Marina Militare e Vittime del Dovere

Marina Militare fa parte delle Forze Armate della Repubblica Italiana. Questa è insieme a Esercito Italiano, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri.

Lo scopo primario della Marina Militare è quello di vigilare nelle acque territoriali e internazionali. Inoltre monitora le manovre o presenze di altri Stati.

Infatti, nata insieme alla Repubblica, sulle strutture della Reggia Marina e sulle poche unità navali che furono lasciate all’Italia dopo l’armistizio e il trattato di pace, la Marina Militare alla fine del secolo scorso ha subito un ridimensionamento in conseguenza alla rivalutazione dei compiti delle Forze Armate.

Il suo scopo, oggi, riguarda:

  • Mantenimento di una continua e credibile presenza nell’area del Mediterraneo;
  • Controllo dei mari italiani con dispositivi aeronavali e relativo supporto terrestre;
  • Collaborazione con le forze navali alleate;
  • Mantenimento della forza di superficie e subacquea per operare autonomamente;
  • Protezione da offese aeree (cui affiancare una componente anfibia in grado di svolgere limitate operazioni).

Indice dei contenuti

Assistenza gratuita

    ONA e la tutela della Marina Militare

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha creato un dipartimento dedicato alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza. Così assiste tutte le vittime della Marina Militare e i suoi familiari, per prevenire i rischi derivati dal contatto con sostanze patogene quali amianto, radon o uranio e per ottenere giustizia, risarcimento danni e indennità adeguate ai danni subiti.

    Nello specifico, ONA si occupa di:

    • Bonifica e messa in sicurezza degli arsenali, delle vasi a terra e nelle unità navali, per impedire che ci siano nuovi casi di malattie asbesto correlate;
    • Assistenza medica gratuita con la sorveglianza sanitaria; che permette la diagnosi precoce e l’intervento medico più tempestivo (prevenzione primaria), con visite mediche gratuite e seconda opinione, per consigliare centri medici specializzati e protocolli appropriati (prevenzione secondaria);
    • Assistenza legale gratuita, per ottenere il risarcimento dei danni e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici appropriati, compresi quelli previdenziali e l’acquisizione dei dati epidemiologici, che fornendo il quadro della reale situazione conferma l’urgenza degli interventi preventivi (prevenzione terziaria).

    Per quanto riguarda lesione del diritto alla salute, garantito dall’art. 2087 c.c. e dall’art. 32 Cost., il personale civile e militare ha diritto al riconoscimento di causa di servizio. Poi, nel caso in cui il lavoratore fosse sottoposto a condizioni ambientali straordinarie che in qualche modo ne hanno compromesso lo stato di salute, ha diritto all’equo indennizzo e alle prestazioni previdenziali che spettano a tutte le vittime del dovere. Sono riconosciuti come vittime del dovere anche i lavoratori militari che hanno contratto patologie di varia natura in missioni in Italia e all’estero, oltre che per esposizione ad amianto e ad altre sostanze cancerogene.

    Diritti e prestazioni per le vittime del dovere nella Marina Militare

    ONA assiste gratuitamente i lavoratori civili e militari e i loro familiari nell’ottenimento del riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e cerca di ottenere per loro i seguenti diritti:

    • Speciale elargizione;
    • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
    • Speciale assegno vitalizio vittime del dovere per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
    • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto (TFR), o altro trattamento equipollente;
    • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
    • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
    • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
    • Borse di studio esenti da imposizione fiscale.

    Le altre prestazioni per le vittime del dovere riguardano i seguenti punti:

    • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, esenzione ticket estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei familiari;
    • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
    • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici.

    Quando ai lavoratori della Marina Militare è riconosciuta la qualità di vittima del dovere, il suo nome è riportato in un elenco chiamato Graduatoria della Marina Militare delle vittime del dovere, una lista in costante aggiornamento consultabile gratuitamente sul sito della Guardia di Finanza.

    Cosa fare in caso di decesso della vittima

    In caso di decesso della vittima, la parentela va tenuta in considerazione come segue: coniuge, figli, genitori e fratelli. In questo caso, sussiste il diritto a ottenere le prestazioni maturate dalla vittima quando era in vita e alla costituzione delle prestazioni in favore dei superstiti, secondo quanto sancito dall’art. 6 della L. 466/80, e con la liquidazione anche dello speciale assegno vitalizio di cui all’art. 5 L. 206/2004, pari ad €1.033,00 e dell’assegno vitalizio di cui all’art. 2 della L. 407/1998, nell’importo di €500,00, mensili, oltre perequazioni, ex art. 11 del D.L. 503/1992, nonché gli ulteriori benefici di cui agli artt. 8, 9 e 10 della L. 206/2004.

    Orfani non a carico: riconoscimento previdenziale e risarcitorio

    L’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA, è riuscito a ottenere il riconoscimento delle prestazioni anche se l’erede non era fiscalmente a carico del deceduto al momento della morte.

    Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni sono state accolte dal Tribunale di Cagliari (sentenza n. 917/2016), poi impugnata dal Ministero della Difesa (Ministero della Marina Militare) e confermate dalla Corte di Appello di Cagliari (Sezione Lavoro, sentenza n. 345/17), coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (SS.UU., sentenza n. 7761/2017).

    Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa Marina Militare a liquidare quanto dovuto a un’orfana, figlia di un appartenente alla Marina Militare riconosciuto vittima del dovere con parificazione alle vittime del terrorismo: “l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale vittime del dovere assegno vitalizio dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso”, il tutto anche alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite (SS.UU. 22753/18 e già SS.UU. 7761/17).

    I diritti negati degli orfani non a carico fiscale

    La Corte di Appello di Genova, Sezione IV Lavoro, con sentenza n. 575 del 13.12.2019, ha condannato il Ministero della Difesa ad erogare in favore di Garosi Lorenza, a partire dal decesso del padre, lo speciale assegno vitalizio, di cui all’art. 5 co. 3 della L. 206/2004, l’assegno vitalizio di cui all’art. 2 L. 407/1998, nell’importo di €500,00 mensili oltre perequazioni, ex art. 11 D.L. 303/92. La sentenza amianto Genova ha anche stabilito ulteriori benefici di cui agli artt. 8, 9 e 10 della L. 206/2004 e, per l’effetto, condanna il Ministero della Difesa a pagare le provvidenze, oltre agli accessori di legge. Sono state rigettate le tesi dell’Avvocatura dello Stato che voleva negare l’indennizzo perchè figlia non a carico (riconoscimento prestazioni vittima del dovere figli non a carico).

    Recentemente, riguardo il problema dell’estensione dei benefici riservati al congiunto superstite di vittima del dovere qualora egli non si trovi più a carico del familiare deceduto, si è pronunciata anche la Corte di Cassazione in Civile Ord. Sez. 6 N. 15224 del 2021. Tuttavia ha precisato di non aver ancora assunto una posizione in merito alla questione.

    Patologie asbesto correlate nei lavoratori militari

    I lavoratori civili e militari della Marina Militare sono stati esposti, nel corso del tempo, a sostanze patogene ritenute altamente cancerogene per l’uomo. Queste sostanze, se inalate, possono portare all’insorgenza di alcune malattie, come:

    Le patologie asbesto correlate nella Marina Militare

    Il personale civile e militare della Marina Militare ha lavorato per lungo tempo esponendosi a sostanze patogene come amianto, radon e uranio, sia sulle basi navali che a terra. Infatti le unità navali della Marina Militare sono spesso composte da parti in amianto, perché potente isolante. Ai militari stessi erano spesso fornite tute e guanti in amianto, per proteggerli dal calore.

    La capacità cancerogena dell’amianto è confermata anche dall’ultima monografia IARC “Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite“.

    La Procura della Repubblica di Padova ha riscontrato che l’amianto è stato utilizzato come segue:

    • Spruzzato in diversi spessori sulle superfici di cabine, ponti, locali motori, ciminiere, tubazioni, pareti rompifiamma;
    • Come componente di malte cementizie su reti di tubazioni, condotte di gas di scarico, gruppi elettrogeni, coperture dei motori, etc.;
    • All’interno di materassini o cuscini per la coibentazione di tubi, intercapedini, paratie;
    • In pannelli, lastre, cartoni per la coibentazione di alloggi, mense, locali macchine, aree operative, ambienti di servizio;
    • All’interno di corde o trecce per rivestimenti isolanti di tubature, guarnizioni e guarnizioni di tenuta (baderne);
    • All’interno di fogli per guarnizioni di condutture;
    • In polvere custodito in sacchetti da utilizzare per le malte cementizie coibentanti.

    Come si può intuire, sulle imbarcazioni e sui mezzi di trasporto della Marina Militare, l’amianto era pressoché ovunque. Era facilissimo, dunque, entrare in contatto con l’amianto e altrettanto facile era contrarre una patologia asbesto correlata con l’andare avanti del tempo.

    Altri agenti cancerogeni per la Marina Militare

    Oltre ad amianto militari erano spesso esposti anche ad altre sostanze patogene, come ad esempio l’uranio impoverito. Oltre all’amianto anche il radon e, secondo la lista stilata da IARC (International Agency for Research on Cancer), compaiono anche:

    • Tricloroetilene, tetracloroetilene ad altri agenti clorurati;
    • Fumi di scarico di motori endotermici funzionanti a gasolio e a benzine;
    • Campi elettromagnetici generati da apparecchiature di telecomunicazione, radars, sistemi di mira, motori elettrici, correnti elettriche presenti nei mezzi marina militare, mezzi corazzati, blindati e ruotati;
    • Radiazioni ionizzanti emesse da “trizio” e da uranio impoverito;
    • Piombo e suoi composti organici ed inorganici;
    • Idrocarburi policiclici aromatici (IPA);
    • Idrocarburi aromatici non policiclici;
    • Benzene;
    • Fibre artificiali isolanti (fibre di vetro, di roccia, di ceramica, ecc).

    Patologie asbesto correlate e Marina Militare: i processi

    La Procura della Repubblica di Padova ha avviato alcune indagini, riguardanti i lavoratori militari morti per patologie asbesto correlate, mirate a dimostrare la presenza di amianto in percentuali considerevoli nei reparti navali della Marina Militare.

    Queste indagini hanno portato allo svolgimento di tre procedimenti penali, due conclusi e il terzo ancora in indagine – Marina Ter, proc. n. 242/2014 RG NR: ne risulta che amianto Marina Militare era presente in tutte le installazioni delle unità navali, sui teli e su altri materiali presenti in loco.

    In più la Procura della Repubblica di Padova ha confermato che 1101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto correlate (570 dei quali hanno contratto mesoteliomi).

    Gli alti ufficiali sono stati processati nel procedimento Marina Bis per aver causato la morte dei loro sottoposti.

    Le accuse riguardano i seguenti punti. Gli alti ufficiali, in sostanza:

    • Omettevano di rendere noto al personale della marina della presenza di amianto all’interno delle basi navali;
    • Evitavano di sottoporre a controlli regolari tanto gli ambienti quanto gli stessi dipendenti;
    • Omettevano di vigilare sull’utilizzo di dispositivi di protezione sanitaria durante le ore di lavoro;
    • Omettevano di adottare tutte le misure preventive previste.

    Il Tribunale di Padova ha assolto in primo grado gli Alti Ufficiali imputati. Successivamente la sentenza è stata impugnata dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia (così come dai familiari delle vittime).

    Risarcimento dei danni nella Marina Militare

    Tutte le vittime del dovere della Marina Militare hanno diritto a ottenere il risarcimento dei danni previsto dalla legge. Nello specifico si parla di:

    • Danno non patrimoniale – biologico (lesione all’integrità psicofisica), morale (sofferenza fisica e interiore), esistenziale (per il peggioramento qualità della vita);
    • Danno patrimoniale – emergente, per lucro cessante.

    ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, in collaborazione con il dipartimento dedicato alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza, si offre di garantire una tutela legale e medica gratuita per tutte le vittime del lavoro.