesanti etc., è uno degli elementi di rischio. Tanto che coloro che hanno subito questa pratica vaccinale, hanno sviluppato delle neoplasie.

Tra gli ulteriori elementi di rischio, occorre ricordare l’uranio impoverito e il gas radon. Solo recentemente, si è affermata la cultura della sicurezza e si è affermato il principio della applicabilità dell’art. 2087 del Codice Civile.

Infatti, le norme del D. Lvo 81/08 trovano applicazione anche nel settore delle Forze Armate e della Difesa Militare. Quindi, dopo l’entrata in vigore del nuovo testo unico, anche nelle Forze Armate, e quindi nell’Esercito, sono stati valutati i rischi.

L’amianto – asbesto, il gas radon, l’uranio impoverito, le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, e gli altri rischi sono stati finalmente considerati e valutati.

Quella della sicurezza sul lavoro, e quindi della tutela della salute, è un aspetto importante che non può essere sottovalutato. La Relazione Finale della Commissione Uranio Impoverito, ha dimostrato che vi è un alta incidenza di malattie tumorali tra coloro che hanno svolto servizio nell’Esercito Italiano. Questa emergenza va ben oltre l’aspetto delle malattie asbesto correlate, e riguarda anche altre neoplasie.

Esercito italiano: esposizione a gas radon

Il gas radon è un gas naturale che è altamente cancerogeno. Il Radon è un gas nobile che ha radioattività ed è presente nel suolo. Questo gas si diffonde facilmente ed è tra i 75 cancerogeni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera cancerogeni certi per l’uomo.

Questo gas è presente in molte delle strutture dell’Esercito Italiano. In precedenza, nella base Nato del Monte Venda, sui Colli Euganei, si sono verificate molte esposizioni a questa sostanza.

Questo gas, radon, provoca il tumore al polmone e altre gravi neoplasie nello svolgimento delle loro funzioni lavorative.

Il personale civile e militare dell’Esercito Italiano che è stato esposto a gas radon, ed ha subito danni alla salute, può chiedere la causa di servizio.

In caso di causa di servizio per esposizione al radon, si può ottenere anche il riconoscimento dello status di vittima del dovere e il risarcimento dei danni.

Esercito italiano: i danni da uranio impoverito

L’uranio è un elemento radioattivo presente in natura. L’uranio è utilizzato anche per i proiettili. Quindi, si usa l’uranio impoverito, che è lo scarto dell’arricchimento dell’uranio.

L’uranio impoverito è sottoprodotto del procedimento di arricchimento, che è utilizzato nelle centrali nucleari e come detonante nelle armi nucleari.

L’uranio impoverito ha minore attività specifica rispetto all’uranio naturale e traduce l’inglese depleted uranium, che è tradotto come uranio depleto. Il terzo isotopo dell’uranio(234U) si evolve o nell’uranio arricchito o si disperde in quello impoverito. Questo dipende dal processo di lavorazione e di utilizzo.

Il proiettile all’uranio impoverito utilizzato dall’Esercito Italiano in Italia e nelle missioni all’estero, genera temperature che possono arrivare a 5.000 gradi. In questo modo, perfino i carri armati o le fortificazioni in cemento amianto si polverizzano.

Pertanto, i proiettili all’uranio impoverito, utilizzati specialmente nei Balcani, hanno polverizzato strutture, e perfino carri armati. Inoltre, hanno contaminato terra, acqua e suolo, ben oltre le radiazioni.

Quindi, l’utilizzo di questi proiettili e l’impiego dei nostri militari, nelle missioni nei Balcani, ha determinato una vera e propria epidemia. Infatti, le nano particelle dei metalli pesanti, le polveri e fibre di amianto e le stesse radiazioni, hanno generato diversi tumori.

I militari Esercito italiano sono stati privi di informazione e formazione sui rischi. Il loro impiego in territori contaminati, senza protezione, ha determinato la loro elevata esposizione. Con il loro ritorno in patria, questi uomini, che hanno servito lo Stato, hanno ricevuto le diagnosi più disparate.

Circa 400 dei nostri militari, al rientro dalle diverse Esercito italiano missioni, sono purtroppo deceduti, e altri 7500 sono malati. Si tratta, quindi, di una vera e propria epidemia, spesso sottovalutata. Vere e proprie vittime della pace, venute a mancare in giovane età. Chi è sopravvissuto, ha subito conseguenze altamenente invalidanti.

Esercito italiano: radiazioni ionizzanti

I militari dell’Esercito Italiano sono soggetti a rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti, emesse dalle armi nucleari e dai proiettili all’uranio impoverito

Le onde ionizzanti, o radiazioni ionizzanti, sono onde corte e ad alta frequenza. Esse hanno la capacità di interagire con la struttura della materia e rimuovere gli elettroni da un atomo conferendogli così una carica elettrica. Allo stesso modo sono in grado di modificare il DNA delle nostre cellule danneggiandole.

Le cellule che si riproducono con un DNA danneggiato possono dare origine ad un tumore. Le radiazioni ionizzanti sono utilizzate in diversi ambiti, dalla medicina nucleare all’industria.

Vaccini: danni alla salute esercito italiano

I militari dell’Esercito Italiano, impegnati nelle missioni estere, sono sottoposti a una massiva somministrazione di vaccini. Inoltre, in merito a queste somministrazioni, è stato rilevato come non fossero effettuate le normali analisi pre-vaccinali.

Questi vaccini sono stati somministrati in modo improprio alle Forze Armate italiane causando gravi problemi di salute alle vittime. La Commissione di Inchiesta sull’uranio impoverito ha concluso che in molti casi la quantità di vaccino ha superato le dosi consentite.

Una profilassi vaccinale scorretta può provocare rischi potenzialmente irreversibili nel corpo umano: immunodepressione, iper-immunizzazione, autoimmunità, ipersensibilità e predisposizione corporea all’insorgenza di tumori.

Asbesto amianto e il danno per i militari

L’asbesto comunemente chiamato amianto, identifica quei minerali fibrosi che hanno capacità infiammatoria e cancerogena. Questi minerali sono stati impiegati nelle installazioni e nei sistemi d’arma e anche nei mezzi di trasporto.

Grazie alle sue caratteristiche termoisolanti l’amianto (anche detto asbesto) è stato usato in ogni componente a contatto con il calore: tubazioni, pannelli, guarnizioni, strisce isolanti e insonorizzazione.

Le altre fonti di inquinamento sono dovute all’uso di amianto nei freni, per i contenitori dei cibi caldi, per la saldatura di parti metalliche.

Molti casi di mesotelioma tra i militari dell’Esercito sono stati causati dall’uso delle pezze di amianto. Infatti, specialmente i fucili mitragliatori MG 42-59 e Beretta MAB38, necessitavano di continui cambi della canna surriscaldata. Per questo, è stata impiegata, fino alla metà degli anni 90, la cosiddetta pezza di amianto.

Nella Relazione Finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta, come pure nel VII Rapporto Mesoteliomi, si fa riferimento al rischio amianto nell’Esercito Italiano. L’impatto epidemiologico di questo uso, come pure di altri utilizzi, ha determinato un numero elevato di casi di mesotelioma.

Nell’ultima monografia IARC “Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man” è confermato il rischio.

Pericoli per la salute per i militari

I minerali asbestiformi provocano mesotelioma, tumore alla laringe, al polmone, alle ovaie e asbestosi con certezza unanime. Inoltre, hanno capacità cancerogena anche per la faringe, l’esofago, lo stomaco e il colon retto.

Il numero di patologie asbesto correlate è quindi molto elevato anche tra i militari dell’Esercito. Per questo, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno chiesto la bonifica e la messa in sicurezza di siti, oltre alla tutela sanitaria e legale.

L’Avv. Ezio Bonanni, nella sua pubblicazione “Il Libro Bianco delle Morti Bianche in Italia – 2021” ha insistito sulla necessità di ultimare le bonifiche e sulle tutele sanitarie e legali.

Per ottenere l’assistenza legale per il riconoscimento dei danni amianto, è sufficiente farne richiesta all’associazione. Nella guida tutela vittime amianto, troverai ogni indicazione utile e la possibilità di chiedere consulenza legale gratis vittime amianto.

Esercito Italiano: Assistenza medica e legale gratuita

Il presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, e di Osservatorio Vittime del Dovere, l’Avv. Ezio Bonanni, guida il pull di legali per la tutela dei militari vittime. Molte, troppe volte, anche i militari dell’Esercito hanno subito dei danni. In altri casi, non si vedono riconosciuti altri loro diritti, compreso l’avanzamento in carriera.

Dunque, ci si può rivolgere all’Osservatorio Vittime del Dovere, per la più ampia tutela dei diritti, per la consulenza telefonica e per l’assistenza legale gratuita. Quindi, il riconoscimento di causa di servizio e di vittima del dovere e il risarcimento danni. Per i dipendenti civili, la tutela Inail e sempre il risarcimento dei danni.

Tutela Legale Gratuita

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    I diritti: causa di servizio e vittime del dovere

    I militari dell’Esercito hanno diritto alla tutela della loro incolumità psico fisica. La salute dei nostri militari, e quindi anche di quelli dell’Esercito, è molto importante. Le attività dei nostri militari dell’Esercito li espongono al rischio di infortuni e di malattie professionali.

    Il personale civile dell’Esercito ha la tutela Inail, mentre invece i militari fanno parte del pubblico impiego non privatizzato. Per questi motivi, per loro si applica ancora la procedura di riconoscimento della causa di servizio.

    Per questi motivi, l’Osservatorio Vittime del Dovere, in collaborazione con l’ONA, ha istituito il servizio di assistenza medica e legale. In questo modo è possibile applicare un principio di prevenzione e di tutela sanitaria.

    Infatti, l’azione principale dell’Osservatorio Vittime del Dovere è quella di censire il numero dei casi, e di prevenirli. In caso di lesione della salute, non rimane altro che procedere con la tutela medica e legale.

    Causa di servizio e vittime del dovere: il riconoscimento

    In caso di danno alla salute da infortunio e da malattia, il militare deve attivare la procedura con la domanda amministrativa. Inizialmente, può essere depositata anche la sola domanda di riconoscimento di causa di servizio e di indennizzo.

    Successivamente, può essere richiesta la tutela con il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Il riconoscimento della causa di servizio, dà diritto alla pensione privilegiata ed equo indennizzo. In più, sussiste il diritto al risarcimento del danno. Nel caso in cui l’infortunio, ovvero l’attività sia stata svolta ai sensi dell’art.1, co. 563 della L. 266/05, sussiste anche il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

    Questo riconoscimento spetta anche a coloro che hanno subito danni alla salute per esposizione ad amianto e ad altri elementi cancerogeni. Questo diritto, inizialmente riconosciuto solo per i militari della Marina (art. 20 della L. 183/10), è stato poi esteso a tutte le vittime.

    In questi casi, si applica il principio di equiparazione vittime del dovere, ancorchè le loro lesioni siano state generate da comportamenti inadempienti. Infatti, le vittime dell’amianto sono il risultato di condotte negligenti ed imprudenti, non certo legate ai rischi che siano connaturati all’esecuzione del dovere.

    La disciplina è quella dell’art.1, co. 564 della L. 266/05 e dell’art.1 del Dpr 243/06, applicabile, quindi, anche per le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni.

    Vittime del dovere e prestazioni previdenziali

    Il riconoscimento dello status di vittima del dovere è molto importante, perchè conferisce altri diritti.

    • Speciale elargizione.
    • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
    • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992.
    • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente.
    • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita.
    • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni.
    • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli.
    • Borse di studio esenti da imposizione fiscale.
    • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari.
    • Assistenza psicologica a carico dello Stato.
    • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici.

    Quando un militare è vittima del dovere?

    Secondo i dati ufficiali del Ministero della Difesa, dal 1993 al 2012 sono stati registrati 405 casi di malattie asbesto correlate, di cui 211 decessi. Queste vittime sono così ripartite: 45 in Aeronautica Militare, 50 nell’Arma dei Carabinieri, 39 nell’Esercito Italiano e 77 nella Marina Militare.

    Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere. E’ necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era presente amianto”.

    Per questi motivi, non vi è dubbio che anche per i militari dell’Esercito può essere invocata questa tutela.

    Equiparazione a vittima del terrorismo

    L’art. 1, comma 562, della l. 266/05 prevede l’estensione dei benefici previsti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata a tutte le vittime del dovere, individuate ai sensi dell’art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466.

    Sono equiparati a vittime del terrorismo quei militari che subiscono attentati ed azioni di guerra in Italia ed all’estero. Inoltre, coloro che ottengono il riconoscimento dello status di vittima del dovere hanno gli stessi diritti delle vittime del terrorismo.

    Tant’è vero che, l’assegno vitalizio mensile delle vittime del terrorismo è di Euro 500,00 e cioè dello stesso importo delle vittime del dovere. Ciò è stato ribadito da Sezioni Unite n. 22753/18.

    Lesione della salute e risarcimento danni

    L’Osservatorio Vittime del Dovere, in collaborazione con l’Avv. Ezio Bonanni, assicura un servizio di assistenza legale, per i militari dell’Esercito. Infatti, in caso di mancato riconoscimento dei danni per infermità, e per la tutela degli altri diritti, ci si può rivolgere all’Associazione. L’Osservatorio, infatti, tutela coloro che hanno subito dei danni.

    In questi casi, oltre alle prestazioni previdenziali, sussiste il diritto al risarcimento danni, come previsto dalla legge.

    Queste vittime hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale e poi del danno patrimoniale. La voce più rilevante è quella del danno biologico, cui si aggiunge il danno morale, e il danno esistenziale.

    In modo particolare, il differenziale del danno biologico e del danno patrimoniale per i dipendenti civili. Questi ultimi hanno diritto all’indennizzo Inail, ed anche al risarcimento delle altre voci di danno.

    Inoltre, i militari, pur avendo ottenuto l’equo indennizzo, e le prestazioni di vittima del dovere, hanno diritto anche al risarcimento dei danni.

    Per il calcolo, occorre utilizzare il criterio delle Tabelle del Tribunale di Milano per il calcolo degli importi dovuti. In caso di decesso, le somme debbono essere erogate agli eredi. Questi ultimi hanno, comunque, diritto al risarcimento anche dei danni iure proprio.

    L’Osservatorio Vittime del Dovere rende il servizio di consulenza legale gratuita con cui è possibile ottenere un parere legale gratis. Chiedi la tua consulenza legale all’Associazione delle vittime.