Gas Radon: una sostanza naturale altamente cancerogena

Miete più o meno la stessa quantità di vittime del fumo e ancora oggi in pochissimi ne sono al corrente. Il gas radon è un gas naturalmente presente in natura ma è una delle cause principali di tumore ai polmoni.

Il Consiglio Nazionale dei Geologi è stato il primo a lanciare l’allarme, chiedendo di far luce su questo gas così pericoloso e così misconosciuto, e l’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che ogni anno più di 3000 persone si ammalano di tumore ai polmoni per via del radon.

Che cos’è il radon

Il radon è un gas nobile, incolore, inodore e insapore, altamente radioattivo e di origine naturale, derivato dal decadimento dell’uranio. È presente naturalmente (anche se in piccole quantità) nel terreno e nelle rocce ed essendo un gas radioattivo può risultare cancerogeno se inalato (poiché rilascia particelle alfa).

Secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, il radon è classificato nel Gruppo I, insieme a fumo e amianto.

Pericolosissimo se inalato, il radon aumenta la sua carica radioattiva quanto più ci si espone a esso – e in linea generale i fumatori sembrano essere quelli oggettivamente più a rischio.

Come accennato precedentemente, essendo un gas naturale il radon si trova facilmente nel terreno ma anche nell’acqua e se si disperde in luoghi chiusi può essere molto pericoloso.

La concentrazione maggiore di gas radon si può, quindi, riscontrare nelle abitazioni costruite a ridosso di terreni granitici o vulcanici, in edifici con fondamenta dirette nel terreno o addirittura all’interno di cantine o sotterranei.

Per ridurre l’impatto del radon nei luoghi chiusi, è importante procedere alla sigillatura di tutte le crepe, onde evitare che il gas si insinui all’interno; bisognerebbe, poi, depressurizzare il terreno, aspirare l’aria interna e pressurizzare gli edifici e procedere anche all’impermeabilizzazione dei pavimenti.

Un gas radioattivo e cancerogeno

Il radon è un gas molto pericoloso, anche se in pochi ne sono realmente a conoscenza. L’inalazione delle sue particelle può provocare danni irreparabili alle cellule, soprattutto quelle dell’apparato bronco-polmonare. La conseguenza più grave dell’esposizione a radon è il tumore ai polmoni (ancor più grave se in presenza di fumatori o persone con patologie respiratorie pregresse).

Non si è a conoscenza di una soglia minima di esposizione, ma di sicuro quanto più ci si espone al radon, tanto più alti sono i rischi di ammalarsi. Pensate, quindi, a tutte le persone che per questioni lavorative si sono trovate – loro malgrado – a contatto costante con il gas radon: oggi, la maggior parte di loro, ha sicuramente contratto una malattia respiratoria (e in casi più gravi un tumore ai polmoni).

La direttiva europea 2013/59/Euratom sulle norme di sicurezza di base contro l’esposizione a radiazioni ionizzanti, non ancora recepita in Italia, prevede che gli Stati Membri stabiliscano un livello di riferimento che non sia superiore ai 300 Bq/m3, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro. Sopra questa soglia è necessario intervenire per ridurre i rischi e la concentrazione di radon.

Quali sono i rischi del radon?

Paradossalmente, le abitazioni sono molto più a rischio dei luoghi di lavoro.

É possibile misurare il livello di concentrazione di radon nell’aria, utilizzando piccole scatole contenenti un frammento di plastica simile a una lente su cui si poserà la radiazione (e che potranno essere analizzate in laboratorio). Poiché la concentrazione di radon è variabile, di giorno in giorno, è consigliabile raccogliere informazioni per un anno intero, così da avere un quadro più approfondito e dettagliato dell’aria che si trova all’interno di una specifica abitazione.

Anche se la concentrazione maggiore è nelle abitazioni, i posti di lavoro non sono al sicuro, specie se si trovano sottoterra o in ambienti militari.

Un caso è quello del Monte Venda (Colli Euganei, Padova) dell’Aeronautica Militare che, in forza dell’effetto sinergico con amianto e altri cancerogeni del polmone, ha provocato un’epidemia di tumori ai polmoni o patologie affini (tutte malattie riconosciute, in seguito, come professionali e causa di servizio, con diritto a un risarcimento danni e al riconoscimento, per il lavoratore, di vittima del dovere).

Il radon è un gas insidioso e molto pericoloso, che diventa ancor più pericoloso se entra in contatto con altri fattori affini (fumatori o persone esposte anche ad amianto, sia per motivi lavorativi che accidentali). Tuttavia, non serve che ci siano concause, poiché il gas radon ha un’elevata radioattività ed è, pertanto, pericoloso anche se agisce in solitaria.

Per questo motivo è molto importante misurare la presenza di radon nell’aria e di farlo fare, soprattutto, ha personale preposto, competente e qualificato, in modo tale da correre ai ripari e intervenire con bonifiche e sanificazioni nel più breve tempo possibile.

Gas radon sul posto di lavoro

Negli ambienti di lavoro, in Italia, è stato fissato – a seguito di D. Lgd. 241/2000 – un livello limite di 500 Bq/m3 di radon presente nell’aria, superato il quale il datore di lavoro deve valutare se effettuare una sanificazione o procedere direttamente per la bonifica dell’area.

Nei luoghi di lavoro sotterranei è necessario procedere, entro 24 mesi, alla misura della concentrazione media annuale di radon (che, lo ricordiamo, non deve superare i 500 Bq/m3).

Come già esposto, i polmoni sono gli organi più a rischio, quando si tratta di esposizioni prolungate al gas radon. Le professioni più a rischio sono i lavoratori nelle miniere di uranio o di altre miniere sotterranee, gli installatori di cavi e tubature sotterranee, gli addetti delle centrali idroelettriche. Sono soggetti a rischio anche gli operatori dei centri termali o gli addetti a ispezioni geologiche, ma anche militari come quelli che hanno operato sul Monte Venda.

Il caso Monte Venda

Nei pressi dei Colli Euganei, a due passi da Padova, un tempo sorgeva la base NATO del Monte Venda, una base militare con antenne radar utili a captare un eventuale conflitto nucleare. Nel ventre della montagna, il personale dell’aeronautica militare fu esposto, negli anni Novanta, ad amianto e a gas radon. Per colpa di quest’ultimo, sono morte quasi 120 persone.

La base militare fu chiusa nel 1998 e da allora, nel Tribunale di Padova, si sono svolti i processi per la morte di tutti i militari con patologie asbesto correlate o dipendenti dall’esposizione a gas radon.

L’imputato Agostino Di Donna, ex direttore generale della Sanità Militare, è stato condannato per omicidio colposo plurimo.

Le vittime del lavoro come quelle del Monte Venda hanno, così, ottenuto una giustizia legale ed economica, con un riconoscimento di causa di servizio e una liquidazione di tutti i danni subiti.

Gas radon e prevenzione

Come per ogni cosa, la prevenzione nel caso del gas radon non è impossibile. Se si è a rischio esposizione, si consiglia – per esempio – ai tabagisti di smettere di fumare. È importante, poi, effettuare controlli sanitari costanti, soprattutto se si ha il sospetto di essere entrati in contatto con sostanze pericolose nel frattempo.

I sintomi più frequenti, se si è stati a contatto prolungato col radon, sono: tosse, difficoltà respiratorie, raucedine, perdita di peso repentina, sangue espettorato. Se ci si trova in presenza di questi sintomi, il consiglio è quello di contattar subito un medico ed effettuare una TAC toracica che rilevi eventuali rischi.

Tutela legale e assistenza medica

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, oltre a occuparsi di tutelare e assistere le vittime dell’amianto, si preoccupa anche di dare supporto e assistenza alle vittime del lavoro che siano state esposte, loro malgrado, a gas radon.

Per tutti quelli che per motivi lavorativi sono stati esposti a questo gas, mettendo a rischio la loro salute e contraendo malattie come tumori, linfomi e leucemie, ONA ha previsto una tutela legale con sorveglianza sanitaria e con le prestazioni previdenziali dell’INAIL, riconoscendo ai lavoratori la qualità di vittima del dovere e il risarcimento danni eventuali, sia per lui che – in caso di decesso – per i suoi familiari.

Per richiedere assistenza legale, è possibile contattare il seguente numero:

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ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha reso pubblici gli effetti del gas radon sulla salute e ha proposto maggiori misure preventive e di protezione, che si aggiungono già alle indennità della rendita INAIL e al riconoscimento di causa di servizio (vedi equo indennizzo), così come di vittima del dovere.

Gas Radon e Indennità INAIL

Il gas radon è, quindi, un derivato dell’uranio ed è una sostanza potenzialmente cancerogena. Se hai contratto una malattia correlata all’esposizione al radon, puoi richiedere all’INAIL una tutela previdenziale e assistenziale, con domanda amministrativa:

  • tumore del polmone (C34). Lavorazioni che espongono a radiazione ionizzanti (D.M. 09/04/2008, lista 1);
  • linfomi ( C82 -C85). Lavorazioni che espongono alle radiazioni ionizzanti (D.M. 09/04/2008, lista 2);
  • leucemie (C91 -C95). Lavorazioni che espongono alle radiazioni ionizzanti (D.M. 09/04/2008, lista 2).

Nel caso di tumore ai polmoni (presente nella lisa 1), l’ottenimento della rendita, a seguito di concausa confermata, si valuta a partire da un’infermità del 16%. Per coloro che hanno, invece, un grado invalidante dal 6% al 15% è previsto un indennizzo del danno biologico e un risarcimento dei danni differenziali e complementari che sono a carico del lavoratore.

Nel caso di linfomi e leucemie, viene a mancare la presunzione legale di origine, propria dell’inserimento nella lista 1, dunque l’onere della prova è a carico del lavoratore, che potrà però giovare del fatto che l’agente eziologico è comunque all’interno della lista 2. Per tutti i casi di sussistenza di prova di riconducibilità causale dei linfomi e delle leucemie alle esposizioni professionali a gas radon, sussisterà il diritto alle prestazioni INAIL

Se il lavoratore dovesse morire a causa della malattia contratta, le prestazioni INAIL saranno tutte liquidate dagli eredi. Il coniuge e gli orfani entro i 26 anni di età, se ancora studenti, avranno diritto alla rendita di reversibilità, rispettivamente del 50% e del 20% (con un limite massimo previsto del 100%).

Gas Radon e tumore ai polmoni

Come già esposto in precedenza, il rischio maggiore di una esposizione prolungata a gas radon è quello di contrarre un tumore ai polmoni.

Il rischio di un tumore si può evitare facendo tantissima prevenzione, prima di tutto, ed evitando di mettere a rischio il proprio corpo in prima persona (fumando, per esempio).

Si può, tuttavia, ridurre il rischio di malattie come questa limitando le esposizioni a gas e sostanze tossiche, ma in questi casi a intervenire deve essere il datore di lavoro, che in presenza di un rischio potenziale come questo deve poter correre ai ripari o con sanificazione – dove possibile – o con bonifica dell’area incriminata.

La prevenzione, tuttavia, rimane la scelta ideale, soprattutto per poter riconoscere in tempo la patologia e cominciare un percorso terapeutico che favorisca la guarigione.

A questo scopo, tutte le persone che per qualche motivo pensano di essere esposte ad amianto o sono effettivamente fumatori, sono potenzialmente più a rischio degli agli. Nel caso del fumo, il consiglio è quello di smettere di fumare; nel caso dell’amianto, è necessario informarsi approfonditamente a riguardo, così da evitare pericoli in futuro.

Il gas radon può provocare danni ai polmoni anche senza concause come il fumo o l’amianto, ma tanto più sono presenti fattori di rischio ulteriori, tanto è più facile contrarre una malattia se si entra a contatto con il gas radon.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, hanno istituito un servizio di tutela legale e assistenza medica per tutte le persone affette da patologie asbesto correlate e da esposizione a uranio impoverito e gas radon.

Tutti i lavoratori che sono stati a contatto con gas radon, quindi, possono richiedere equo indennizzo, risarcimento danni e il riconoscimento di vittima del lavoro.

Grazie a ONA i lavoratori possono ottenere:

  • Diagnosi del tumore ai polmoni:
  • Terapia e cura;
  • Riconoscimento malattia professionale;
  • Rendita INAIL;
  • Riconoscimento causa di servizio;
  • Riconoscimento di vittima del dovere;
  • Prepensionamento;
  • Risarcimento danni.

Richiedi assistenza e affidati al team legale di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Il presidente Ezio Bonanni, insieme al suo pool di avvocati e professionisti, vi aiuterà a ottenere le indennità che meritate e la giustizia legale che vi spetta.