Tumore dell’esofago: cos’è e i diritti delle vittime

Il tumore dell’esofago è un tumore maligno, o cancro, che colpisce l’organo dell’esofago. Esso, come tutti i tumori maligni, ha origine da una cellula impazzita che si riproduce in modo incontrollato dando origine ad una massa di cellule anomale. Essa ha la capacità di raggiungere anche altre zone del corpo ed organi, creando le cosiddette metastasi.

In questa guida scopriamo nel dettaglio cos’è il tumore dell’esofago e quali sono i sintomi iniziali e successivi, come si diagnostica e come si cura. Scopriamo anche quali sono i diritti delle vittime del tumore dell’esofago che hanno contratto la malattia in ambito professionale. In questi casi infatti si ha diritto a risarcimenti e benefici contributivi. In questa guida trovate tutte le info per richiedere l’assistenza legale gratuita per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge.

Tumore dell'esofago: assistenza legale gratuita

Tumore dell’esofago: cos’é?

Il tumore dell’esofago è il nono cancro più frequente al mondo. Esso colpisce in particolar modo gli uomini al di sopra dei 60 anni ed ha una mortalità elevata. Infatti è un tipo di cancro abbastanza aggressivo.

Il cancro dell’esofago si sviluppa generalmente a livello delle cellule della mucosa che riveste internamente l’organo. In altri casi colpisce le ghiandole produttrici di muco. Molto più raramente si sviluppa a partire dalle cellule muscolari che rivestono l’organo esternamente.

Che cosa è e dove si trova l’esofago?

Ma andiamo con ordine e scopriamo come è fatto l’esofago, dove si trovano le ghiandole e quali tessuti lo compongono. L’esofago, innanzitutto, è il condotto attraverso cui gli alimenti ed i liquidi che ingeriamo passano dalla gola allo stomaco.

Esofago dove si trova? Questo condotto è lungo dai 25 ai 30 centimetri ed è largo intorno ai 2-3 centimetri. All’esterno è circondato da tessuto muscolare che serve a facilitare il passaggio degli alimenti attraverso le contrazioni dell’organo. All’interno è rivestito invece di un tessuto mucoso. Nel tratto finale ci sono le numerose ghiandole produttrici di muco che serve a lubrificare le pareti.

Stomaco ed esofago sono collegati mediante una valvola chiamata cardias che fa scendere gli alimenti, ma non li fa risalire.

Tipologie di tumori dell’esofago

Ci sono due tipi principali di tumore all’esofago: il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma.

  • Carcinoma a cellule squamose (o squamocellulare)

è il più comune dei tumori esofagei (60% dei casi) ed ha origine dalle cellule squamose che tappezzano la parete interna dell’organo.

  • Adenocarcinoma:

costituisce circa il 30% dei tumori dell’esofago e deriva dalla trasformazione in senso neoplastico delle cellule delle ghiandole deputate alla produzione di muco. L’adenocarcinoma insorge più frequentemente nell’ultimo tratto del canale esofageo, vicino alla giunzione con lo stomaco (terzo inferiore).

  • Tumori secondari

In circa il 3% dei casi, il tumore esofageo è causato dalla metastatizzazione di altre neoplasie (specie melanomi e cancro della mammella). Questi processi, di solito, interessano il tessuto connettivale lasso intorno all’esofago.

Quali sono i sintomi del tumore all’esofago?

Nei suoi stadi iniziali il tumore esofageo tende ad essere asintomatico e per questo difficile da diagnosticare. Il sintomo d’esordio più frequente è la difficoltà nell’ingestione del cibo (disfagia). Essa può comparire insieme ad una perdita immotivata di appeso in presenza di normale appetito.

Insieme alla difficoltà alla deglutizione potrebbe manifestarsi anche la sensazione che i cibi solidi si arrestino durante il loro passaggio verso lo stomaco. Con il decorso della malattia questa sensazione può diventare una costante ed estendersi ai cibi semisolidi e poi anche a quelli liquidi.

Negli stadi più avanzati di sviluppo del tumore dell’esofago, la deglutizione oltre ad essere difficoltosa, può anche diventare dolorosa. In questo caso si parla di odinofagia.

A seconda delle zone di crescita e dell’interessamento del tumore dell’esofago può provocare:

  • paralisi delle corde vocali, raucedine e/o disfonia;
  • singhiozzo o paralisi del diaframma;
  • dolori al torace;
  • bruciore e crampi nella zona dell’esofago;
  • bruciore di stomaco e reflusso gastrico;
  • vomito e vomito che presenta tracce di sangue;
  • tosse.

Cura del tumore dell’esofago

Il trattamento prescelto per la cura del tumore dell’esofageo dipende da diversi fattori. Tra questi la tipologia del tumore, l’esatta localizzazione, le dimensioni, lo stadio ed età e stato di salute generale del paziente.

  • Chirurgia

Il trattamento standard più diffuso è l’esofagectomia in anestesia generale. L’esofago viene suturato a livello del collo con lo stomaco e più raramente con il colon. L’operazione chirurgica può essere preceduta da chemio-radioterapia per diminuire le dimensioni del cancro.

  • Chemioterapia

Il Trattamento ECF è il trattamento chemioterapico di elezione nel tumore dell’esofago. L’acronimo indica una combinazione di chemioterapici a base di epirubicina, cisplatino e 5-fluorouracile (5FU).

Si effettua di solito in day hospital con diversi cicli di trattamento. I farmaci si somministrano per iniezione endovenosa o attraverso un catetere venoso centrale.

Il 5FU viene di solito somministrato attraverso una piccola pompa portatile. In questo modo è possibile immettere una quantità controllata di farmaco in un certo periodo di tempo.

Quali sono i fattori di rischio per il tumore dell’esofago?

Quali sono i fattori di rischio che concorrono ad aumentare il rischio di tumore maligno esofageo?

Le cause del cancro esofageo sono ancora in parte sconosciute. Risulta però chiato che alcuni fattori di rischio aumentano le possibilità di contrarre questa neoplasia. Tra questi ci sono fattori genetici, dieta (consumo insufficiente di frutta e ortaggi e ingestione di cibi e bevande bollenti), stile di vita (uso di tabacco, alcol), e una precedente patologia esofagea.

La presenza di uno stato infiammatorio cronico della mucosa esofagea potrebbe evolvere in neoplasia.

Tra queste ricordiamo:

  • Acalasia esofagea;
  • Infiammazioni croniche, tra cui esofagite peptica, reflusso gastro-esofageo e/o esofago di Barrett.

Tumore all’esofago da amianto o altri cancerogeni

L’esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri cancerogeni può causare il tumore dell’esofago. La capacità cancerogena dell’amianto è confermata dallo IARC nell’ultima monografia.

I DD.MM. 09.04.2008 e 10.06.2014 e le tabelle INAIL contengono gli agenti cancerogeni per i quali può essere dichiarata l’eziologia professionale del tumore dell’esofago. Tra questi troviamo:

  • Radiazioni ionizzanti (periodo illimitato, codice I.6.15, la lista I dell’INAIL gruppo 6);
  • Industria della gomma (lista II, periodo illimitato, codice II.6.37);
  • Asbesto (periodo illimitato, lista III; codice III.6.03).

I diritti delle vittime

Le radiazioni ionizzanti sono l’unico aziente eziologico per il tumore dell’esofago inserito nella l dell’INAIL.

La presunzione legale di origine in questo caso è a carico dell’INAIL. Una volta appurata la presenza di radiazioni ionizzanti nell’ambiente lavorativo il lavoratore ha diritto agli indennizzi INAIL.

Invece, per quanto riguarda, gli altri cancerogeni, inseriti nelle altre liste,  l’onere della prova è a carico del lavoratore ammalato. 

Quest’ultimo deve dimostrare sia la lesione, sia il nesso causale.

Per poter ottenere il diritto all’indennizzo la prova del nesso causale, può essere anche solo su base probabilistica. Inoltre sono importanti anche i dati epidemiologici, che confermano il rischio.

Le vittime hanno diritto a: