Adenocarcinoma: malattia, terapie e risarcimenti

Adenocarcinoma polmonare, noto anche come tumore ai polmoni non a piccole cellule, è un tumore del polmone. Conosciuto anche come adk polonare, esso ha origine nel tessuto epiteliale che costituisce gli strati di mucosa presenti a livello dei polmoni e nel tratto terminale dell’albero bronchiale.

In quanto tumore, l’adk polmonare è caratterizzato da cellule anomale che possono moltiplicarsi senza controllo e diffondersi a distanza attraverso i vasi sanguigni e linfatici. Più le cellule crescono e si moltiplicano, più si agglomerano e formano la massa tumorale.

Come nella maggior parte dei tumori ai polmoni, il fumo di sigaretta è senza dubbio il fattore di rischio maggiore. Ma, oltre il rapporto fumo e tumore, sono determinanti anche le esposizioni a radon, amianto e altre sostanze cancerogene.

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Cos’è l’adenocarcinoma polmonare

Il tumore del polmone non a piccole cellule è il tumore polmonare più diffuso e può colpire indistintamente fumatori e non fumatori.

Infatti, non sono rari i casi in cui pur non fumando, alcuni soggetti hanno sviluppato i cosiddetti polmoni da fumatore.

Esistono due tipologie di tumore adenocarcinoma del polmone:

  • Adenocarcinoma non invasivo (o minimamente invasivo), che si divide in Adenocarcinoma in situ del polmone (detto anche carcinoma bronchioloalveolare, adenocarcinoma bronchiolo alveolare o tumore bronchioloalveolare) e Adenocarcinoma minimamente invasivo;
  • Adenocarcinoma invasivo, che si divide in adenocarcinoma acinare polmonare, adenocarcinoma papillare polmonare, micropapillare, solida o invasivo mucinoso (adenocarcinoma mucinoso del polmone).

Come si contrae l’adenocarcinoma

Come anticipato, il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più importante. Si stima, infatti, che il rischio di sviluppare una patologia polmonare, tra cui anche l’adenoma carcinoma polmonare, è 13 volte superiore in un fumatore rispetto a un non fumatore.

Anche l’esposizione a fumo passivo è un fattore di rischio importante per il tumore da fumo, unitamente al contatto diretto o indiretto con sostanze cancerogene come amianto, cromo, arsenico, radon, eccetera.

Tutti i fattori esposti hanno un effetto sinergico. Se, per esempio, un fumatore lavora in un’azienda a contatto con amianto o radon, ha molte più possibilità di contrarre la patologia rispetto a un fumatore che lavora in posti non a rischio o di un non fumatore che lavora in un’azienda che lo espone ad amianto. Il rischio è sempre presente, ma più fattori sono presenti in un unico caso, più i rischi aumentano.

La prevenzione, mai come in questi casi, è importante: smettere di fumare è senza dubbio il primo passo da fare, se siete fumatori; esami approfonditi ogni anno, se sapete di essere a rischio (il tumore del polmone è asintomatico, quindi è bene prenderlo in tempo, così da poter agire in modo efficace); protezioni e dispositivi di sicurezza sul luogo di lavoro, se siete esposti costantemente al rischio di inalare sostanze cancerogene.

Adenocarcinoma e tabagismo

Quanto più si è stati fumatori nel corso della propria vita, tanto più è alto il rischio di contrarre una malattia come l’adenocarcinoma. Non solo: alcuni studi dimostrano che oltre al tempo trascorso a fumare, un fattore determinante è dato dalla quantità di sigarette che avete fumato nel corso della vostra vita.

Se avete fumato tante sigarette per tanto tempo, il rischio di contrarre una patologia polmonare è altissimo. Smettere di fumare, però, può aiutare i polmoni a recuperare nel modo giusto e a scongiurare la comparsa della malattia. Smettere di fumare può essere utile anche quando si scopre di aver contratto la malattia, perché può aiutare a rendere più efficaci le terapie.

Recentemente, però, il rapporto del Global Burden of Disease Cancer Collaboration ha dimostra la più alta incidenza del tumore del polmone in seguito a diverse condizioni di rischio, non solo il fumo. In realtà, i risultati dello studio pubblicato su Jama Oncology evidenziano come siano aumentati del 33% i casi di tumore al polmone, nonostante la riduzione delle abitudini tabagiche. Perciò l’insorgere della neoplasia è dovuta anche agli altri cancerogeni, come l’asbesto.

Non ci sono studi che dimostrano l’efficacia di esami approfonditi nei fumatori. Ma di sicuro la prevenzione – come abbiamo più volte sottolineato – è fondamentale. Essendo il tumore polmone asintomatico nella sua fase iniziale, nel momento in cui presenta adenoma polmonare sintomi vuol dire che ha raggiunto uno stadio più o meno avanzato.

Adenocarcinoma e sostanze cancerogene

Il gas radon è un gas naturale altamente radioattivo che si forma quando si creano delle rotture nella crosta terrestre. Spesso presente nel corso di costruzioni edili, il radon può provocare, se inalato, un adenocarcinoma polmonare.

L’arsenico è un veleno che si po’ trovare nell’acqua potabile, impiegato nel settore industriale e nella produzione di pesticidi per l’agricoltura. Quello nocivo è detto inorganico. Si assorbe rapidamente subito dopo l’ingestione e arriva in poco tempo all’apparato gastrointestinale, agli organi limitrofi e riesce ad attraversare perfino la barriera placentare.

L’amianto è un minerale di origine naturale composto da fibre che si sgretolano con facilita per via dell’usura del tempo. Lo sgretolamento fa fuoriuscire delle sostanze tossiche potenzialmente cancerogene per l’uomo. La capacità cancerogena dell’asbesto è confermata anche dallo IARC nella monografia dedicata.

Quando un lavoratore si trova a contatto suo malgrado con sostanze pericolose come queste, dovrebbe essere tutelato dalle autorità locali e dai propri datori di lavoro. Poiché non sempre questo accade, bisognerebbe trovare un modo per rendere le leggi ancora più severe, così da spingere tutti a un lavoro più consapevole e che tenga conto del benessere dei propri dipendenti, in primo luogo.

Le sostanze chimiche o naturali più note e più pericolose per l’uomo sono: amianto, arsenico, berillio, cadmio, carbone, uranio, silice. L’elenco degli agenti patogeni e cancerogeni vi aiuterà a farvi un quadro più approfondito.

Le categorie di lavoratori più a rischio

Le categorie più a rischio, lavorativamente parlando, sono gli agricoltori, i lavoratori del settore minerario, i metalmeccanici, i lavoratori dei cantieri navali, i conducenti di autocarri e taxi.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, in collaborazione con il team legale guidato dal presidente dell’associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, si occupa di tutelare tutte le vittime del lavoro che hanno contratto malattie professionali più o meno gravi nel corso della loro vita. Per malattie professionali si intendono tutte quelle malattie in cui è dimostrabile la concausa lavorativa (cioè il lavoratore ha contratto la malattia sul posto di lavoro).

Lo scopo di Ezio Bonanni e di ONA è di offrire assistenza legale e medica gratuita a tutte le vittime di lavoro che ne hanno bisogno, così da ottenere risarcimenti, indennità e giustizia legale per loro e per i loro familiari.

I sintomi nell’adenocarcinoma

Pur essendo tumore polmone asintomatici, i tumori del polmone presentano – a stadi più o meno avanzati – sintomatologie caratterizzanti che dovrebbero mettervi in allarme se avete il sospetto di aver contratto in qualche modo la malattia.

I sintomi più diffusi sono:

  • Tosse – catarrosa o secca, presente nella maggior parte dei fumatori e in chi soffre di bronchite cronica. In questi casi, è importante valutare i cambiamenti della tosse, in termini di intensità, durata e tipologia;
  • Sangue nel catarro – si manifesta perché le zone tumorali sono più fragili e possono portare al sanguinamento;
  • Dispnea – difficoltà respiratorie e mancanza di fiato sono sintomi tipici dei fumatori o di chi soffre di bronchite cronica. In questi casi, è importante monitorare il sintomo per valutarne un eventuale peggioramento e correre ai ripari quanto prima;
  • Dolore al torace – può arrivare fino alla spalla o al braccio e si trova solitamente in prossimità della presenza del tumore;
  • Polmoniti di vario genere – il paziente può contrarre polmoniti con più frequenza proprio a causa del tumore del polmone;
  • Disfagia – la difficoltà a deglutire può essere un altro sintomo che dovrebbe metterci in allarme, unitamente ad astenia, alzamento della temperatura corporea, perdita di appetito o di peso.

Adenocarcinoma polmonare: la diagnosi

Per poter fare una diagnosi accurata, è opportuno effettuare delle visite specializzate. Il primo esame è quello della radiografia del torace, anche se non permette di trovare con esattezza anche eventuali masse di piccole dimensioni nascoste. Attraverso una radiografia polmoni fumatore o una radiografia polmoni non fumatore possono ottenere un riscontro efficace.

La tomografia computerizzata (detta anche TC) è una radiografia toracica molto specifica, che permette di definire ubicazione, dimensioni e rapporti del tumore con le strutture limitrofe. La TC non consente di definire il tipo di tumore, ma si può estendere anche ad altre aree per valutarne l’eventuale diffusione.

La tomografia a emissione di positroni (PET) è una visita di medicina nucleare che consiste nel somministra per via endovenosa una sostanza a base di zucchero legata a una molecola radioattiva. Dal momento che le cellule che si replicano velocemente ricercano lo zucchero, il composto si accumulerà maggiormente in queste aree. In questo modo, è possibile riconoscere precocemente i tumori, le loro dimensioni e localizzazioni all’interno del nostro corpo.

Una volta confermata la presenza del tumore, è opportuno fare una diagnosi anatomopatologica, attraverso un prelievo cito-istologico che avviene tramite:

  • Broncoscopia – detta anche biopsia broncoscopica;
  • Ago aspirato – detta anche agobiopsia polmonare;
  • Intervento chirurgico “a cielo aperto” – detta anche biopsia polmonare “a cielo aperto”

Una volta prelevato il tessuto, si passa in analisi al microscopio (analisi anatomopatologica) e si attende il risultato.

Il trattamento e le cure dell’adenocarcinoma

A seconda dello stadio del tumore, è possibile effettuare terapie differenti, valutando anche lo stato di salute del paziente, la sua età ed eventuali patologie concomitanti.

Nel caso in cui l’adenocarcinoma polmonare sia localizzato (e, quindi, si un adenocarcinoma polmonare senza metastasi), la terapia consiste nella rimozione chirurgica della massa tumorale.

Questi sono principalmente i tumori non a piccole cellule. Questo tipo di tumore al polmone senza metastasi non si sviluppa rapidamente come la tipologia a piccole cellule. Se, invece, le cellule tumorali si sono diffuse nel resto del corpo, unitamente all’intervento chirurgico si possono abbinare chemioterapia o radioterapia. Nel caso in cui ci sono sintomi che non agiscono direttamente sulla malattia, si può valutare una cura palliativa. Se il paziente è troppo debole, la chemioterapia e la radioterapia sono altamente sconsigliate.

Intervento chirurgico

Quando possibile, l’intervento chirurgico è l’opzione terapeutica più consigliata, nel caso di adenocarcinoma polmonare. All’intervento si può abbinare, se necessario, sia la chemioterapia che la radioterapia (prima o dopo l’operazione, a seconda delle esigenze).

Le tipologie di intervento sono le seguenti:

  • Lobectomia – asportazione di un lobo polmonare;
  • Bilobectomia – se nel polmone destro, che ha tre lobi, se ne asportano due;
  • Segmentectomia – asportazione di uno o più segmenti polmonari;
  • Resezione a cuneo – asportazione di una piccola parte di polmone.

Il chirurgo può procedere alla rimozione dell’adenocarcinoma in tre modalità differenti:

  • Resezione a cuneo – se la massa tumorale è piccola;
  • Lobectomia – se il tumore è di media grandezza;
  • Penumonectomia – asportazione totale del polmone (se il tumore è esteso e ha compromesso l’anatomia polmonare).
Chemioterapia

La chemioterapia consiste nel somministrare una o più sostanze in grado di aggredire le cellule tumorali in modo rapido ed efficace. Il suo scopo è quello di impedire alle cellule di riprodursi con facilità, eliminare la malattia o circoscriverla il più possibile, ridurre la massa tumorale e prevenire una ricaduta. Come già anticipato, la chemioterapia può essere pre-chirurgica (detta anche chemioterapia neoadiuvante) o post-chirurgica (chemioterapia adiuvante).

Radioterapia

La radioterapia prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti ad alta energia con lo scopo di danneggiare e annientare il DNA delle cellule tumorali, arrestandone la crescita e distruggendo le cellule stesse.

Anche in questo caso, la radioterapia può essere pre-chirurgica (detta anche radioterapia neoadiuvante) o post-chirurgica (radioterapia adiuvante).

Sopravvivenza e prognosi nell’adenocarcinoma

La prognosi dell’adenocarcinoma polmonare dipende da diversi fattori:

  • Stadio del tumore;
  • Condizioni di salute del paziente;
  • Posizione della massa tumorale.

Considerando, tuttavia, la patologia asintomatica, a volte le prognosi si rivelano negative proprio perché nel momento in cui i sintomi sono evidenti lo stadio tumorale è avanzato.

Ci sono però, in campo scientifico, continui sviluppi. Recentemente, lo studio “Chimeric antigen receptor (CAR)-T-cell therapy in non-small-cell lung cancer (NSCLC): current status and future perspectives” ha evidenziato un rapido progresso nel perfezionamento di cellule T geneticamente modificate. Le cellule del recettore chimerico dell’antigene (CAR)-T esercitano una risposta immunitaria contro vari tipi di cancro, incluso il cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC).

Assistenza legale per le vittime del dovere

Il tumore del polmone è considerata una malattia professionale, secondo la Lista I dell’INAIL. Comparendo in questa lista, i lavoratori che contraggono questa malattia sul posto di lavoro possono richiedere una indennità e un risarcimento danni, sia per loro che per i loro parenti in caso di decesso.

I lavoratori hanno, quindi, diritto al riconoscimento della causa di servizio e della qualità di vittima del dovere. Possono richiedere e ottenere l’indennità INAIL, unitamente – in caso di patologie asbesto correlate – al Fondo Vittime Amianto, che costituisce il 15% in più della rendita.

Le malattie professionali INAIL della Lista I sono assistite da presunzione legale di origine e per ottenere indennità e risarcimenti è sufficiente la presenza della noxa patogena (agente cancerogeno) nell’ambiente lavorativo (Cass., Sez. lav., n. 30438/2018).

Secondo l’articolo 1, comma 250, Legge 232/2016, è consentito l’immediato pensionamento per i lavoratori che alla comparsa della malattia non hanno ancora maturato l’anzianità lavorativa e non possono andare in pensione. Tale diritto è limitato alle vittime di mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi, senza livello di grado invalidante (decreto del 18/07/2017).

ONA e la tutela legale vittime del dovere

I dipendenti civili e militari delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, non assicurati INAIL, che a causa delle attività di servizio o missioni con esposizione ad amianto e altri cancerogeni per il polmone hanno contratto alcune patologie, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e della qualità di Vittima del Dovere. Alle Vittime del Dovere spettano specifiche prestazioni assistenziali e previdenziali, tra cui: speciale elargizione, assegno vitalizio, speciale assegno vitalizio, eccetera, con parificazione alle vittime del terrorismo (SS.UU. 7761).

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA è un’associazione ONLUS di utilità sociale che si occupa dell’assistenza legale e medica tutti i lavoratori e i cittadini che sono stati o sono esposti a sostanze cancerogene, riconoscendo la loro qualità di vittima del dovere e la possibilità di ottenere indennità e risarcimenti per causa di servizio.

Il lavoro svolto dall’Avv Ezio Bonanni, dal suo team legale e dall’associazione ONA è encomiabile. È un servizio di assistenza fondamentale per tutti i lavoratori che hanno subito ingiustizie sul posto di lavoro e ora sono alla ricerca del risarcimento meritato.