Ambiente: definizione e tutela e salvaguardia ambientale

Che cos’è l’ambiente e qual è il modo per realizzare una efficace salvaguardia ambientale? La salute dell’ambiente è al centro del dibattito politico attuale e la sua salvaguardia è un elemento che non può essere più ignorato.

Alla salute dell’ambiente è inevitabilmente legata anche la tutela della salute umana. Infatti è provata scientificamente la relazione tra i danni ambientali e, in particolar modo l’inquinamento, e la nostra salute.

In questa guida scopriamo tutto sull’ambiente, sulla sua definizione e salvaguardia. Vediamo una per una le criticità e i danni ambientali più cogenti.

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Ambiente: cos’è?

Iniziamo con il dire che l‘ambiente è un bene protetto dalla nostra Costituzione. Gli artt. 9 e 117.

L’art. 9 della Costituzione Italiana recita: 

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

L’art 117 elenca le materie in cui lo Stato ha legislazione esclusiva e tra esse figura la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Ambiente: la definizione

Ma cosa significa ambiente? La parola ambiente viene dal latino ambiens, participio presente del verbo ambire, inteso come “andare intorno, circondare”. In quest’ottica potrebbe essere definito come “tutto ciò che sta intorno o che circonda qualcosa”.

A seconda del punto di vista dal quale si guarda all’ambiente cambia la definizione, apportando diverse sfumature di significato.

La definizione di ambiente secondo l’ecologia è l’insieme dei fattori fisici e biologici che circondano l’organismo o una popolazione di individui o una comunità biotica (biocenosi).

Dal punto di vista dell’uomo, l’ambiente invece è l’insieme delle condizioni sociali, morali, culturali, storiche ed economiche in cui l’ individuo vive e che contribuiscono a definirlo.

Ovviamente una condizione economica e sociale è influenzata anche dall’ambiente fisico in cui si trova, ma non sempre. Pensiamo alle nostre grandi città costruite nel deserto o alla nostra capacità di coltivare aree desertiche o un tempo paludose.

Ambiente antropico vs ambiente ecologico

L’ambiente che circonda l’uomo ha caratteristiche molto diverse da quello che circonda le altre specie viventi. L’uomo, grazie all’utilizzo della tecnologia, che nei millenni e nei secoli è diventata sempre più raffinata, si è emancipato dall’ambiente inteso nel suo significato ecologico.

L’uomo vive in effetti un enorme scollamento con l’ambiente fisico e biologico in cui vive. A influenzarne la vita sono molto di più le caratteristiche sociali, culturali, storiche e economiche autoprodotte rispetto a quelle biologiche. Più il benessere e la tecnologica avanzano e più infatti queste sono del tutto slegate dalle risorse e dalla caratteristiche dell’ambiente fisico e biologico.

Proprio alla base di questo alienamento si inseriscono i gravi danni che Homo Sapiens ha causato all’ambiente. Danni che negli ultimi decenni hanno avuto un’impennata, direttamente proporzionale all’aumentata capacità tecnologica e di modificare quindi l’ambiente.

La differenza tra ambiente e habitat

In ecologia sentiamo spesso parlare di habitat. Ci sono habitat minacciati e sono minacciate le specie che in quegli habitat vivono. Per habitat si intende infatti l’ambiente specifico in cui vive una determinata specie vivente.

Sono a rischio soprattutto le specie molto specializzate e quindi meno adattabili, che hanno bisogno di un habitat con determinate caratteristiche per svolgere le loro funzioni biologiche.

Gli habitat minacciati e Rete Natura 2000

Gli habitat risultano inoltre frammentati. Quindi accanto ad aree protette dalle nostre istituzioni ci sono aree che non lo sono. Pensiamo agli uccelli e a tutti gli animali che hanno bisogno di grandi aree per avere accesso alle risorse alimentari e alla riproduzione, come per esempio il lupo.

Alla minaccia degli habitat l’Europa ha provato a rispondere con la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat che forniscono gli strumenti per l’applicazione e creazione da parte dei singoli stati di zone di interesse protezionistico (ZIP) e siti di interesse comunitario (SIC).

La novità sta nell’avere individuato degli habitat da proteggere anche all’interno di aree private. Spesso si tratta di zone in cui l’attività dell’uomo è presente, ma la sua presenza ha comunque determinato nel tempo la creazione di ecosistemi da proteggere. Pensiamo alle aree coltivate con l’agricoltura tradizionale che forniscono rifugio a numerose specie viventi. In questo modo è possibile creare dei veri e propri corridoi ecologici per la salvaguardia delle specie animali e floristiche minacciate.

Tipologie di ambienti sul nostro pianeta

Dal punto di vista ecologico nel nostro pianeta esistono numerosi ambienti. Innanzitutto distinguiamo gli ambienti acquatici (marini, salmastri e di acque dolci) e gli ambienti terresti (ipogei, come le grotte, ed epigei).

Anche dal punto di vista climatico riconosciamo determinati ambienti come quello mediterraneo, continentale e desertico. Dal punto di vista dei paesaggi e delle loro caratteristiche individuiamo gli ambienti di bosco temperato, steppa, tundra, savana, deserto e ghiacciai, all’interno dei quali sono presenti del sub ambienti.

Natura: flora, fauna ed ambiente naturale

Natura è un termine che viene dal latino natura e che identifica “ciò che sta per nascere“. A sua volta dal greco physis (φύσις).

Per natura si intende quindi tutto ciò che è vivo e comprende anche l’universo fisico. La natura si identifica con la flora (piante) e con la fauna (gli animali) e con i funghi, organismi viventi che costituiscono una sorta di ponte tra i due regni. Come gli animali non sono in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana, ovvero di creare energia direttamente dal sole. Come le piante sono ancorati al suolo e non sono in grado di muoversi, se non attraverso il micelio e la dispersione delle spore.

Dell’ambiente naturale fa parte tutto ciò che è vivo in un ambiente, ma anche rocce e deserti, senza poter prescindere dalla materia e dall’energia.

Natura vs cultura

La dicotomia natura vs cultura è una delle categorie dialettiche fondamentali. Sin dal Neolitico l’uomo ha gettato le basi per questa distinzione. Possiamo quindi considerare natura tutto l’ambiente in cui non sono presenti le attività dell’uomo e come cultura tutto quello che è plasmato dalle attività antropiche. Secondo questo punto di vista la natura è quasi del tutto assente in Europa. Si conoscono infatti pochissime aree che non sono state trasformate dall’azione umana. Pensiamo solo che la nostra Italia era ricoperta interamente da un bosco impenetrabile e che le coste sabbiose erano interamente occupate da paludi, fatta eccezione per le coste rocciose.

Con la nascita di Roma si è andata delineando, senza possibilità di ritorno, la frammentazione della natura. Alle aree urbane si contrapponeva il saltus ovvero le zone, spesso limitrofe alle città, dedite all’agricultura e al pascolo. E poi c’era ancora la natura, selvaggia e inaccessibile all’uomo, spesso associata al concetto di sacralità.

Criticità ambientali: quali sono?

Ma quali sono le criticità ambientali e i danni inferti dall’uomo all’ambiente che maggiormente minacciano la salute ambientale? Questi elementi sono quelli da tenere particolarmente in conto per una corretta tutela e salvaguardia ambientale. Vediamoli uno per uno qui di seguito.

Perdita di biodiversità

La perdita di biodiversità minaccia l’ambiente e di conseguenza la salute dell’uomo. Cosa si intende per biodiversità? La biodiversità è la varietà delle specie viventi che popolano un dato ecosistema. Si influenzano l’un l’altra e insieme mantengono l’equilibrio e la resilienza della biosfera. Un ambiente povero di biodiversità è un ambiente fragile e scarsamente resiliente. Cambiano gli equilibri che regolano le relazioni tra le specie che lo abitano e risulta più facilmente attaccabile.

Cambiamento climatico e riscaldamento globale

Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale che determina, rappresenta il problema più impellente la cui soluzione è di primaria importanza per il benessere dell’uomo e per l’ambiente, così come lo conosciamo oggi.

Stiamo assistendo ad una preoccupante intensificazione dei fenomeni metereologici estremi i cui effetti provocano danni a breve termine. Pensiamo alle alluvioni, inondazioni, avanzamento della desertificazione, scioglimento dei ghiacci e innalzamento delle acque.

Il riscaldamento globale è connesso ai problemi di aumento dell’anidride carbonica, effetto serra, deforestazione, cementificazione e inaridimento del suolo.

Inquinamento atmosferico e idrico

L’inquinamento, in tutte le sue forme, minaccia la nostra salute a breve e lungo termine e minaccia quella delle altre specie viventi. L’inquinamento ambientale e quello idrico minacciano la salubrità delle nostre acque nonché la vita negli ambienti marini, attraverso l’inquinamento marino da plastica.

La stima dell’OMS per le morti da inquinamento ambientale è di 4,2 milioni di decessi all’anno. Assistiamo ad un continuo aumento delle malattie neoplastiche e del sistema respiratorio.

La salvaguardia ambientale e l’ONU

Il concetto di salvaguardia ambientale è figlio degli anni Settanta. Nel 1972 si tenne infatti a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente sul tema della problematica ambientale legata alle politiche di sviluppo. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì l’UNEP (United Nation Environment Programme), un’agenzia deputata a promuovere e coordinare l’azione ambientale con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile.

Nel 1992 la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro portò gli Stati alla sottoscrizione di numerosi documenti. Questi documenti erano orientati a salvaguardare la natura quali, attraverso la Convenzione sul cambiamento climatico (UNFCCD) e quella sulla diversità biologica (CBD).

Purtroppo, ancora oggi, le stesse Nazioni Unite agiscono in modo timido, incapaci di essere risolutive. È necessaria una presa d’atto, che costituisca lo strumento tecnico giuridico per imporre alle nazioni il rispetto della natura.

Agenda 2030 dell’ONU: cos’è?

Nel 2015 con l’Agenda 2030 dell’ONU gli obiettivi di salvaguardia climatica sono diventati elementi fondamentali di un piano più ampio. Gli stati che aderiscono all’ONU si sono infatti impegnati a mettere a punto un piano che porti al miglioramento delle condizioni di vita sul globo entro il 2030.

A sostegno degli obiettivi di salvaguardia ambientale ci sono quelli per uno sviluppo sostenibile, includendo una serie di politiche per garantire un’equità delle risorse economiche e sociali a tutti gli individui. Garantiscono inoltre che le generazioni future non abbiano a disposizione meno risorse di quelle presenti.

G20 di Napoli 2021 e i temi trattati

Quello di Napoli è stato il primo G20 tarato sui temi della transizione ecologica.

La ministeriale ambiente del G20 ha sottoscritto un documento finale con alcuni risultati significativi:

  • Clima: mantenere l’aumento della temperatura del Pianeta sotto il grado e mezzo.
  • Transizione verso le energie rinnovabili: riconosciuto come strumento per la crescita socio-economica inclusiva e veloce.
  • Cambiamenti climatici: confermata la scelta di destinare una quota ambiziosa dei fondi per i piani nazionali di ripresa e resilienza a favore di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
  • Mobilità verde: necessario promuovere una mobilità sostenibile e conveniente.
  • Biodiversità: riconosciuti i risultati del recente rapporto IPBES e IPCC sul nesso tra biodiversità e cambiamento climatico.
  • Economia circolare: adottata la visione per l’economia circolare per rafforzare la cooperazione multilaterale.
  • Finanza verde: road map per rafforzare gli investimenti nelle attività del capitale naturale

Ambiente: sviluppo sostenibile e COVID-19

L’esperienza COVID-19 ha dimostrato come l’eccessivo sfruttamento delle risorse ambientali è causa delle pandemie presenti e future. Quindi, per evitare catastrofi ambientali e vere e proprie stragi pandemiche occorre identificare l’ambiente come un fattore dell’economia e perseguire uno sviluppo sostenibile.

La pandemia da COVID-19 ha avuto effetti disastrosi anche sull’economia, oltre che sulla salute. Quindi, il benessere e lo sviluppo economico presuppongono la tutela dell’ambiente.

Per approfondire i rapporti tra lesione dell’ambiente, pandemia ed economia: Amianto ed emergenza COVID-19: Quale economia ci aspetta?

Quindi, la chiave di volta è il connubio ambiente e transizione ecologica. Il Piano Nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione Europea non può prescindere da uno sviluppo sostenibile.

Agricoltura biologica e tutela dell’ambiente

Fanno parte di SIC zone ad agricoltura biologica o tradizionale; pascoli in cui si è creata un’armonia tra natura e attività umana; anche terreni e ambiti di proprietà privata che necessitano di essere protetti da possibili destinazioni diverse.

Per il futuro dell’umanità, è indispensabile, anche un nuovo approccio del sistema di produzione degli alimenti. In altri termini, è indispensabile alimentazione sostenibile che deve essere coniugata con un’agricoltura sostenibile.

Limitare l’allevamento intensivo di bestiame

Per tutelare l’ambiente anche dalla deforestazione è fondamentale limitare l’allevamento intensivo. Infatti, l’allevamento di bestiame consuma il suolo e produce liquami con azoto, fosforo e antibiotici. L’accumulo di liquami produce ammoniaca nell’aria e polveri sottili. Inoltre richiede colture di cereali ad elevata produzione, per cui vengono utilizzati pesticidi e fertilizzanti.

L’allevamento intensivo richiede anche grosse quantità di acqua oltre che di alimenti vegetali.

L’allevamento e tutte le produzioni zootecniche contribuiscono al cambiamento climatico. I bovini producono oltre il 50 per cento delle emissioni di metano, uno dei gas che causa il «Greenhouse effect» che ingabbia il pianeta e modifica il clima. Inoltre, le emissioni annuali di anidride carbonica per la sola produzione di carne bovina superano i 18 milioni di tonnellate.

Salvaguardia ambientale e tutela della salute: assistenza legale

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si occupa di prevenzione rispetto al rischio amianto e altri agenti cancerogeni che minacciano la salute e l’ambiente. Tra questi uranio, gas radon e radiazioni ionizzanti.

L’ONA si occupa di prevenzione primaria rispetto all’esposizione e di prevenzione secondaria e terziaria. Nell’ambito di quest’ultima fornisce assistenza legale agli esposti per il risarcimento integrale dei danni subiti.